Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Dividendi/Mediobanca punta su Terna, Atlantia ed Eni, occhio ai “falsi amici” come Poligrafici Printing o Igd

Dopo Wall Street anche Piazza Affari si prepara alla prima “earning season” dell’anno, che in Italia coincide con la stagione dello stacco dei dividendi per la gran parte dei titoli quotati: da lunedì prossimo, 23 aprile, all’8 ottobre saranno staccati in tutto 131 dividendi, con un “picco” lunedì 21 maggio prossimo venturo.

Se in un mercato efficiente l’investimento in titoli azionari razionalmente dovrebbe essere guidato dalle attese in merito alla futura crescita di fatturato, margini e utili più che sulla presenza o meno di dividendi (che rappresentano la distribuzione di utili già realizzati, dunque noti al mercato), ciò non di meno il tema dei “re di denari” continua ad affascinare i media e molti investitori, tanto che puntualmente le principali case d’investimento stilano la classifica dei “campioni” per quel che riguarda il rendimento in termini di dividendo rispetto al prezzo del titolo.

Così anche quest’anno Mediobanca ha già stilato la sua lista, segnalando nomi come Cairo Communication, Marr, Terna, Atlantia, Eni, Banca Generali e Recordati. Tutti titoli che ad una costanza di dividendi hanno abbinato performance tendenzialmente positive del titolo in borsa, cosa che non è accaduta, ad esempio, ad altri “re di denari” come Enel, Igd, Hera, Italcementi risparmio, Carige, Telecom Italia risparmio e Snam Rete Gas che pur continuando a distribuire dividendi generosi hanno spesso visto le quotazioni ridursi dopo lo stacco cedola e non recuperare pienamente terreno nei mesi e negli anni successivi.

Certo, la situazione di quest’anno sembra non particolarmente florida con una crisi che ha inciso anche sui migliori portando a un calo di oltre il 50% rispetti ai picchi storici (il monte dividendi previsto per quest’anno è di 1,45 miliardi di cui l’88% legato a società dell’Ftse Mib, vale a dire le 40 maggiori società quotate sul listino, mentre alle mid e small cap resteranno le briciole come sempre), ma il rendimento medio è ancora interessante, il 4,6% contro una media internazionale leggermente più bassa (4,4%).

L’importante, suggeriscono gli uomini di Piazzetta Cuccia, sarà evitare i “falsi amici”, il cui rendimento appare in calo su base annua o che hanno registrato una volatilità del dividendo più elevata della media. Attenzione anche a non limitarsi a rapportare il dividendo atteso al livello attuale delle quotazioni senza aver verificato l’andamento del titolo nei mesi precedenti: Poligrafici Printing con 6,6 centesimi di dividendo per azione offre in teoria un rendimento di quasi il 12,2%, Igd Siiq attorno al 10,7%, Conafi Prestitò un rotondo 9,2%, ma la prima ha perso nell’ultimo anno il 14% abbondante, Igd quasi il 51%, Conafi Prestitò oltre il 37%.

Luca Spoldi




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