| Dossier illeciti/ Tronchetti e Buora estranei alla vicenda SCARICA LE CARTE GIUDIZIARIE "Pare proprio che la 'Procura' di 'Repubblica', d'ora in poi bisognerà chiamarla così, non si rassegni all'uscita di Tronchetti e Buora dall'inchiesta Telecom-intercettazioni, e abbia deciso di fare concorrenza alle Procure della Repubblica". Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. "Nell'esprimere solidarietà a Tronchetti e Buora - dice - e alle persone che, nel tentativo di 'Repubblica' di creare il 'caso politico', vengono oggi coinvolte e qualificate come 'network eversivo', mi pare invece quanto mai opportuno riflettere su alcuni fatti, che hanno molto robabilmente contribuito all' uscita di Tronchetti da Telecom e al passaggio di mano dell'azienda". "C'e' stata - prosegue il portavoce di Forza Italia - una strana e pericolosa triangolazione, a mio avviso, tra l'azione di una parte della magistratura, la martellante campagna di stampa del gruppo 'Espresso-Repubblica', che tuttora prosegue, da quanto leggiamo stamattina, e diverse iniziative del governo Prodi". "E - conclude Capezzone - questa convergenza di ostilità contro Tronchetti ha oggettivamente contribuito a creare un clima negativo, determinando la situazione che conosciamo. E' proprio il caso di analizzare retrospettivamente tutta questa vicenda". |
La
polizia giudiziaria sta notificando in queste ore, 34 avvisi di chiusura delle indagini ad altrettanto persone fisiche, nell'ambito dell'inchiesta milanese sui dossier illeciti. Venerdì scorso, analogo atto era stato recapitato a Telecom e a Pirelli, accusati di aver violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle società per i reati commessi dai propri dipendenti.
Tra gli indagati ai quali, oggi, i pubblici ministeri Fabio Napoleone, Stefano Civardi e Nicola Piacente stanno notificando l'atto, ci sono Giuliano Tavaroli e Pier Guido Iezzi, rispettivamente ex capo della Security di Telecom e di Pirelli, l'ex funzionario del Sismi, Marco Mancini, e l'ex capo della Sicurezza Informatica di Telecom, Fabio Ghioni.
Ai trentaquattro indagati si contestano, tra l'altro, a vario titolo, l'associazione a delinquere, la corruzione, l'appropriazione indebita e il procacciamento e la divulgazione di notizie attinenti alla sicurezza dello Stato.
Soddisfatto Marco Tronchetti Provera. "Sono molto contento e soddisfatto della conclusione cui sono arrivati i giudici dopo tre anni e mezzo di indagine, dopo che sono stati sentiti centinaia di testimoni, viste migliaia di carte, è emersa con chiarezza la verita. Questo è un dato estremamente importante": ha detto il presidente della Pirelli ed ex azionista di riferimento di Telecom Italia, commentando la conclusione dell'inchiesta della procura di Milano sui 'dossier illeciti', che non lo vede tra gli indagati. "Sono peraltro sconcertato - ha proseguito Tronchetti Provera - che continui una campagna che, malgrado ogni evidenza, si cerchi di alterare la verità: questo è davvero inaccettabile, è qualche cosa di incomprensibile".
E proprio stamattina Repubblica ha dedicato la sua apertura al colloquio con Giuliano Tavaroli, l'ex carabiniere che nel 1996 è stato a capo della sicurezza della Pirelli e poi di Telecom, arrestato due anni fa. "Non farò il capro espiatorio. Voglio il processo con tutte le mie forze. Dimostrerò che ho fatto ciò che mi chiedevano": insomma, Tavaroli lamenta di essere stato "messo in mezzo" per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar.
"Così - racconta Tavaroli - hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Nelle carte c'è scritto. Dispongono la perquisizione nel mio ufficio con un unico obiettivo: rimuovermi dal mio posto nella convinzione che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero per le intercettazioni dell'inchiesta Abu Omar e quindi per l'ascolto decisivo dei funzionari Sismi".