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Economia
E ora Netflix monetizza le perdite. Il nuovo business model di Wall Street

Lo scorso anno scrissi su "VideoAge", la rivista di televisione che dirigo da New York City, che Netflix ha inventato un modello di business unico ed invidiabile: monitezzare le perdite.

            Questo perché la societá di TV a pagamento via Internet con base a Los Gatos, California, ha accumulato perdite stimate a 11 miliardi di dollari e gestisce un cash-flow negativo. Nonostante ció, la societá rimane una beniamina di Wall Street e gli investitori fanno a gara per acquistare i suoi titoli in borsa, tanto che il loro valore é arrivato a 329 dollari per azione. Praticamente, piú aumentano le perdite, maggiore é il loro valore in borsa.

            Ora un articolo su "Wall Street Journal", il quotidiano-bibbia di Wall Street, ha fatto presente che il "modello" Netflix non é "unico", bensí viene utilizzato su vasta scala da grosse societá come General Electric e Tesla, cioé quelle considerate "too big to fail" (troppo grandi per fallire), termine preso in prestito dalle banche che, alla fine, non falliscono mai nonostante le enormi perdite sostenute.

            Da tener presente che il "WSJ" non fa riferimento a Netflix, né cita il modello che "monetizza le perdite", termine del quale questo giornalista orgogliosamente si assume la paternitá. Sempre di questo giornalista é la descrizione "too big to fail".

            Nell'articolo, il "WSJ" riporta che nonostante Tesla, societá con base a Palo Alto, California, abbia accumulato perdite negli ultimi 12 mesi, le sue azioni sono raddoppiate di valore in soli tre mesi e la valutazione in borsa della societá é salita a 89 miliardi, cioé piú di Ford e General Motors messe assieme, societá che, al contrario, hanno generato profitti. Allo stesso modo, il valore delle azioni della General Electric sono cresciute del 44% nonostante le sue pesanti perdite. Inoltre, le azioni del 75% delle 100 maggiori societá quotate in borsa negli Usa sono aumentato di valore, nonostante le perdite accumulate.

            In un ulteriore articolo dello scorso ottobre, "VideoAge" faceva presente che il valore in borsa di Netflix era di 146,5 miliardi di dollari, contro i 167 miliardi della Disney ed i 162 miliardi di Comcast, con la differenza che gli ultimi due possiedono studi cinematografici, case di produzione e reti televisive, mentre Netflix possiede molto poco di tangibile, al di fuori di alcune migliaia di ore di contenuti televisivi di sua proprietá ed il valore del suo marchio. Al confronto, prima della fusione con Viacom, la rete televisiva CBS, valutata in borsa "solamente" 20,6 miliardi di dollari, ha generato profitti di 2,5 miliardi, cosa che Netflix non é mai riuscita ad ottenere.

            Il "WSJ" attribuisce questo nuovo modello di business al fatto che gli investitori non sono interessati a profitti a breve termine, ma al potenziale futuro. Ci sarebbe da aggiungere, peró, che in questo modo vengono penalizzate societá in buona salute finanziaria, senza avere nessuna assicurazione che quelle ora in perdita un giorno produrranno buoni dividendi. Per il momento gli investitori si godono gli aumenti dei titoli in borsa, dopotutto Wall Strett é anche un gioco d'azzardo.

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