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Economia
Effetto manovra, spread in calo poi torna sopra 140 punti

I timori per un brusco rallentamento dell'economia mondiale sono tornati in primo piano, spingendo in basso le Borse europee. L'attivita' manifatturiera della zona euro e' crollata ai minimi dal 2012, ma cio' che ha creato allarme e' stato l'indice Ism americano, quello che misura l'attivita' manifatturiera statunitense, che a settembre e' inaspettatamente scivolato sui valori peggiori dal 2009.

Dopo l'annuncio i listini europei hanno subito ampliato le perdite e Milano, che si era mantenuta in terreno positivo festeggiando l'approvazione della nota di aggiornamento del Def, ha invertito la rotta. A peggiorare il quadro, per altro, sono state anche le notizie sugli scontri ad Hong Kong che hanno lasciato a terra un ferito grave.

Sul finale il Ftse Mib ha fatto meglio degli altri listini europei, ma ha chiuso in calo dello 0,81%. Lo spread e' lievemente salito a 142 punti. Piazza Affari ha arginato le perdite grazie alla performance delle banche di medie dimensioni, sulla scommessa che sia in arrivo un'ondata di fusioni e acquisizioni. Banco Bpm ha messo a segno un guadagno dell'1,17%. In coda al Ftse Mib le Atlantia (-2,4%), penalizzate dalle parole del premier, Giuseppe Conte, che ha dichiarato che e' in corso il procedimento per la caducazione della concessione.

Fuori dal paniere principale, da notare il nuovo tonfo di Bio On (-47,9%), dopo la brutta semestrale chiusa con una perdita triplicata e debiti raddoppiati. Sul fronte dei cambi, l'euro recupera la soglia di 1,09 dollari dopo essere scivolato sui minimi da 28 mesi a 1,0979. Passa di mano a 1,0924 dollari (da 1,09di ieri). Vale inoltre 117,75 yen (da 117,8 yen) mentre il rapporto dollaro/yen e' a 107,79 (da 108,9). Il petrolio ha rallentato il passo: il wti, contratto con consegna a novembre, sale solamente dello 0,17% a 54,16 dollari.

Le Borse europee sono partite in lieve rialzo, ma poi hanno invertito la rotta dopo il dato sull'attivita' manifatturiera del Vecchio Continente, che a settembre e' crollata ai minimi dal 2012, ossia a 45,7 dai 47 di agosto. Sono ormai otto mesi che l'attivita' manifatturiera del Vecchio Continente diminuisce. In piu' la situazione della Germania sfiora il drammatico, con l'indice Pmi che si e' portato al livello piu' basso da giugno 2009, a 41,7 punti. In calo anche l'indicatore dell'Italia sceso a settembre a 47,8 da 48,7, ai minimi da 6 mesi.

D'altra parte a scatenare il panico sui mercati e' stato l'indice Ism americano, quello che misura l'andamento dell'attivita' manifatturiera statunitense. Gli analisti avevano stimato un recupero a settembre, dal livello di 49,1 punti di agosto, mentre invece e' arrivata la doccia fredda con l'indice che non solamente e' peggiorato a 47,8 punti, ma si e' addirittura portato al livello piu' basso dal 2009. Come se non bastasse hanno deluso anche le spese per costruzioni, che su base annua sono diminuite dell'1,9%. Il contesto internazionale, inoltre, rimane complicato a pochi giorni dal nuovo round di incontri Usa-Cina sul fronte del commercio internazionale. In piu' destano preoccupazioni le sommosse a Hong Kong, oltre che l'avvicinarsi della scadenza della Brexit.

Piazza Affari ha arginato le perdite rispetto agli altri listini europei grazie all'andamento delle banche di medie dimensioni in vista di una nuova ondata di aggregazioni. Banco Bpm, dopo il rialzo della vigilia, e' salita dell'1,17% beneficiando della scommessa che l'istituto possa realizzare un asse con Ubi (+0,6%). La vigilia l'ad, Giuseppe Castagna, pur escludendo operazioni sul tavolo, ha detto che una fusione tra Banco Bpm e Ubi Banca avrebbe 'sicuramente un senso' strategico. D'altra parte un'aggregazione dovra' superare lo scoglio della governance e non a caso ieri sempre Castagna ha espresso il desiderio di rafforzare la compagine azionista, al momento piu' frammentata rispetto ad altre ex banche popolari. Bper, ben impostata per tutta la seduta, sul finale ha chiuso in calo dello 0,1%.

Sono invece andate male le Intesa Sanpaolo (-0,9%) e anche le Unicredit (-1,2%), mentre gli investitori continuano a interrogarsi se la banca vendera' 5 miliardi di Npl a doValue (+0,39%), come riferito nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. Nexi ha tentato di salire per quasi tutta la seduta, ma sul finale ha invertito la rotta e ha perso lo 0,7%. Gli analisti si interrogano sull'impatto che avranno le misure di Governo sulla societa'. Come emerso dal Def, l'esecutivo cerchera' di incentivare i pagamenti elettronici come mezzo di contrasto all'evasione. Al tempo stesso, pero', cerchera' di ridurre drasticamente i costi di transazione, senza pero' fornire dettagli quantitativi in merito che sono ancora da definire da parte del Mef.

Atlantia (-2,4%) ha registrato la performance peggiore del Ftse Mib sul timore che la concessione autostradale sia alla fine revocata e non solo resa piu' stringente. 'E' in corso il procedimento per la caducazione della concessione, all'esito del quale non faremo sconti ai privati e perseguiremo l'interesse pubblico' ha dichiarato il premier, Giuseppe Conte, durante la cerimonia del varo del primo impalcato del Ponte Morandi.

Conte ha anche sottolineato che 'la procedura non e' ancora stata completata perche' e' complessissima e bisogna acquisire tutte le perizie, le valutazioni e le controdeduzioni'. I timori di un rallentamento globale hanno penalizzato titoli industriali come Cnh (-1,4%), Fca (-0,96%), quest'ultima nell'attesa anche dei dati auto italiani di settembre. Della galassia Agnelli sono andate male anche le Ferrari (-2%), mentre la Juventus e' scivolata dello 0,9% nel giorno della partita di questa sera di Champions League e dopo il balzo di ieri. Hanno invece tenuto le Pirelli e le Buzzi (-0,1%).

Fuori dal paniere principale, Maire Tecnimont ha guadagnato il 2%, dopo l'annuncio dell'accordo con EuroChem per un impianto di fertilizzanti in Russia. Per altro se i piani di investimento di EuroChem proseguiranno come pianificato, Maire Tecnimont potrebbe partecipare alle attivita' di Engineering Procurement and Construction successive che ammonterebbero a un miliardo di euro.

Mediaset ha registrato un progresso dello 0,44% all'indomani delle indicazioni sulla raccolta pubblicitaria che nel mese di settembre ha registrato un '+2% a livello preliminare'. La societa' ha inoltre confermato i numeri indicati in via preliminare a luglio e relativi al periodo gennaio-giugno, chiuso con un utile netto di 108,9 milioni (+155%), anche se su ricavi in calo del 18% circa a 1,482 miliardi di euro.

Sul mercato Aim sono crollate quasi del 50% le Bio On dopo la pubblicazione della semestrale, con i ricavi crollati a 917 mila euro, rispetto ad un totale ricavi del primo semestre 2018 pari a 6,1 milioni. La societa' ha inoltre chiuso il periodo gennaio-giugno con un rosso di 10,1 milioni contro quello di 2,9 milioni dell'anno prima. Anche i debiti sono quasi raddoppiati, passando a 41 milioni da 22,5 milioni. Nel resto d'Europa, Parigi ha perso l'1,41%, Madrid lo 0,85%, Francoforte l'1,32%. Londra ha arginato i danni allo 0,62%. 

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