Ecofin/ Salta l'accordo sui fondi hedge

Mercoledì, 17 marzo 2010 - 12:00:00

I ministri europei delle Finanze hanno gettato la spugna rinunciando a tentare di trovare un accordo sul controverso progetto volto a regolamentare e ad aumentare la trasparenza dei fondi speculativi. Sotto le forti pressioni di Gran Bretagna e Stati Uniti, il tema e' stato rinviato ad una successiva riunione da tenersi prima della fine della presidenza spagnola a giugno.

''Il tema dei fondi speculativi e' stato rimosso dall'agenda al fine di avere piu' tempo per avere il consenso piu' ampio possibile'' ha spiegato la portavoce della presidenza Ue, Cristina Gallach. La questione, ha aggiunto, ''tornera' sul tavolo nel corso di un'altra riunione dei ministri delle Finanze che si terra' sotto la presidenza spagnola''. Il ministro spagnolo delle Finanze, Elena Salgado, ha sottolineato da parte sua che ''e' sempre meglio avere il massimo consenso'' e per questo ''continueremo a lavorare''.

I ministri avevano inizialmente stabilito di mettersi d'accordo su una posizione generale dalla quale far partire i negoziati con il Parlamento europeo che dovra' dare semaforo verde al progetto. Questo dopo che una riunione a livello degli ambasciatori UE, la scorsa settimana, non aveva pero' portato ad un accordo unanime a causa, principalmente, dell'opposizione britannica.

Nessun commento da parte del Cancelliere dello Schacchiere, Alistair Darling, anche se il suo collega svedese, Anders Borg, ha rivelato che i termini della discussione di sono spostati sul tema di evitare che l'Europa arrivi ad applicare un sistema che alla fine si rivelerebbe una forma di protezionismo. ''Oggi ne parleremo - ha detto Borg - ovviamente abbiamo bisogno di una maggiore regolazione ma non c'e' spazio per il protezionismo in Europa''.

Da tenere presente, poi, che la scorsa settimana il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, aveva protestato sottolineando che la direttiva possa danneggiare i fondi speculativi americani, i gruppi di private equity e le banche compromettendo la loro capacita' di fare affari con l'Europa. Per questo il commissario ai servizi finanziari, Michel Barnier, partira' per gli Stati Uniti nelle prossime settimane per discutere i punti piu' controversi che riguardano l'accesso al mercato europeo dei gestori di fondi basati in Europa ma i cui capitali risiedono alle isole Cayman o in altri paradisi fiscali. I critici sottolineano che i cambiamenti ipotizzati alla regolazione spingerebbero molti fondi a lasciare Londra, dove hanno sede tra il 70 e l'80 per cento di quelli piu' importanti, per stabilirsi in Svizzera od in altri paesi al di fuori dell'Unione Europea.

Ottimista  il ministro dell'Economia Giulio Tremonti secondo cui la decisione della presidenza spagnola di togliere dal tavolo dell'Ecofin il tema della regolamentazione dei fondi speculativi, i cosiddetti "hedge fund" e' stata presa perche' "non e' semplice mettere insieme posizioni diverse" come quella comune di Italia, Francia e Germania e quella del Regno Unito: all'interno dei 27 paesi dell'Ue "non c'e' sufficiente coesione". Ma, ha commentato il ministro, "la macchina e' partita" e se ne parlera' a un prossimo Ecofin, durante la presidenza spagnola dell'Unione che si chiudera' a fine giugno.

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