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Economia
Embraco, ira degli operai contro Calenda.Accuse per il salvataggio che non c'è

“Ma con chi hai firmato il contratto per il nostro stabilimento?”. Curioso siparietto stamane sotto il Ministero dello Sviluppo economico, in via Veneto a Roma, per Carlo Calenda. Vista la manifestazione organizzata a Roma dai 409 operai dell’Embraco di Riva di Chieri (in parte in cassa integrazione e in parte -187 - al lavoro in attesa che parta la produzione), l’ex inquilino del Mise, ora europarlamentare ex Pd, è sceso in strada (abita a due passi) per incontrare i lavoratori di un’azienda che conosce bene. Si  tratta del secondo blitz dell'ex ministro dopo quello di luglio, prima in azienda e poi al Comune di Riva di Chieri per incontrare le maestranze.

E’ stato lui infatti che a seguito del trasferimento produttivo in Slovacchia ad opera della brasiliana Embraco, controllata dalla Whirlpool, 15 mesi fa ha gestito la crisi della fabbrica torinese facendo subentrare nell'impianto la Ventures Productio, azienda a proprietà mista Israele-Cina-Italia. Soggetto che però dopo oltre 450 giorni non ha ancora presentato un piano finanziario e produttivo ad hoc per il sito. Così il riavvio della produzione, necessario per dire davvero compiuta la reindustrializzazione, è in ritardo. 



Calenda, sceso per cercare di entrare al Ministero con la delegazione e presentare la sua soluzione, si è visto accusare dagli operai per la scelta poco felice sulla scelta dell’acquirente, il cui progetto di portare a Riva di Chieri la produzione di robottini per pulire i pannelli solari, dispenser dell'acqa, e-bike e giocattoli resta sulla carta, incerto. Come il futuro dei lavoratori.

La delegazione degli operai accompagnata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio è stata poi ricevuta dalla coppia Todde-Serial che nella nuova gestione Patuanelli si occuperà delle crisi aziendali. “Oggi abbiamo incontrato lavoratori e rappresentanti sindacali di Embraco, azienda in crisi da mesi per cui è fissato un tavolo il prossimo 23 ottobre. L'appuntamento di oggi non era previsto, abbiamo però aperto le porte del Ministero dello Sviluppo Economico perché solo con il dialogo si possono trovare soluzioni.
Per questo ringrazio i lavoratori, i loro rappresentanti,
il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, con l'assessore Chiorino, e il vice capo gabinetto del Mise Giorgio Sorial per il contributo che hanno fornito”, ha scritto la sottosegretaria pentastellata Alessandra Todde su Facebook dopo l’incontro.

“Adesso attendiamo - ha proseguito la Todde - il tavolo del 23 per conoscere il piano industriale dell'azienda. Deve essere solido, serio e credibile. Conosco molto bene il mondo delle aziende: vicende come questa mi coinvolgono, ma so anche che nel caso di evidenze negative chiare a tutti non si può più rimandare. Le attese sono finite, il tempo delle belle favole pure. Se il progetto non ci sarà, si aprirà un'altra fase”.

“Ci vuole il piano ma anche garanzie sulla sua attuazione. Un prodotto ha bisogno di mercato, ottima progettazione e industrializzazione: ci vogliono necessariamente questi elementi. Da parte nostra, restiamo senza se e senza ma dalla parte dei lavoratori, delle imprese serie e del territorio”, ha concluso la Todde.

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