Di titoli propriamente "industriali" sul listino milanese ce ne sono sempre stati pochi, prevalente essendo la presenza delle banche e delle assicurazioni tricolori. Ancora meno, se si escludono i colossi dell'energia (Enel) e del petrolio (Eni e Saipem) sono presenti sul listino attuale e tuttavia alcuni nomi valgono certamente la pena di un'analisi in vista di qualche settimana di meritato relax lontano da indici e listini.
Fiat, azienda leader dell'industria italiana per tutti gli anni Sessanta e Settanta, quelli del "boom" economico, poi caratterizzata da alterne fortune anche a causa di un top management e di una proprietà non sempre all'altezza, è tra i titoli maggiormente ciclici della borsa milanese, vista anche la stretta dipendenza tra l'industria automobilistica e i prodotti petroliferi. La cura Marchionne ha certamente cambiato pelle al gruppo, riorganizzandolo e razionalizzandone le attività, rilanciando partnership e prodotti.
Ma con un petrolio a 140 dollari o più al barile, sperare in un prossimo recupero delle quotazioni appare francamente difficile, salvo temporanei rimbalzi atti a correggere fasi dominate da un eccesso di vendite. Per vedere un recupero delle quotazioni si dovrà probabilmente attendere che il prezzo del greggio si stabilizzi e che lo scenario economico torni a migliorare, cosa improbabile prima dei prossimi nove-dodici mesi.
Anche peggiori paiono essere le prospettive per i titoli del trasporto aereo, ma qui, viste le difficoltà attraversate sia dalla piccola Eurofly sia dalla "ex grande" Alitalia, più che di ri-regionalizzazione dell'economia mondiale, di taglio dell'offerta legata all'aumento dei costi, di sofferenza per la crescente concorrenza delle low cost, pare inutile ogni considerazione sinchè non verrà fatta chiarezza sul futuro del settore in Italia, condizione che non pare destinata ad avverarsi a breve.