Euro verso il crac?/ Trema la casta della finanza. Anche l'economia ha i suoi Grillo

Giovedì, 10 maggio 2012 - 15:09:00


 

unione europea

Di Andrea Deugeni

Il paradigma tradizionale traballa. Mentre Der Spiegel denuncia che "l'Italia truccò i conti per entrare nell'euro", accettata dalla Germania solo perché Berlino temeva una lira debole e di perdere quote di mercato nel manifatturiero a vantaggio del nostro Paese, il governo Monti comincia a perdere colpi, perché vede la sua azione vanificata dal circolo vizioso austerity-recessione. La politica fa i conti con gli estremismi, l'affermazione del Movimento 5 Stelle e con l'aumento dell'astensionismo, forti critiche al sistema partitocratico. Ora, anche dall'economia, arrivano segnali di rottura, con la Germania che potrebbe lasciare la Grecia al suo destino, tanto che i bookmakers sospendono le scommesse sull'uscita ellenica dalla moneta unica. E così, nelle università e nella società civile nascono delle proposte alternative: se negli Usa prendono piede le teorie della Modern Money Theory (MMT), in Italia gli economisti della Bocconi Massimo Amato e Luca Fantacci spiegano che bisogna cambiare la natura stessa della moneta e il suo essere concepita come riserva di valore. A Napoli, per esempio, si sta diffondendo lo Scec, una valuta locale che consente di abbassare i prezzi e creare solidarietà, come risposta all'euro e alla globalizzazione economica. Senza dimenticare l'esempio dell'Islanda, dove la popolazione ha imposto il default al governo.

"La Grecia nell'euro? La Germania la volle, così i tedeschi potevano vendere le Bmw ad Atene", dicono Amato e Fantacci...


Massimo Amato e Luca Fantacci, economisti della Bocconi di Milano, indicano una nuova via per uscire dalla crisi. Dopo una grande attenzione al rigore, sembra che il premier Mario Monti ora possa concentrarsi sulla crescita del Paese. Le politiche per lo sviluppo cui sembra puntare il premier, per riassumere, consistono in un maggiore liberismo e in un mercato del lavoro più flessibile. Ma questo, però, per Amato e Fantacci non basta. Anzi, per invertire la rotta servirebbero interventi che cambino la natura stessa della moneta, per allontanarla il più possibile dall'essere una riserva di valore. E poi la parola alla base del rapporto tra debitore e creditore, deve essere ricondotta a criteri più responsabili.

 

VIDEO FILOSOFIA

Guarda i video della conferenza di Amato e Fantacci alla "Filosofia sui Navigli" a Milano- iPerr reportage

 

POCHI EURO IN TASCA? NIENTE PAURA, ARRIVA LO SCEC

Di Francesco Bertolucci

Eurocrac/ Michele Stua (Università del Sussex) ad Affari: "Per evitare nuove crisi bisogna identificare una risorsa che faccia da unità di misura della moneta e della ricchezza. Come abbattere il debito italiano? Usare la compensazione fiscale per chi ha titoli di Stato, così il Tesoro non dovrà rimborsare"

Una moneta locale per abbassare i prezzi e creare solidarietà. Sta prendendo sempre più piede lo Scec, una moneta inventata a Napoli nel tentativo di alleggerire le economie locali in risposta al carovita. In poco tempo 15 mila soci - di cui quasi un quinto in Toscana - e più di 1 milione e 700 mila banconote in circolo. "Una risposta alla globalizzazione per favorire le realtà locali"


Cos'è lo Scec e chi lo ha inventato?
"Lo Scec è una moneta locale inventata a Napoli da un gruppo di amici - spiega Enrico Santambrogio, del comitato nazionale Arcipelago Scec e referente per la zona versiliese - e non nasce da se ma da uno studio fatto da analisti economici. È il proseguimento dell'idea avuta dal professor Aurili con l'esperimento del Simec, la moneta di Guardiagrele (Chieti) e non è una novità assoluta visto che esistono 4 mila tipi di monete locali nel mondo. Nasce con l'idea di abbassare i prezzi, indirizzare il potere di acquisto nei beni locali e creare solidarietà come spiega il suo nome che è l'acronimo di 'Solidarietà che cammina'".

Cioè?
"Lo Scec non è una moneta che sostituisce per intero l'utilizzo dell'Euro - specifica Paolo Tintori, referente di Arcipelago Scec per la Toscana - ma è una sorta di buono sconto, di baratto multilaterale al quale è aggiunto un carattere più monetario da usare esclusivamente sul locale e con esercenti convenzionati. Se un professionista o un commerciante fanno pagare una prestazione o una cosa 10 euro, con la moneta locale ad esempio questa spesa diventerebbe 9 euro e 1 Scec. Scec che poi sarebbe riutilizzato dal commerciante verso un altro commerciante della zona facendo rimanere questa ricchezza ad uso esclusivo locale e abbassando i prezzi".

Nel comune di Livracco, vicino a Ivrea, si batte moneta nel ricordo di Adriano Olivetti...

Se sono un commerciante però le tasse non le posso pagare in Scec...
"Ci sono cose che non si possono pagare in Scec - osserva Santambrogio - ma non è detto che un comune virtuoso non possa adoperarli per fare sconti sulla Tia dando degli Scec che si possono spendere per beni locali come mensa, pulmino della scuola, mezzi pubblici e altro. Insomma generando benessere tra i cittadini che si trovano così i costi abbassati. Lo Scec in pratica è una specie di risposta all'Euro e alla globalizzazione economica. Tralasciando che alla base dell'erogazione dell'Euro c'è il debito e quindi un interesse visto che anche quando un'azienda paga un dipendente è probabile che lo stipendio sia erogato in parte da una banca che ne sfrutta poi il debito creato, c'è una circolazione diversa. Quando si compra una cosa in un supermercato o una macchina fotografica, gli euro vanno per la maggior parte al produttore che può essere di qualsiasi parte del mondo mentre sul territorio restano le briciole. Con lo Scec invece questa ricchezza viene distribuita sul territorio".

Siete legalmente riconosciuti? Quanti ne circolano in Italia?
"L'Agenzia delle entrate ci ha confermato l'attività legale - precisa Tintori - Attualmente ne circolano 1 milione e 700 mila mentre ne sono stati emessi 12 milioni, la maggior parte sottoforma elettronica. Per avere gli Scec bisogna diventare soci seguendo le istruzioni sul sito http://scecservice.org/site/a4/?page_id=6521 e subito si può contare su 100 Scec elettronici da commutare in cartacei nelle apposite Isole sparse per l'Italia che li hanno a disposizione. Di soci ne abbiamo circa 15 mila di cui 2 mila 500 in Toscana. La tipografia invece la abbiamo in Umbria, a Terni, dove sono stati stampati più di 6 milioni di Scec".

Dove si trovano?
"Principalmente a Napoli posto dov'è nato - aggiunge Tintori - poi a Roma, Cerveteri, nel veronese in Piemonte e in Toscana, nel fiorentino a Siena e Asciano. Se consideriamo che noi abbiamo solo preparato la struttura ma non abbiamo dato nessun impulso alla crescita visto che sono state le persone che ci sono venute a cercare, possiamo dire che è un buon risultato. Adesso siamo maturi per supportare la crescita e aprire collaborazioni con enti locali. La speranza è che il suo utilizzo cresca di modo e siamo consci che se accadrà, lo Scec avrà la sua apoteosi quando sarà morto e sepolto: ovvero quando si avrà un altro uso della moneta corrente".

 

Nel video qui sotto, Lisa Bortolotti, socia fondatrice di Arcipelago SCEC Emilia Romagna, laureata all'Alma Mater Studiorum di Bologna in economia aziendale e impiegata pubblica, spiega come riuscire ad avere gli Scec e come funzionano.





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