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Economia
EY Manufacturing Lab 2019: per un ecosistema della digitalizzazione

Si conclude oggi  agli IBM Studios di Milano la seconda edizione dell’EY Manufacturing Lab, l’iniziativa territoriale di EY che ha coinvolto imprenditori e AD, tramite un format innovativo, per discutere e confrontarsi su temi legati alla trasformazione digitale e all’innovazione dell’industria manifatturiera italiana.

Il mondo digital sta assumendo sempre più un ruolo chiave nella vision e strategia aziendale: per rimanere competitivi in un mercato globale la digital transformation sembra essere la chiave del successo. Ma i player industriali sono davvero pronti per la digital transformation? Come la stanno affrontando? Se n’è parlato oggi in occasione dell’evento che conclude l’EY Manufacturing Lab 2019.

Donato Iacovone, AD di EY in Italia e Managing Partner dell’Area Mediterranea, ha aperto il convegno mettendo in evidenza come la sfida alla digitalizzazione sia innanzitutto un fattore culturale che implica tutte le problematicità legata all’acquisizione di nuovi linguaggi, aggiungendo ad Affaritaliani.it: “Le competenze di cui oggi le aziende hanno bisogno per implementare la digitalizzazione sono di persone che conoscono le nuove tecnologie ma soprattutto che le sappiamo applicare al business. Si tratta di capire come le tecnologie possano migliorare i modelli e i sistemi di produzione, la vendita, la comunicazione, la pubblicità. Tutte queste nuove competenze sono carenti nel Paese, come si evince oggi anche dall’articolo della Fincantieri che annuncia che è alla ricerca di competenze che non riesce a trovare. Questo ritardo è dovuto certamente dal sistema educativo ma anche dal sistema formativo del Paese che è rimasto su un modello un po' più vecchio. Certo, ci sono delle eccellenze, sia a livello universitario che di formazione, ma non c’è un sistema che si sta muovendo verso questa direzioni. Questo è quello che altri Paesi hanno, tanto che riescono a far muovere la formazione, l’educazione, la pubblica amministrazione e le imprese contemporaneamente e simultaneamente verso questo processo della digitalizzazione”. 

 

Iacovone, EY:"Digitalizzazione, focus su competenze e esigenza di un ecosistema"

Marco Mignani, Mediterranean Diversified Industrial Product Leader di EY, ha spiegato ad Affaritaliani.it:”Abbiamo incontrato oltre 250 aziende in cinque workshop territoriali e abbiamo approfondito con loro delle tematiche legate alla digitalizzazione della fabbrica, alle competenze, alla cultura digitale in azienda e ai modelli organizzativi di cui si stanno dotando, oltre alla loro propensione a guardare all’esterno e collaborare con parti esterni come  un ecosistema fatto di fornitori, start-up e università. Oggi completiamo il percorso di quest’anno, cercando di restituire le storie più belle che ci hanno raccontato i nostri compagni di viaggio”.

Mignani, EY:"Manufacturing Lab, il percorso"

L’esigenza primaria è quella di collaborare in un ecosistema, passando quindi da modelli lineari, con aziende specializzate lungo la value chain a ecosistemi digitali che abilitino forme ibride di cooperazione e competizione.A tal proposito Andrea Nuzzi, head of corporate and financial istitutions di Cassa Depositi e Prestiti ad Affaritaliani.it: :“Siamo un attore importante dell’ecosistema, quindi il nostro ruolo e tra le nostre missioni è il supporto alle imprese sull’asse dell’innovazione, della crescita e dell’internazionalizzazione. Quindi non siamo un fautore della politica industriale ma siamo un attore: mettiamo a disposizione strumenti di carattere finanziario per permettere alle aziende di innovare mettendo a disposizione degli strumenti specifici per ogni singola fase del ciclo di vita dell’azienda. In particolare con il nuovo piano industriale abbiamo verificato la scarsità specifica nelle prime fasi della vita delle aziende: stiamo quindi mettendo a disposizione specifici modelli di venture capital e private equity e di debito e credito agevolato affinché le aziende possano crescere e supportare il loro piano di investimento. Metteremo a disposizione circa 80 miliardi euro nel prossimo triennio andando a indirizzare un’offerta per circa 60 mila aziende: un cambio di passo dal nostro punto di vista perché ci permette di arrivare anche ad aziende molto più piccole.” 

Nuzzi,CDP: "Equity, garanzie e debito a supporto delle aziende"

Manufacturing Lab: le indagini di EY

In occasione dell’evento che conclude il Manufacturing Lab 2019, EY ha presentato due surveys, i cui dati, come sottolinea l’amministratore delegato Iacovone, “sono il risultato della vita vissuta con gli imprenditori”.

Nello specifico l’indagine “EY Digital Manufacturing Maturity Index 2019” si interroga sul livello di digitalizzazione delle aziende manifatturiere attraverso un’analisi su 450 C-Suite nel corso di 9 diversi workshops verticali effettuati negli ultimi 16 mesi. Emerge che i principali ostacoli nel percorso di digitalizzazione delle aziende manifatturiere sono la limitata cultura digitale (85%) e l’individuazione di figure professionali adeguate (84%); Inoltre più della metà del campione ha avviato un percorso di formazione tradizionale e solo il 12% ha un programma di sviluppo delle competenze digitali, e il 30% riconosce di avere una limitata conoscenza del digitale.  Commenta Donato Iacovone: “Dalle nostre analisi è emerso che le imprese fanno fatica a intercettare le competenze necessarie allo sviluppo dell’Industria 4.0 e, ove trovate, a tenerle aggiornate. Secondo la nostra survey, infatti, l’84% degli intervistati denuncia la carenza di figure professionali adeguate a far crescere l’innovazione. Inoltre, più della metà del campione ha avviato un percorso di formazione tradizionale, solo il 12% ha un programma di sviluppo delle competenze digitali, e il 30% riconosce di avere una limitata conoscenza del digitale. Diventa fondamentale e strategico per le nostre imprese, in particolare per le PMI, investire in formazione e in competenze adeguate, indispensabili per evolvere e competere sui mercati internazionali”.

L’indagine “EY Digital Manufacturing Maturity Index 2019” mostra quindi chiaramente come in Italia solo una minima parte delle aziende prese in esame – in tutto il 14% – mostra il raggiungimento di uno stato più avanzato di sviluppo digitale caratterizzato da progettualità 4.0 evolute e con sistemi informativi in grado di scambiare informazioni verticalmente dalle macchine all’ERP (o cloud) e con un buon livello di integrazione delle informazioni lungo tutto il processo produttivo, comprese le altre funzioni aziendali. Il 49% delle aziende, invece, sta mettendo le basi per una gestione digitale dei processi, mentre circa un terzo (37%) si trova in una fase iniziale e sperimentale di trasformazione digitale e ha implementato soltanto dei progetti pilota di integrazione verticale all’interno dell’azienda. All’interno del campione, solo una minima parte delle aziende (5%) possiede un sistema strutturato e automatizzato di integrazione dei dati con fornitori e/o clienti.  Risulta inoltre marcato il divario tra piccole e grandi aziende, in particolare su alcuni temi specifici come l’utilizzo di tecnologie innovative. Infatti, la maggior parte delle grandi aziende (il 70%) ha un piano di sviluppo definito e ha introdotto all’interno dell’azienda tecnologie innovative e di industria 4.0, sfruttando anche i benefici fiscali previsti in tema di innovazione e rispetto dell’ecosistema; le piccole e medie realtà, invece, hanno incontrato ostacoli lungo il percorso di adozione di tecnologie digitali e di accesso agli incentivi e si mostrano deboli in tema di cultura aziendale, governance del cambiamento e strategia dello sviluppo.

L’ Analisi “M&A in the era of digital transformation” sulle acquisizioni realizzate nel periodo 2014-218 da parte delle imprese manifatturiere per integrare competenze digitali ha evidenziato che è ancora ristretto il numero di realtà manifatturiere che hanno realizzato operazioni societarie afferenti al mondo dell’industria 4.0;  Tuttavia, dati alla mano, la digital transformation sta coinvolgendo un numero sempre maggiore di player industriali a livello globale con Nord America e Europa in testa e si sta concentrando sui settori dell’industrial automation e dei computer software. Infatti, dalle analisi è emerso che il mondo digital ha riscosso un interesse sempre maggiore tra i player industriali. Da 50 acquisizioni nel 2014 si arriva a 108 deal nel 2018, dove i bidder che si sono attivati maggiormente nella ricerca di innovazione dei propri processi produttivi affrontando le nuove sfide poste dalla crescente necessità di digitalizzazione sono stati (i) i produttori di beni e servizi industriali (“industrial”) e (ii) i player nel settore automotive (arrivando a rappresentare circa l’80% dei deal conclusi nel 2018). 

Stringendo il campo sull’Italia, due i punti che emergono su cui riflettere: nel 2018, circa l’11% dei deal in Europa coinvolge bidder italiani, di cui il 25% sono player del settore automotive e il 75% sono player industriali puri; i deal italiani hanno riguardato principalmente target dal mondo dell’industrial automation (75% dei deal italiani) e dei computer software (25%) con un’equa distribuzione di deal domestici (50%) e cross-border (50%). 

EY, Manufacturing Lab 2019: il commento dei protagonisti 

Alessandro Trivellin, CEO di Danieli&C, ad Affaritaliani.it ribadisce: “La prima sfida è quella del cambio culturale: il vedere la tecnologia come uno strumento e un’opportunità per creare valore nella propria azienda”.

Trivillin, Danieli&C.:"Digitalizzazione, sfida culturale"

Sulle sfide e le modalità dell’innovazione Roberto De Miranda, membro comitato esecutivo di Ori Martin, ha detto ad Affaritaliani.it: “Incentivi fiscali, vision, ricambio delle skills e della forza lavoro. Su quest’ultimo punto è importante capire che se le cose vengono imposte troppo dall’alto non attecchiscono, quindi è necessario che anche chi implementi gli operativi creda nella digitalizzazione”.

De Miranda, Ori Martin:"Incentivi fiscali, vision e nuove skills per la digitalizzazione"

 “La sfida principale è quella di mantenere la nostra manifattura competitiva a livello nazionale perché siamo notoriamente la seconda manifattura d’Europa e per continuare ad esserlo dobbiamo introdurre concetti di digitalizzazione all’interno delle nostre fabbriche”, ha sottolineato Laura Rocchitelli, Presidente e amministratore delegato di Rold.

Rocchitelli, Rold:"Restare competitivi a livello internazionale"

Infine ad Affaritaliani.it Mauro Gallavotti, CEO di Celli, ha aggiunto: “Penso che la digitalizzazione della produzione e dell’industria 4.0 sia ovviamente una rivoluzione. Si è parlato tanto di competenze e di mancanze di competenze, vanno create! Perché non si trovano sul mercato. È chiaro che la digitalizzazione significa reinventare i modi di fare produzione”

Gallavotti, Celli:"Digitalizzazione, sfida sulle competenze"

 

A conclusione Stefano Rebattoni, GTS Italy Leader di IBM Italia ha messo in evidenza:"Occorre portare a livello sistemico tre driver fondamentali: le tecnologie, le competenze e i luoghi", specificando ad Affaritaliani.it:  "Secondo IBM Italia questi sono gli ingredienti fondamentali per poter attivare un piano nazionale di Industria 4.0. Oggi abbiamo parlato di come le tecnologie esponenziali rappresentino chiaramente un patrimonio inestimabile da mettere a disposizione delle aziende per poter innovare tutto quello che è il loro modello di business. Ma le tecnologie non bastano e le competenze devono andare di pari passo. Competenze ibride, di soft skills, di critical thinking, di problem solving, di lavoro in gruppo. Proprio questo ultimo punto ci porta all’esigenza di fare sistema e fare rete in luoghi come questo: abbiamo inaugurato questa sede due settimane fa per poter ospitare clienti e partner per poter parlare di questi temi, fare squadra insieme e soprattutto per supportare la crescita della produttività del nostro Paese”.

Rebattoni, IBM:"Digitalizzazione: focus su competenze, tecnologie e luoghi"

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