I tempi dello scandalo di Torino sono lontani, anche se di tornare ad un ruolo attivo in Fiat non se ne parla per ora; Lapo Elkann, estroso fratello di Jaki, l'erede designato dell'Avvocato, abbigliamento decisamente più da estate in Costa Azzurra che non da riunioni manageriali, passeggia per Saint Tropez e sembra volersi dedicare per qualche tempo ancora più alle sue nuove creazioni modaiole che sui passati problemi d'immagine (sua) e sulle presenti incerte prospettive del mercato dell'auto (e di Fiat).
Personaggio fuori dalle righe, Lapo ha tuttavia contribuito a svecchiare l'immagine del produttore torinese in un periodo in cui, con i risultati della cura-Marchionne ancora di là da venire, l'auto italiana era associata ad un'idea di prodotto fuori moda e un po' cheap. Riuscendo persino, con le sue vicende personali, a far rinascere un poco di simpatia attorno ad una proprietà, gli Agnelli e i loro rami collaterali, ed un'azienda fino ad allora fin troppo algida, come ha ammesso di recente anche Luca De Meo, responsabile auto del gruppo e da molti considerato l'unica "creatura" di Lapo tuttora in sella all'interno del gruppo Fiat.
Lontano dai riflettori della Fiat Lapo continua intanto la sua avventura di imprenditore nella moda, come ha confermato la recente presentazione della collezione Italian Indipendent al Pitti Uomo, realizzata peraltro con Giugiaro Design e in collaborazione con Fiat Group e Montecarlo Offshore. Indipendente e non troppo al centro delle luci della ribalta sì, ma sempre a portata di mano in caso qualcuno a Torino decida che il suo esilio è durato abbastanza.
Luca Spoldi