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Economia
Fca annuncia l'azzeramento del debito. I titoli rimbalzano a Piazza Affari

Rimbalzano i titoli della galassia del Lingotto: in chiusura a Piazza Affari Fca guadagna il 2,39% a 16,55 euro. Bene tutti gli altri titoli: Cnh (+3,78%), Exor (+1,53%) e Ferrari (+0,4%). Dopo i lavori del Group Executive Council, il comitato decisionale del Lingotto ora guidato dal neo amministratore delegato Mike Manley, che si è riunito ieri a Torino, trapela l'annuncio dell'azzeramento del debito industriale del gruppo automobilistico. Un lascito della gestione di Marchionne, che l'aveva in qualche modo celebrato reindossando la cravatta (oltre al solito maglioncino) alla presentazione del piano industriale di Balocco, lo scorso 1° giugno. A tagliare ufficialmente il traguardo sarà però il suo successore Manley, che debuterà domani come ad davanti ai mercati con la conferenza dedicata ai conti trimestrali.

Ieri in Borsa le società del gruppo sono state penalizzate dalle vendite degli investitori dopo il fine settimana che ha segnato l'avvicendamento al vertice con l'uscita improvvisa di Marchionne, le cui gravi condizioni di salute sono "irreversibili", e l'insediamento di Manley al vertice. Con lui, il gruppo ha scelto Louis Camilleri, ex numero uno di Philip Morris, alla guida di Ferrari e Suzanne Heywood a capo di Cnh. Fca ha registrato ieri una perdita tutto sommato contenuta, mentre Ferrari ha pagato un conto più salato con uno scivolone vicino al 5%.

Tutto sommato, considerando anche Cnh e la holding Exor, con la notizia del fine settimana si sono persi oltre 2 miliardi di capitalizzazione della galassia. Oggi l'ammiraglia del gruppo Fca registra un recupero deciso nell'ambito di un listino milanese che si muove positivamente. Rimbalzo anche per l'azienda delle macchine agricole e per la cassaforte Exor. Meno convinto il Cavallino rampante, che anzi a Wall Street tratta ancora in ribasso.

Secondo gli analisti, il nuovo ad Mike Manley garantisce la continuità operativa e l'esecuzione del piano licenziato a Balocco soltanto il 1° giugno scorso. Gli interrogativi riguardano la sua capacità di esser un negoziatore carismatico come Marchionne sullo scacchiere dell'm&a. Per Ferrari, invece, pesa maggiormente il fatto che il manager gravemente malato sarebbe rimasto in sella al Cavallino rampante fino al 2021 (mentre l'uscita da Fca era più vicina, prevista per la primavera 2019) e che resta da chiudere il piano industriale che sarà svelato nel prossimo settembre.

Nei report degli analisti, oltre a questi dubbi si riconoscono i meriti di chi è stato chiamato a guidare la Fiat Chrysler assumendo per altro le deleghe dell'uscente Alfredo Altavilla, a capo dell'Europa ma dimissionario dopo che non è arrivata la promozione a successore di Marchionne. Manley, infatti, dal 2009 guida il marchio Jeep, quello che negli anni è diventato il più di successo del gruppo e sul fronte operativo ci sono pochi dubbi che saprà portare a compimento il piano industriale 2018-2022. Il primo test di mercato ci sarà già domani con la conference call sui conti del primo semestre.

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