Chrysler-Fiat, c'è l'accordo. Il gruppo Usa chiede la bancarotta

Sabato, 2 maggio 2009 - 10:33:00

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Fiat/ I dettagli dell'intesa con Chrysler: a Torino 3 posti su 9 nel board della casa Usa 

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CHAPTER 11 CHRYSLER/ Marchionne è pronto ad approfittarne. Ecco chi sono e quanto rischiano i protagonisti della vicenda, nell’ipotesi di una bancarotta pilotata

Fiat/ I dettagli dell'accordo tra Chrysler e Uaw

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E' fatta: i manager della Fiat e della Chrysler hanno messo la firma sul contratto che dà il via alla partnership industriale fra le due case automobilistiche. Il gruppo torinese riceverà una quota iniziale in Chrysler del 20%, che non contempla per Fiat alcun investimento in contante in Chrysler né un impegno a finanziare Detroit in futuro. L'altra quota di capitale azionario in mano al fondo Cerberus sarà ripartita fra il sindacato americano Uaw e il Governo Usa e le banche a stelle e strisce.

Intanto la Chrysler ha gettato la spugna e ha chiesto l'ammissione al Chapter 11, cioé alla bancarotta controllata che "durerà fra i 30 e i 60 giorni", come ha spiegato il presidente Usa Barack Obama. "La bancarotta di Chrysler sarà veloce ed efficiente, non era la soluzione preferita", ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l'ha resa necessaria.

"Il United Auto Worker (Uaw) e le grandi banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo" con tutti i creditori, ha spiegato Obama che poi ha elogiato l'atteggiamento avuto dai sindacati e dai lavoratori "che hanno fatto enormi sacrifici". La bancarotta sarà "rapida" e la richiesta per l'accesso sarà presentata a New York, ha aggiunto. Il governo americano non prevede ulteriori tagli all'occupazione oltre a quelli già annunciati nè la chiusura immediata di altri impianti Chrysler. Il presidente Usa ha poi spiegato che Gmac ha accettato di finanziare le nuove vendite di Chrysler.  

La procedura di bancarotta non inficia l'intesa con Torino: invece di acquisire la sua quota ( per il  momento il 20%, ma l'a.d. torinese, Sergio Marchionne, ha annunciato che saliranno al 51% entro il 2013) direttamente dalla società, la Fiat comprerà dal fallimento. Le condizioni dell'operazione restano le stesse. 



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Secondo un'agenzia di stampa statunitense, che ha citato "un funzionario dell'amministrazione Obama", a far scattare il ricorso alla procedura fallimentare sarebbe stata la mancata adesione di alcuni piccoli creditori: tre fondi che, insieme, avanzano un miliardo di dollari dalla Chrysler. Secondo la stessa fonte, la mancanza di accordo con i creditori "non impedirà a Chrysler di ristrutturarsi e emergere più forte" dall'amministrazione controllata.

"Sono lieto di annunciare che Chrysler e Fiat hanno raggiunto un accordo di partnership" ha commentato soddisfatto Obama. "Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat è l'unica possibilità di salvezza". "Fiat ha già trasferito la nuova tecnologia a Chryler" ha poi aggiunto. Il presidente Usa ha anche invitato i consumatori a comprare americano: "Abbiamo fatto grandi progressi. Chrysler e Gm ce la faranno". Per l'amministratore delegato di Chrysler, Robert Nardelli (che però lascerà il gruppo per tornare al fondo d'investimento Usa Cerberus come advisor) la partnership con Fiat "trasformerà Chrysler in una società vibrante".

Soddisfatto anche il manager Fiat. "È un momento storico per il Gruppo Fiat e per l'industria italiana. Quest'operazione rappresenta una soluzione costruttiva e importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrysler ma l'intera industria automobilistica mondiale", ha commentato Sergio Marchionne. "L'alleanza - ha spiegato - permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonchè la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno". Tutto questo ha concluso l'a.d. "darà vita ad una nuova forte casa automobilistica e aiuterà a preservare, insieme ai posti di lavoro, un'industria manifatturiera di importanza cruciale per le economie statunitense e canadese". In Chrysler la Fiat avrà subito il 20% e un altro 15% in tre tranches. La quota salirà al 51% dal 2013.

L'alleanza strategica globale tra Fiat e Chrysler avverrà "tramite la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler a una Newco", che al closing dell'operazione assegnerà a Fiat una quota pari al 20%. Così una nota del gruppo Fiat, che precisa che la casa italiana potrà ottenere un'ulteriore partecipazione del 15% e ha l'opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal primo gennaio 2013 al 30 giugno 2016). "Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l'enorme potenziale di quest'alleanza - ha detto Marchionne - e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi".

Negativa la reazione degli investitori. Seduta nera a Piazza Affari per Fiat, trascorsa in attesa dell'annuncio di Barack Obama sulla firma dell'accordo con Chrysler.  Il titolo del Lingotto, partito al ribasso gia' in controtendenza rispetto agli indici, ha dapprima spinto l'acceleratore al rialzo appena trapelate le prime indiscrezioni sulla conclusione dell'accordo, arrivando per pochi secondi in territorio positivo (8,12 euro per azione il picco massimo), poi e' tornato a calare, toccando il minimo dopo la diffusione della notizia della richiesta di bancarotta pilotata da parte del gruppo automobilistico di Detroit. Da record gli scambi: sono oltre 93 milioni i pezzi passati di mano durante la seduta, pari a circa l'8,5% del capitale. Alla fine il titolo ha archiviato un ribasso del 5,94% a quota 7,515 euro, molto vicino ai minimi della seduta (7,46 euro). La performance del Lingotto resta comunque positiva nell'ultimo mese (+50%), cosi' come a distanza di sei mesi.

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