Quattroruote/ Fiat, in esclusiva il piano Marchionne. Scajola avverte: nessuna chiusura

Martedì, 19 maggio 2009 - 14:50:00

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Fiat/ Scajola avverte Marchionne: "Tenere 5 impianti in Italia"

Fiat/ Beppe Grillo ad Affaritaliani.it: Marchionne ha raddoppiato il debito e dimezzato il valore dell'azienda. Le banche creano un debito per comprare un'automobile che consuma petrolio

Analisi/ Scajola chiede l'impossibile: coinvolga l'Europa per un piano che non penalizzi solo l'Italia ... di Aldo Turinetto

Giorgetti (Lega) ad Affaritaliani.it: deve salvaguardare anche gli interessi generali del Paese

Fiat/ Damian "Azienda chiarisca voci chiusura stabilimenti"

Manifestazione Fiat/ Corrado Delle Donne (Slai-Cobas) ad Affaritaliani.it: "Qualcuno dei confederali ci ha strappato il microfono". Ecco perché

Fiat/ Progetta di creare una fabbrica auto in Cina

Fiat/ Liberazione riprende in prima pagina lo scoop di Affaritaliani.it

Fiat/ Ad Omnibus su La7 si discute del piano pubblicato da Affaritaliani.it

Rifondazione attacca/ "E' inaccettabile. Evidentemente il Governo lo sapeva perché altrimenti non si spiega perché non abbia mai posto il problema dell'Italia mentre Marchionne faceva accordi con tutti. E' inaccettabile, ne ha una responsabilità piena il Governo e per quanto ci riguarda ci batteremo assieme ai lavoratori per modificare questo piano". Il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, interpellato da Affaritaliani.it, commenta così il piano di Sergio Marchionne Fiat-Chrysler-Opel e che prevede la chiusura degli stabilimenti di Pomigliano e Termini Imerese.

DI MARCHIONNE PER LA CREAZIONE DEL GRUPPO AUTO FIAT-CHRYSLER-OPEL

Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini dice che si opporrà alla chiusura di stabilimenti Fiat in Italia, ma alcuni operai, soprattutto quelli impiegati a Pomigliano, non gli credono.

L'incidente di sabato a Torino, in cui il segretario generale delle tute blu di Corso d'Italia è stato contestato, dimostra che la tensione fra i lavoratori del gruppo Fiat è alta

Un motivo c'è. Eccome. Certo, il gesto con cui gli operai napoletani dello Slai Cobas, una piccola sigla sindacale che rappresenta circa il 3% dei metalmeccanici della casa automobilistica torinese, hanno cercato di prendere con forza la parola, facendo scivolare dal palco Rinaldini, fra urla e strattoni, è da stigmatizzare.  

Ma gli operai di Pomigliano e Termini Imerese sono, a tutti gli effetti, dei dead men walking (morti che camminano, termine usato negli States per indicare i carcerati finiti nel braccio della morte e che, ormai, hanno un futuro segnato). Già, perché stando a quanto si legge nel piano industriale che Sergio Marchionne ha steso per creare il secondo gruppo mondiale dell'auto (dietro a Toyota, ma immediatamente davanti a Volkswagen, Renault-Nissan e Ford) e che Affari è in grado di pubblicare, i due siti produttivi meridionali verranno chiusi.

Il piano che il numero uno del Lingotto ha presentato ai ministri del governo Merkel e che la Fiat, interpellata da Affari, non ha voluto commentare, prevede una maxi-razionalizzazione in Europa degli stabilimenti di GM Europe, Opel e Fiat. Riorganizzazione che, si legge sempre nei documenti con marchio Fiat, lascerà senza lavoro 18mila lavoratori, costerà 950 milioni di euro di oneri sociali e, a regime, genererà circa 480 milioni di euro di savings all'anno. Più altri 200, a fine 2015 però, che arriveranno dall'ottimizzazione della produzione degli stabilimenti Powertrain. La società del gruppo torinese creata in joint venture con General Motors, per la costruzione di motori (stabilimenti di Cordoba, Kaiserslauten diesel e gasoline, Russelshein, Aspem, Bochum e Ispol).

Per quanto riguarda l'assemblaggio, in Italia, oltre a Pomigliano (4800 lavoratori) e Termini Imerese (1360 lavoratori), verrà chiuso anche lo stabilimento Pininfarina (componentistica) di San Giorgio Canavese, in Piemonte. Una fabbrica che fa parte, a tutti gli effetti, del gruppo torinese, visto che si occupa di assemblare le quattroruote sportive della Fiat. Una funzione esternalizzata dal Lingotto.


Chrysler, una campagna per celebrare l'accordo con Fiat (da Youmark.it)


Fuori dai nostri confini, abbasseranno la serranda gli stabilimenti GM Europe di Graz (Austria), Tichy (Polonia), Luton (Inghilterra) e ridurre gli organici dei siti produttivi, sempre GM, di Trolhattan (Svezia), Antwerpen (Belgio) e Saragozza (Spagna) e di Opel: Bochum e Russelsheim. Tutti e due, questi ultimi, in Germania.



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