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Finanza, ecco le nuove regole

Sabato 06.06.2009 13:13

Di Rony Hamaui

Il rapporto De Larosière, commissionato lo scorso ottobre dal presidente della Commissione Europea, è diventato la roadmap di riforma degli organismi di supervisione finanziaria nell’Unione. Dopo l’attuale fase di consultazione, che terminerà a fine maggio con una comunicazione della Commissione, l’iniziativa legislativa dovrebbe partire in autunno, quando il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione si saranno insediati.

COSA C'È NEL RAPPORTO

Il rapporto fornisce oltre trenta raccomandazioni che toccano molti temi quali la cooperazione internazionale, la risoluzione delle crisi finanziarie, il ruolo degli organismi internazionali e soprattutto la regolamentazione finanziaria: da Basilea II e le agenzie di rating ai derivati e il cosiddetto sistema bancario parallelo, hedge fund e fondi di private equity, senza dimenticare la remunerazione dei manager, i principi contabili e così via. Tuttavia, forse perché su molte di queste raccomandazioni esiste oramai un largo consenso e alcune sono già in fase avanzata di attuazione, l’attenzione dei commentatori e dei politici si è concentrata sull’assetto di supervisione nell’Unione. Il rapporto innanzitutto sottolinea l’importanza di avere accanto ai tradizionali organi di vigilanza micro prudenziale, che verificano la stabilità dei singoli intermediari finanziari, un organismo che sovrintenda alla supervisione macro prudenziale. In altre parole, che guardi alla stabilità del sistema nel suo complesso, analizzando le interrelazioni che esistono fra tutti gli intermediari finanziari, emani raccomandazioni in materia e sia in grado di anticipare, per quanto possibile, le crisi. A questo proposito De Larosière propone la creazione, presso la Banca centrale europea, di un cosiddetto European Systematic Risk Council (Esrc), diretto dal presidente della Bce stessa e composto dai membri del Consiglio generale del sistema europeo delle banche centrali (che, oltre al presidente e vicepresidente della Bce, comprende i 27 governatori delle banche centrali dell’Unione), un rappresentante della Commissione Europea e i presidenti dei tre comitati creati con la riforma Lamfalussy: European Banking Committee (Ebc), European Insurance Committee (Eic) e European Security Committee (Esc). Peraltro, queste tre commissioni verrebbero rafforzate e trasformate in autorità indipendenti; assieme alle rispettive autorità di vigilanza nazionale formerebbero il cosiddetto European System of Financial Supervision (Esfs) che dovrebbe occuparsi della vigilanza micro prudenziale. L’Esfs è quindi pensato come un network di strutture decentralizzate ma integrate. In esso i compiti di supervisione quotidiani verranno ancora demandati agli organismi nazionali, che sono più vicini agli intermediari, mentre le nuove autorità svolgeranno un ruolo di coordinamento sia degli standard prudenziali che della loro puntuale applicazione. Naturalmente fra Esrc e Esfs dovrà venir assicurato un flusso continuo di informazioni più o meno riservate.

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