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Economia
Generali aumenta profitti e cedola. L'attenzione ora sul rinnovo del board

Utili in forte crescita a 2,309 miliardi (+9,4%) rispetto all'anno scorso grazie a un miglioramento della gestione che ha consentito alla compagnia guidata da Philippe Donnet di generare un risultato operativo di gruppo che cresce del 3% a 4,857 miliardi (4,818 i miliardi attesi dal mercato).

Con questi numeri Generali chiude il bilancio 2018, un bilancio che permette alla compagnia di battere tutti i target del precedente piano industriale (2015-2018) e di mettere in pagamento un dividendo in crescita del 5,9% sul 2017, pari a 0,9 euro per azione (0,85 euro lo scorso anno).

Generali sottolinea che il miglioramento del risultato operativo netto è stato realizzato "grazie al contributo di tutti i segmenti di attività", nonchè "al contributo derivante dalle attività in dismissione o cedute" (la compagnia ha portato a termine una vasta azione di razionalizzazione della propria presenza geografica, concentrandosi nei mercati più profittevoli).

"Sono risultati molto positivi sia dal punto di vista finanziario che industriale", ha spiegato Philippe Donnet, Amministratore Delegato e Group Ceo del Gruppo Generali. "Si conferma la solidità del gruppo e il superamento di tutti i target operativi". Ad Affaritaliani.it Donnet ha aggiunto: "Siamo molto soddisfatti per la crescita del 9,4% dell’utile netto e per un dividendo che cresce quasi del 6% rispetto all’anno scorso. Il 2018 è per noi un punto di partenza per il prossimo Piano Generali 20-21. Un piano molto ambizioso centrato sulla crescita e sulla trasformazione digitale”.

Durante l'incontro con la stampa Donnet ha parlato anche delle relazioni tra Paesi, dentro e fuori l'Unione europea. A proposito delle imminenti elezioni l'AD ha sottolineato: "Essendo leader nel mercato assicurativo europeo ci auguriamo un’Europa coesa, sempre più forte e sempre più integrata sul piano economico, sociale e fiscale. Si tratta di buonsenso perché "non c’è futuro per i Paesi fuori dall’Europa".

Lo stesso buonsenso che dovrebbe essere usato anche nelle relazioni con la Cina. A tal proposito Donnet ha ricordato come il Gruppo sia stato uno dei primi, 15 anni fa, a creare joint venture con la Cina, Paese in cui il Gruppo "raggiunge oggi un ottimo fatturato e con il quale ha tuttora rapporti ottimi".

In previsione per il Gruppo un'ulteriore espansione in Germania, dove attualmente il brand si posiziona al secondo posto dopo Allianz, ma anche nell'Europa dell'Est.

Gruppo Generali: sintesi dei risultati

Guardando gli altri numeri, la società ha registrato una crescita del New Business Margin Vita a 4,35% mentre il Combined Ratio è arrivato al 93% (+0,1 punti percentuali), "il migliore tra i competitors", ha sottolineato la compagnia, "nonostante l'impatto delle catastrofi naturali e dei grandi sinistri man-made". Mentre il Regulatory Solvency Ratio si attesta al 216% (da 207% di fine 2017).

La raccolta vita si è attestata a 11,4 miliardi (+5,2%) mentre il danni vede premi in crescita del 3,3% a 20,6 miliardi. Sopra le attese poi i premi complessivi del gruppo: a 66,69 miliardi (+4,9%). Bene anche il business su cui Generali punta molto nel nuovo piano: nel 2018 l'utile dell'asset management è cresciuto del 24% a 235 milioni. Licenziati i conti, il consiglio di amministrazione, infine, ha deliberato di sottoporre all'assemblea un piano di azionariato per i dipendenti del gruppo che potranno acquistare a condizioni agevolate azioni ordinarie della società dopo un programma di buy-back. Il piano di azionariato partirà a ottobre e durerà tre anni. "Un'idea che nasce dalla necessità di avere a bordo tutti i nostri colleghi", ha ribadito Donnet. "Per la prima volta abbiamo spazio di sviluppo importante perché siamo riusciti a ottenere una performance eccellente unitamente a un'ottima posizione di cassa e di capitale. Le risorse ci sono; ora dobbiamo avere i dipendenti motivati".

"Generali chiude il piano 2015-2018 superando tutti i target e completando con successo la trasformazione industriale del gruppo. Cio' è avvenuto malgrado un contesto generale difficile, a conferma della nostra capacità di esecuzione e di creare valore sostenibile per tutti gli stakeholder", ha sottolineato il Ceo Donnet.

L'attenzione ora si sposta sull'assemblea del 7 maggio, quando i soci, oltre ad approvare il bilancio, dovranno rinnovare il board e modificare lo statuto sociale sui limiti d'età per l'assunzione delle cariche di consigliere, di presidente e di amministratore delegato. Come già raccomandato il mese scorso dallo stesso board di Generali il prossimo Cda manterrà l'attuale numero di 13 consiglieri (due dei quali destinati alle minoranze).

A stendere la lista dei soci italiani sarà il comitato nomine di Mediobanca, in una data che non è stata ancora fissata, con la conferma non solo di Donnet come group Ceo ma anche di Gabriele Galateri alla presidenza malgrado il nome di quest'ultimo sia stato inserito tra i candidati di Vivendi per il Cda di Tim all'assemblea del gruppo di tlc del 29 marzo.

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