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Economia
I bancari affondano le Borse. La Bce fa lo sgambetto ad Atlante

La Bce sgambetta il Fondo Atlante/ Le misure adottate dal governo italiano per lo smaltimento delle sofferenze bancarie e il fondo Atlante, rappresentano "un passo avanti", ma da sole non potranno "condurre a una svolta". E' quanto sottolineato Ignazio Angeloni, membro del consiglio di vigilanza della Bce, nel corso di un'audizione in commissione Finanze del Senato. La Borsa, pero', non apprezza le parole e l'indice cala del 2,5% trainato dal ribasso del comparto bancario. "Non dovremmo aspettarci che queste due iniziative possano da sole condurre a una svolta", ha ribadito Angeloni. Infatti "resta da verificare l'interesse degli investitori nei confronti dello schema visto l' ampio il divario tra la valutazione di mercato dei portafogli di Npl e i prezzi attesi dalle banche". Inoltre, con la ridotta entita' attuale, "il fondo Atlante sara' in grado di intervenire al massimo su un numero limitato di banche di piccole e medie dimensioni". Il vertice del fondo dovra' poi ricoprire, quale azionista, un ruolo cruciale nel rafforzamento della governance e dei controlli delle banche che acquisra'; "nei limiti del nostro mandato di vigilanza, seguiremo e sosterremo la loro azione". La Bce vede comunque con favore lo schema di garanzia per le banche italiane. Puo' infatti portare a una riduzione dei costi di provvista per queste cartolarizzazioni. Se impiegato con efficienza per trasferire i rischi legati alla gestione delle sofferenze al di fuori dei bilanci bancari, tale strumento puo' avere un effetto positivo, seppur incrementale, sulla stabilita' finanziaria.

 

Pesante tonfo per l'azionario europeo, trainato al ribasso dai bancari. A pesare sul comparto sono le trimestrali deludenti di Commerzbank (-8,91% in Borsa) e Ubs (-7,56% circa). In Europa il settore nel complesso segna un -3,41%. Sull'azionario, inoltre, restano varie incertezze politiche in vista del mese di giugno, quando si terranno il referendum sulla Brexit e le elezioni in Spagna. Il Ftse Mib ha perso il 2,46%, l'Ibex il 2,85%, il Dax l'1,94%, il Cac-40 l'1,59%, il Ftse-100 lo 0,9%. Male anche Wall Street, dove il Dow Jones segna un -1,04%. A Milano B.Carige ha perso l'8,07%, B.Mps il 7,57%, B.Popolare il 7,17%, Ubi B. il 5,11%, Unicredit il 4,68%, B.P.E.Romagna il 4,39%, Mediobanca il 3,8%, B.P.Milano il 3,54% e Intesa Sanpaolo il 2,36%.

Morgan Stanley, che resta cauta sul settore bancario italiano, nota come i dettagli del decreto legge indichino che "passi considerevoli per accelerare il recupero crediti sono stati compiuti; ad ogni modo, resta non chiaro quanto saranno efficaci per gli Npl esistenti. Allo stesso tempo, nuove tasse sui crediti d'imposta erodono in media il 5% dell'Eps atteso per il 2016".

Intesa Sanpaolo resta il titolo preferito dagli analisti. In un report dal titolo "Quando il viaggio e' migliore dell'arrivo" gli analisti di Mediobanca Securities sottolineano come il mercato abbia "correttamente rimosso il rischio sistemico sulle banche italiane con uno sprint del 14% dall'annuncio di Atlante. Ad ogni modo, la corsa sugli Npl non e' uno sprint, ma una maratona che - finalmente - e' appena partita.

Il Governo ha fatto del suo meglio per aiutare a creare un mercato degli Npl e noi vediamo ancora un elevato valore nei non performing loan italiani. Ma si tratta di una funzione del contesto macro e del tempo, che sono entrambi peggiorati dopo i recenti abbassamenti del Pil e la tempistica pressante sulla cessione degli Npl" dal regolatore.

In sostanza, per MB le recenti misure colmano solo parte del gap tra domanda e offerta e "con Atlante che dovrebbe acquistare gli Npl sotto il book value vediamo il rischio di un'accelerazione dell'identificazione delle perdite".

Secondo le stime degli analisti, Atlante avra' una capacita' di acquistare 8 mld euro di Npl netti (21 mld lordi), "vale a dire circa il 10% del totale"; il fondo per MB dara' priorita' a B.Mps, B.Carige, B.Popolare/B.P.Milano, "cioe' le situazioni piu' sensibili in termini di Npl, e comprera' 5,6 mld euro di Npl netti"; il resto "sara' allocato pro-rata tra i peer".

Quando al decreto sul recupero crediti, per gli analisti e' un passo positivo, ma "dubitiamo che il mercato paghera' in anticipo per un beneficio che difficilmente si concretizzera' prima del 2018". Nel complesso, Mediobanca Securities resta neutrale sul comparto bancario italiano; gli unici rating outperform sono assegnati a B.P.E.Romagna e Credem.

 

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