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Economia
Il diesel in Europa vivrà a lungo insieme alle auto ibride o elettriche

 

Auto elettriche, ibride, o a benzina oggi in Europa si parla solo di questo tipo di veicoli, mentre il diesel pare avere non gli anni, ma le ore contate.

Le case automobilistiche come Toyota, Skoda, Hyundai e Honda hanno già comunicato di aver deciso di sospendere la produzione di motori diesel di alcuni modelli e i politici hanno subito cavalcato la tendenza ambientalista dicendo che ‘ormai i diesel hanno le ore contate’ anche se confermano ‘che non si vorrà in futuro discriminare tra diesel e benzina’.

 

Chiaramente tutto questo ha creato, in Europa in particolare, un riflesso talmente negativo che ora quasi per una questione psicologica nessuno vuole più comperare un’auto con motore diesel, indipendentemente se vive in una grande città, dove potrebbero esserci divieti, o in un piccolo centro dove questi problemi non esistono.

Tutti pensano che nei prossimi cinque anni nessuno potrà più’ utilizzare una motorizzazione di questo tipo e nemmeno potrà più’ venderlo.

Il diesel non è morto. Messaggi negativi hanno dimezzato le vendite

Ed allora in tutti i paesi europei si sono fatti la domanda ‘che si farà con tutte le auto a diesel?’

In Spagna, ad esempio, i dati sono particolarmente indicativi e preoccupanti: infatti negli ultimi 5 anni, secondo i dati dell’Associazione dei Costruttori, le vendite di modelli diesel si sono quasi dimezzate.

 

In realtà la comunicazione non è stata adeguata perché è vero che molte case automobilistiche hanno deciso di non fare più diesel nelle motorizzazioni piccole ma solo per una questione di costi, troppi alti in questi modelli, per rispettare la normativa europea Euro 6D.

Mentre invece continueranno a produrre modelli diesel su auto di media e grossa cilindrata.

 

Il messaggio che invece è mancato è di riconoscere che il problema legato all’inquinamento del diesel è relativo solo alla ‘longevità’ troppo alta di certe auto.

Il problema sta proprio nella vetustà del parco macchine. Le auto diesel nuove odierne emettono gas inquinanti ( ossido di carbonio) in misura di cento volte minore rispetto a veicoli che hanno superato i dieci anni di vita. Un auto diesel euro 6D nuova ha livelli di scarichi pari ad un auto a benzina.

Il diesel non è morto. Il problema grande è il parco macchine troppo vetusto

Il problema però sta toccando con pesantezza tutto il settore automobilistico che, ad esempio, in Spagna rappresenta quasi il 9% del PIL e un’ulteriore fetta importante relativa al comparto annesso al turismo che usa diesel.

‘Bisogna correre ai ripari-avvertono le associazioni di categoria interessate al problema, come l’Associazione dei Venditori di Auto- pensando ad un processo di eliminazione, nei prossimi 10 anni, dei modelli più inquinanti, appunto le auto vecchie’.

 

E la proposta delle Associazioni legate al mondo dell’auto è quella di cominciare a incentivare la distruzione delle auto vecchie, togliere l’imposta di immatricolazione e basarla invece sulla quantità di emissioni prodotte e non sulla potenza o cilindrata.

 

E poi, perché il futuro non si può’ fermare, incentivare l’acquisto di veicoli alternativi ( ibridi o elettr ici) sviluppando al tempo stesso una politica di costruzione di stazioni di ricarica.

In Olanda ad esempio già da due anni praticamente tutti i tassisti di Amsterdam circolano con la Tesla.

Insomma l’unica cosa certa è che il processo di cambiamento non sarà  così rapido come molti messaggi propagandistici hanno purtroppo fatto credere alla gente.

 

La verità è che diventa ora molto difficile far percepire alla gente, al compratore, che i modelli diesel conviveranno a lungo con le auto alternative.

 

Questo errore di comunicazione, insieme a provvedimenti che hanno portato il prezzo del gasolio ai livelli della benzina, si rifletterà nei prossimi cinque anni in maniera molto negativa sui comparti automobilistici di tutta Europa e di conseguenza sul PIL di ogni nazione.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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    dieselauto ibride

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