A- A+
Economia

di Andrea Deugeni
twitter11
@andreadeugeni

Secondo il governo avrebbe potuto interessare il 40-50% dei 7 milioni di lavoratori dipendenti. Ben la metà dei soggetti per cui il provvedimenti era stato pensato. E invece è stato un sonoro flop.  L'intervento sul Tfr in busta paga si conferma un fallimento a causa dell'imposizione ordinaria, troppo penalizzante per il lavoratore. E' quanto emerge da una stima dei Consulenti del lavoro. Nei primi 5 mesi dall'avvio della norma solo lo 0,83% ha chiesto il Tfr in busta paga. Volano invece nei primi 8 mesi 2015 le richieste di anticipazione del Tfr già maturato (+27%). Su un campione di circa un milione di dipendenti - sottolineano i consulenti - ad agosto, passati quindi cinque mesi dall'entrata in vigore della norma (3 aprile), la scelta di liquidare il Tfr maturando in busta paga è stata effettuata solo da 8.420 lavoratori, ossia lo 0,83%.

La grande maggioranza dei lavoratori che non hanno effettuato questa scelta ritiene che la tassazione ordinaria sia troppo penalizzante (il 62%). In direzione opposta va l'andamento delle anticipazioni, ovvero la possibilità di chiedere al datore di lavoro, in presenza di almeno 8 anni di anzianità, fino al 70% del Tfr maturato per l'acquisto, la ristrutturazione della casa o per spese sanitarie. Nei primi 8 mesi del 2015 - segnalano i consulenti - il numero delle richieste di anticipazione è cresciuto del 26,6% passando da 202.140 a 256.044 (comprensivo delle quote chieste in anticipo ai fondi pensione). L'anticipazione viene erogata a tassazione separata, quindi più favorevole per il lavoratore. Il motivo di disinteresse dei lavoratori cresciuto rispetto alla rilevazione precedente dal 38% al 62% è legato sostanzialmente al regime fiscale penalizzante stabilito dalla legge.

Diminuiscono invece gli incerti (dal 42% al 25%). E le preoccupazioni per un peggioramento del regime fiscale delle anticipazioni insieme al basso livello dei tassi di interesse che rendono più convenienti i mutui per l'acquisto di una casa dovrebbero essere alla base di un aumento significativo delle richieste di anticipazione del Tfr accantonato in azienda o nei fondi pensione. Questo strumento - spiegano i consulenti - consente da un lato di monetizzare comunque parte del Tfr, e dall'altro di conservare il regime fiscale più favorevole. ''I dati dimostrano - sottolineano - che le famiglie hanno comunque bisogno di liquidità derivante dalla crisi economica e dalle difficoltà di accedere al credito bancario. E' evidente che in alternativa alla liquidazione del Tfr di un periodo futuro fino a giugno 2018 con forti penalizzazioni, il lavoratore preferisca richiedere una parte del Tfr accantonato in azienda o presso i fondi pensione''.

Le motivazioni previste dalla legge per chiede l'anticipo sono l'acquisto della casa per sé o per i figli, la ristrutturazione o le spese mediche ma il datore di lavoro può decidere di anticipare la liquidazione anche per altre ragioni. "L'aumento delle richieste - afferma il presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca - deriva anche dal fatto che è comunque consentito, aldilà delle condizioni di legge, - al lavoratore e al datore di lavoro trovare un accordo tramite il quale superare i vincoli indicati e erogare quindi il Tfr in anticipo".

Tags:
tfrbusta paga
in vetrina
Ecco chi è Alessia Enriquez, l’interprete di Ribery che ha stregato i viola e il web

Ecco chi è Alessia Enriquez, l’interprete di Ribery che ha stregato i viola e il web

i più visti
in evidenza
Heidi Klum, Taylor Mega e poi... Tutti i topless da urlo (e non solo)

Belen, Diletta Leotta e... GALLERY

Heidi Klum, Taylor Mega e poi...
Tutti i topless da urlo (e non solo)


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Francoforte 2019: Volkswagen presenta la nuova immagine del brand

Francoforte 2019: Volkswagen presenta la nuova immagine del brand


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.