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Economia
Ilva, accordo fatto. La Fiom: ora referendum lavoratori

Sull'Ilva "l'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum". Così la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. "Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c'è l'impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto", sull'esito delle assemblee dei lavoratori "siamo fiduciosi", ha aggiunto.

Nell'accordo sull'Ilva con ArcelorMittal "abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto sin dall'inizio, quindi siamo soddisfatti", E' quanto spiega la segretaria della Fiom Francesca Re David - "10.700 lavoratori verranno assunti subito e sono sostanzialmente quelli che ora lavorano negli stabilimenti, ossia tutti quelli non in cassa integrazione". Contemporaneamente parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l'azienda "si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all'Ilva senza penalizzazioni e con l'articolo 18". Molto migliorato anche il piano ambientale "che porta all'accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono". Ora, conclude Re David, sottoporremo l'intesa come sempre al giudizio dei lavoratori che è per noi vincolante, oggi sottoscriveremo l'accordo ma la firma definitiva ci sarà solo al termine dei referendum". I tempi? "Cercheremo di farlo naturalmente entro il 15 settembre, ci mettiamo subito al lavoro", ha concluso.

La trattativa sul futuro dell'Ilva, ormai quasi alle battute finali, prosegue alle 10 con una riunione sempre al Mise fra ArcelorMittal e i sindacati. Questo incontro dovrebbe essere l'ultimo prima della sigla dell'accordo finale, prevista per l'ora di pranzo o comunque in tarda mattinata. Lo si apprende da fonti sindacali.

Salgono a 10.700 i lavoratori da assumere subito: è questa la proposta migliorativa contenuta nel testo aggiornato presentato da ArcelorMittal ai sindacati, che accoglie la loro richiesta. È quanto si apprende da fonti sindacali. Il testo è ora alla verifica finale da parte dei sindacati, che lo stanno rileggendo e limando. Secondo diverse fonti, si potrebbe chiudere l'accordo intorno all'ora di pranzo.

Ilva, Di Maio: ''Stiamo raggiungendo il miglior risultato possibile, nelle peggiori condizioni''

 

Ilva: Calenda, complimenti a Di Maio che ha saputo cambiare idea - "Una grande giornata per Ilva, per l'industria italiana e per Taranto. Finalmente possono partire gli investimenti ambientali e industriali". Lo dichiara l'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in merito all'accordo Ilva, ormai quasi chiuso. "Complimenti per l'accordo ad aziende e sindacati e - sottolinea Calenda - complimenti, non formali, al ministro Di Maio che ha saputo cambiare idea e finalmente imboccare la strada giusta".

ILVA: EMILIANO, SENZA GARANZIE SU SALUTE NESSUN ASSENSO A PIANO AMBIENTE

"Senza garanzie sulla salute dei miei concittadini, non darò mai il mio assenso al piano ambientale". Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano si è espresso, a margine della presentazione della 82esima Fiera del Levante di Bari, a proposito dell'aspetto ambientale dell'accordo relativo al passaggio dell'Ilva dalla gestione commissariale alla nuova proprietà. Anche perché proprio in queste ore si tiene un sit-in di protesta dei Genitori tarantini e delle altre associazioni ambientaliste contro l'accordo. "Taranto deve sapere - ha aggiunto - che il presidente della Regione non farà un passo indietro per nessun motivo. Noi avevamo due alternative: o l'Ilva si chiudeva, e a quel punto avevamo chiesto garanzie per l'occupazione di 20 mila persone ma, siccome abbiamo capito che l'Ilva rimane aperta, resta la richiesta al governo, come garanzia, la decarbonizzazione, quindi la non ricostruzione dell'altoforno 5 a carbone, il più grande della fabbrica, e la sua sostituzione con due forni elettrici a gas o a idrogeno". "Se questa condizione verrà rispettata, noi riteniamo di poter dire alla cittadinanza che le ragioni della salute sono accettate. Se qualcuno, invece, pensa di lasciare il mondo come sta, e come Mittal aveva già definito nei suoi progetti - ha concluso Emiliano - il giudizio sul piano ambientale rimarrà deludente e insufficiente come lo avevamo definito sia io che Di Maio. Credo che il giudizio rimarrà identico per entrambi".

ILVA: EMILIANO, GRAZIE A SINDACATO E DI MAIO PER CHIUSURA VERTENZA

 "Visto che il sindacato italiano haritenuto il piano occupazionale soddisfacente, mi fido del sindacato per quanto riguarda la definizione dei rapporti di lavoro. Lo ringrazio unitamente al ministro Di Maio per avere chiuso questa vertenza". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, MicheleEmiliano, parlando con i giornalisti dell'accordo su Ilva, a margine della presentazione della 82esima edizione della Fiera del Levante diBari. "Su quello che è avvenuto oggi faremo una valutazione più compiuta,anche perche' non ne ho ancora diretta cognizione", ha precisato. "Mi pare che si sia guadagnato non solo sulle immediate assunzioni, infatti sono confermate più di 500 persone in più che in passato, masoprattutto c'è una clausola di salvaguardia: se entro il 2023 nonverranno riassorbite tutte le unità lavorative, in altra maniera,verranno tutte assunte. Questo è un passo in avanti formidabile -haspiegato Emiliano- perché significa che nessuno rimane senza lavoro enessuno senza stipendio. Per quanto riguarda il piano ambientale, mipermetterete di guardare con più attenzione".

ILVA: DI MAIO, MIGLIOR RISULTATO POSSIBILE IN PEGGIORI CONDIZIONI POSSIBILI 

Sull'Ilva è stato raggiunto "il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili". E' stato il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, a definire con queste parole i perimetri dell'accordo raggiunto oggi al ministero di Via Molise. "Quando siamo arrivati al ministero dello Sviluppo economico, lo stabilimento Ilva era stato già venduto con un contratto sottoscritto nel 2017 e tenuto nascosto dal precedente governo" sono le parole di Di Maio a valle dell'intesa. "Un contratto che prevedeva meno garanzie ambientali e non prevedeva l'accordo sindacale, mai visto un caso del genere. Un paradosso nel paradosso, perché -ha ricordato il ministro- dal 15 settembre 2018 l'azienda acquirente, che si è sempre comportata correttamente, sarebbe comunque entrata in Ilva nonostante una gara viziata". In una lunga nota, il Mise ha raccolto le dichiarazioni del ministro Di Maio sul risultato raggiunto oggi sul dossier Ilva. "Vi avevamo promesso -ha detto Di Maio- che avremmo accertato la legalità e così abbiamo fatto, qualora si fossero verificati i presupposti legali avremmo annullato la gara, che si è rivelata illegittima per eccesso di potere come dimostrato prima dall'Anac e poi dall'Avvocatura dello Stato". "Ma -ha evidenziato- ci siamo ritrovati a gestire una situazione che rappresentava il delitto perfetto a danno di tutti: dei cittadini di Taranto, delle migliaia di lavoratori, dell'interesse collettivo generale". "Per l'annullamento -ha osservato il titolare del Mise- non basta, per legge, l'illegittimità; serve un interesse pubblico concreto ed attuale che non si è verificato, in quanto i fatti risalgono a circa due anni fa. Due anni in cui è successo di tutto. Inoltre, se anche una sola azienda avesse chiesto di poter essere reintegrata nella gara, avremmo potuto annullarla per opportunità. Ma l'unica altra cordata che partecipò a questa gara, oggi, dopo due anni, non esiste più".

Di Maio ha rilevato che "il piano ambientale così come il piano occupazionale raggiunti rappresentano il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili. Per quanto riguarda il primo, è stato ottenuto che l'aumento della produzione di acciaio oltre sei milioni di tonnellate annue sia condizionato alla dimostrazione da parte dell'azienda - documentata al Ministero dell'Ambiente - che le emissioni complessive di polveri dell'impianto non superino i livelli collegati alla produzione a 6 milioni. In conformità ai limiti che pone l'Arpa Puglia". "Un altro miglioramento -ha segnalato- riguarda il problema della diffusione delle polveri: rispetto alla scadenza iniziale del 2021, è stato ottenuto l'anticipo della copertura dei parchi minerari entro il 2019. Per la prima volta sono stati fissati anche i tempi intermedi per la copertura dei parchi: entro aprile 2019 l'azienda sarà obbligata a coprire il 50% della zona del parco più vicino al quartiere Tamburi". "Grazie all'introduzione dei termini intermedi e all'obbligo della presentazione della documentazione al Ministero dell'Ambiente, il Governo per la prima volta -ha scandito ancora Di Maio- si è dotato di due nuovi strumenti per vigilare sul rispetto degli obblighi dell'azienda. Non faremo sconti a nessuno". "Sul piano occupazionale -ha ricordato- si partiva da 10000 assunzioni e centinaia di esuberi, si è arrivati a 10700 con zero esuberi: tutti i dipendenti riceveranno una proposta di lavoro". "All'Ilva di Taranto -ha rilevato ancora- non si applicherà il Jobs Act: gli operai saranno assunti mantenendo integro l'articolo 18 e tutti i diritti pregressi, anche quelli economici e di anzianità". "Questo accordo è il miglior risultato che si potesse ottenere nelle peggiori condizioni possibili. I miglioramenti che sono stati raggiunti durante le trattative dimostrano che, oggi come negli scorsi anni, i rilanci in materia ambientale e occupazionale erano possibili e anzi doverosi per garantire la tutela dell'interesse pubblico. I responsabili di questo scempio pagheranno" ha avvertito Di Maio. "A proposito di futuro, quello di Taranto -ha indicato il vicepremier- non è essere ostaggio di una sola azienda. È questa idea miope di sviluppo ad aver reso Taranto un deserto".

"Sappiamo bene che lo Stato da oggi dovrà seriamente riconquistarsi la fiducia dei suoi cittadini. Io -ha garantito Di Maio- ci metterò la faccia. Questo Governo vigilerà ogni giorno per garantire che tutti gli impegni presi vengano rispettati, e come detto non faremo sconti a nessuno". Di Maio ha annunciato anche che "Taranto ha bisogno di una legge speciale per ripartire dopo decenni in cui si è giocato con la vita delle persone e dei lavoratori. Una vera riconversione economica, partecipata dai cittadini, che impegnerà il Governo nel destinare risorse straordinarie per il rilancio di questa città, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio e con una serie di azioni legislative mirate". "La battaglia per quanto mi riguarda -ha detto ancora- non finisce qua. Oggi abbiamo fatto un passo, impegnando l'azienda a dare garanzie importanti che nessuno fino ad ora aveva preteso". "Oggi -ha avvertito Di Maio- inizia l'operazione 'fiato sul collo' per verificare che si mantengano gli impegni presi soprattutto sul versante ambientale". "Sono un cittadino della terra dei fuochi, ed è lì -ha ricordato- che ancora ogni giorno respira la mia famiglia, quindi posso capire che cosa provano i tarantini. Nella mia terra per anni ci hanno detto che erano stati firmati nuovi impegni ambientali, ma noi abbiamo sempre chiesto i fatti". "Da semplice attivista del Movimento 5 Stelle per la Terra dei fuochi e i cittadini campani mi sono battuto per anni per chiedere un vero diritto alla salute, mi batterò ora da Ministro -ha incalzato- perché l'Ilva non inquini e i cittadini di Taranto possano tornare a respirare". "La struttura commissariale agirà come un poliziotto ambientale, pronto a intervenire al primo allarme e sempre pronto a vigilare sugli obblighi da rispettare. E le porte del Ministero saranno sempre aperte ai comitati e ai cittadini. Andiamo avanti insieme" ha proseguito. "Oggi abbiamo fatto solo il primo passo di un percorso molto lungo che si concluderà quando l'azienda avrà portato a termine tutti gli impegni qui elencati e che sono previsti nell'accordo" ha concluso il vicepremier.

ILVA: SODDISFAZIONE MATTARELLA PER CHIUSURA VERTENZA

Soddisfazione per la chiusura della vertenza Ilva, a quanto si apprende, è stata espressa dal capo dello Stato, Sergio Mattarella.

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