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Economia
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Di Andrea Deugeni

Il problema è sempre quello: le banche che non concedono il credito e così il settore immobiliare italiano continua ad esser lontano dai picchi del 2006, con le compravendite del mattone che nel 2012 hanno registrato un calo del 50% rispetto ai livelli di sei anni prima. Lo spiega ad Affaritaliani.it Bruno Vettore, amministratore delegato di Tree Real Estate, la holding a cui fanno capo le reti di franchising immobiliare di Gabetti Property Solutions, intervistato alla vigilia di un convegno destinato alla formazione di quanti intendono aprire un'agenzia immobiliare (in allegato il programma). "Il mercato è in una fase di stabilità, con il 2012 che si chiuderà sui livelli del 2013, ma il peggio è alle spalle", stima il top manager che spiega come le banche ormai concedono un mutuo soltanto "per il 50-60% del valore dell'immobile". E l'eventuale abolizione dell'Imu? "Non sposterebbe niente".



L'INTERVISTA
 

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Il mercato immobiliare italiano sta dando qualche segnale di recupero dopo un disastroso 2012? Qual è lo stato di salute del settore?
"Il mercato è in una fase di stabilità al ribasso. Purtroppo sono sempre dati sconfortanti. Per quanto riguarda questo inizio anno siamo più o meno in linea con il 2012. Rispetto al 2006, anno in cui avevamo toccato un picco con 830 mila compravendite, lo scorso anno ne abbiamo realizzato circa 440 mila. In cinque anni il mercato si è ridotto del 50%, del 20% se si paragona il 2012 con l'anno precedente. Per il 2013 i numeri saranno stazionari. Abbiamo toccato una stabilizzazione dei prezzi anche al ribasso. Il pessimismo è alle spalle e lascia il campo a considerazioni di stabilità. Considerazioni che non vogliono dire che sia in atto una ripresa, ma neanche che si verificherà un ulteriore calo del mercato".

Un 2013, dunque, in linea col 2012...
"Sì, immagino un numero di compravendite intorno alle 440-450 mila, assolutamente in linea con l'anno precedente".

Qual è la causa principale di questo stallo?
"Le banche che non erogano il credito. Parlo per il mercato della prima casa. Gli istituti sono estremamente selettivi. Se erogano il mutuo, lo fanno per un valore molto basso: il 50-60% del prezzo dell'immobile e ciò rende molto complicato l'acquisto. Le persone si rivolgono alle nostre agenzie e gli appuntamenti si fanno. Riscontro interesse. Il problema è che al momento di sedersi al tavolo, i clienti devono avere almeno il 30-40% del valore dell'immobile, ma c'è una profonda incertezza sulla concessione del mutuo da parte della banca".

Anche grazie alle aste di liquidità illimitata della Bce, le banche sono riuscite a risolvere il problema del funding. Perché non erogano il mutuo?
"Ci sono una serie di concause, ma il problema principale è che gli istituti di credito non vogliono stimolare l'investimento immobiliare quando, allo stesso tempo, possono rivolgersi a business più redditizi, collocando i propri prodotti finanziari. Azionano altre leve. Il fatto di erogare mutui significa togliere risorse per attività finanziarie dal ritorno maggiore. Ci sono anche situazioni in cui le banche cercano un motivo per non concedere un mutuo pure a persone che hanno una capacità reddituale certa e costante nel tempo".
 

gabetti

Come sbloccare la situazione? Ieri l'ex banchiere della Bce Lorenzo Bini Smaghi ha affermato che per risolvere i problemi del sistema bancario italiano, il nostro Paese, come la Spagna, dovrebbe far ricorso al fondo salva-Stati permanente Esm...
"Non so se bussare alle porte dell'Europa possa essere la cura giusta, perché chiedere l'intervento del fondo salva-Stati avrebbe come conseguenza lo spogliarsi della propria sovranità, con delle implicazioni politiche molto forti. Dico solo che il sistema ha bisogno di liquidità, la cui assenza non solo fiacca la ripresa degli acquisti degli immobili, ma pesa su tutta la filiera del  mattone. Penso alle migliaia di piccole e medie imprese edili che devono portare a termine le costruzioni, con i crediti incagliati, gli stipendi da pagare e licenziamenti inevitabili. Un immobilismo a 360°".  
 

LA SCELTA IMPRENDITORIALE Leggi il programma dell'evento

Neanche un'eventuale abolizione dell'Imu può contribuire a risollevare il mercato?
"In termini concreti, l'Imu sposta pochissimo. A livello nazionale, un cittadino paga di imposta municipale una cifra media che è sotto i 300 euro. Prelievo che non va certo a influire sulle ragioni per cui una persona decide o meno di acquistare o vendere un immobile. Anche a livello di seconda casa, si parla di cifre intorno ai 1000 euro. Uno non investe soltanto per questo? Mi sembra riduttivo. Il vero problema è che per acquistare e vendere un immobile il ricorso al credito è fondamentale".

Il governo dovrebbe dunque concentrarsi sull'immettere liquidità nel sistema...
"Esatto, bisogna intervenire in maniera strutturale per sbloccare questo Moloch che è il settore immobiliare".    
 

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