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Economia
Iva e taglio delle tasse? Dove trovo i soldi. Parla il ministro Giovanni Tria
Giovanni Tria tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l'Ad di Cdp Fabrizio Palermo

"Sull’Iva il Parlamento ha invitato il governo a non aumentarla. E c’è un impegno in quella direzione. Avremo dei risparmi sulle spese relative a reddito di cittadinanza e quota 100. Poi c’è un aumento del gettito Iva, che stiamo analizzando: credo che l’effetto della fatturazione elettronica sia stato molto più forte di quanto ci potessimo aspettare. Poi ci sono le tax expeditures su cui operare, un perimetro complessivo attorno ai 50 miliardi di euro. E’ un lavoro complesso perché dietro ognuna ci sono interesse. Infine, abbiamo 300 miliardi di spesa pubblica su cui si può intervenire. Si tratta di prendere delle decisioni poliitiche". Lo spiega in un'intervista alla Stampa il ministro dell'Economia Giovanni Tria parlando delle coperture della prossima legge di Bilancio, manovra che dovrà sterilizzare le clausole di salvaguarda per il 2020 e attuare la riforma dell'Irpef tanto cara alla Lega. 

Poi gli altri temi chiave affrontati dal numero uno del Tesoro sono stati le autonomie, la cordata per Alitalia, il salario minimo e le priorità in Europa. Sulle autonomie, Tria non crede che il governo sia a un punto morto: "C'e' un dibattito molto politico. Ma l' accordo e' possibile. Sul piano tecnico basta attenersi ad alcuni principi di fondo: la ripartizione delle risorse tra le varie Regioni deve avvenire attraverso la definizione dei fabbisogni standard che tengano conto di tutte le particolarita' locali".

Venendo alla cordata su Alitalia, Tria pensa che "Atlantia sia un partner forte. E una sua partecipazione sarebbe auspicabile. D' altra parte la questione del ponte di Genova e delle concessioni va affrontata su un piano strettamente giuridico, da tenere separato". Sul ruolo dell'Italia nell'Ue, "Le priorita' in Europa sono cambiate - dice - . Adesso il focus del dibattito e' la crescita, il tono della discussione e' diverso. C' e' una convergenza sul fatto che bisogna rilanciare i grandi programmi europei di investimento". L' Italia, dice, "non e' isolata. In questo contesto sara' possibile rilanciare il dibattito sul Fiscal Compact". P

Per Tria "ci sono i presupposti per cambiare le politiche economiche Ue". Per rispettare i vincoli europei, ora l'impegno e' sui tagli alla spesa: "Vogliamo ridurre la pressione fiscale soprattutto a quelli che io chiamo ceti medi", dice. Infine, con l'introduzione del salario minimo "rischiamo di avere un impatto scarso o nullo nella parte piu' avanzata del Paese e un impatto piu' forte nel resto del Paese. D' altra parte l' esigenza esiste e dovra' essere soddisfatta in modo equilibrato".

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