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Economia
L’economia più competitiva al mondo? Quella di Singapore. L'Italia è 30esima

 

Nel Global Competitiveness Report, che classifica i Paesi in base alla competitività economica, Singapore supera gli Usa. L’Italia guadagna una posizione

Gli Stati Uniti sono meno competitivi rispetto a un anno fa e hanno perso la leadership assoluta a livello mondiale a vantaggio di Singapore. A rivelarlo il Global Competitiveness Report che ogni anno, dal 1979, traccia il panorama competitivo di 141 economie a livello mondiale sulla base di oltre 100 indicatori in una dozzina di specialità tra le quali infrastrutture, diffusione delle tecnologie avanzate, stabilità macroeconomica, salute, mercato del lavoro, sistema finanziario, dinamismo aziendale e capacità di innovazione.

BASSA PRODUTTIVITÀ

Nell’introduzione (qui il link al report completo) alla graduatoria 2019 a cura del Forum economico mondiale – l’organizzazione nota per il suo raduno annuale delle élite internazionali nella località sciistica svizzera di Davos – si legge che l’economia globale rimane ostacolata dalla bassa produttività nonostante un decennio di denaro a basso costo garantito dalle politiche ultra accomodanti delle banche centrali.

HONG KONG, OLANDA E SVIZZERA DOPO SINGAPORE E USA

Fattori che però hanno frenato meno di altri Singapore che è riuscita infatti a superare gli Stati Uniti come il paese più competitivo al mondo, aiutata in particolare dalle proprie infrastrutture all’avanguardia e dalla forte cooperazione tra lavoratori e management: completano i primi cinque posti in classifica, Hong Kong, Olanda e Svizzera.

USA, MOTORE DI INNOVAZIONE

Gli Stati Uniti – è scritto nel report – sono comunque rimasti “un motore di innovazione” e una grande economia tra le più competitive del mondo e, nonostante le prospettive di un futuro divario di competenze, si classificano ancora in testa a tutti i paesi per “la facilità di trovare dipendenti qualificati”. Al contrario, gli States perdono terreno nell’aspettativa di vita e nel predisporsi per il futuro.

COREA, FRANCIA E ITALIA AVANZANO

Da segnalare che Corea (salita di due posizioni al 13 ° posto), Francia (in aumento di due posti in 15esima posizione) e Italia (dal 31° al 30° posto) sono le uniche economie avanzate a migliorare quest’anno. Le performance del nostro Paese sono leggermente migliorate grazie soprattutto ai piccoli progressi nel sistema finanziario, in cui i crediti deteriorati vengono gradualmente assorbiti mentre è migliorato l’accesso ai finanziamenti sia per le Pmi che per il capitale di rischio. Allo stesso modo, l’efficienza del quadro giuridico, la diffusione di tecnologie avanzate e le infrastrutture sono gradualmente migliorate rispetto agli anni passati. Allo stesso tempo, l’Italia mantiene vantaggi competitivi in termini di capacità di innovazione e standard sanitari. Per contro il Paese resta ostacolato dall’elevato debito pubblico, la rigidità e i costi del mercato del lavoro e l’insufficiente efficienza amministrativa.

NON SOLO SINGAPORE, IL VIETNAM APPROFITTA DEI DAZI

Più in generale gli autori del report affermano che è troppo presto per valutare appieno l’impatto di alcuni dei fattori in atto nell’economia mondiale nell’ultimo anno, in particolare le crescenti tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina che hanno introdotto tariffe doganali per centinaia di miliardi di dollari di beni importati. Tuttavia, hanno constatato come il commercio internazionale abbia già portato alcune economie a trarne vantaggio dalle aziende stanno ricercando alternative alla Cina. Ad esempio, il Vietnam era al 77° posto nel 2018 e quest’anno è balzato in 67esima posizione. Miglioramento in parte dovuto alla capacità di sfruttare la guerra commerciale per attrarre parte degli investimenti diretti verso la Cina.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Il rapporto che vede Singapore in testa guarda anche al futuro, in particolare alle due questioni che definiranno il prossimo decennio – costruire prosperità condivisa e gestire la transizione verso un’economia sostenibile – e pone la questione della loro compatibilità con la competitività e la crescita. Occorre concentrarsi sull’ambiente e sulla disuguaglianza . E non dovrebbero esserci compromessi tra crescita economica e fattori sociali e ambientali se si adotta una visione a più lungo termine. Infatti, è diventato indispensabile per tutte le economie sviluppare nuovi e inclusivi percorsi sostenibili per la crescita economica in modo da raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Saranno necessari una leadership – politica ed economica – davvero capace e politiche proattive nel pianificare il viaggio verso i tre obiettivi di crescita, inclusione e sostenibilità.

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