Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

L'Ocse taglia le stime sul Pil italiano

Mazzata (ennesima) per Renzi

operai fabbrica ape (2)

L'Ocse taglia le stime di crescita dell'Italia. Per il 2016 la previsione dell'Organizzazione nell'Interim Economic Outlook scende a +0,8%, con una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime dello scorso giugno. Ancora piu' drastica la revisione per il 2017, pari a -0,6 punti percentuali, con la crescita stimato a +0,8% contro l'1,4% indicato a giugno. Per l'Eurozona le previsioni puntano ora a +1,5% (-0,1 punti percentuali sulla precedente stima) per il 2016 e a +1,4% (-0,3) nel 2017. La Germania dovrebbe accelerare a +1,8% quest'anno (+0,2 punti rispetto all'Outlook primaverile), ma rallentare a +1,5% il prossimo (-0,2). Per la Francia le stime puntano a +1,3% sia nel 2016 (-0,1 punti), sia nel 2017 (-0,2). Il Regno Unito, dopo il brillante +2,2% del 2015, dovrebbe segnare +1,8% quest'anno (+0,1) grazie al dinamico andamento pre-Brexit, per poi risentire dell'impatto del voto per l'uscita dalla Ue con una crescita ridimensionata all'1% nel 2017, la meta' di quanto previsto a giugno e - ammonisce l'Ocse - con rischi al ribasso. Gli Usa, dopo il +2,6% del 2015, dovrebbero accontentarsi di +1,4% quest'anno (-0,4 punti rispetto alle stime di giugno) e del 2,1% il prossimo (-0,1%). Pronostico invariato per la Cina (+6,5% e +6,2%) e l'India (+7,4% e +7,5%). Migliorano le prospettive per il Brasile, anche se resta il segno negativo: -3,3% quest'anno (dal -4,3% stimato a giugno) e -0,3% il prossimo (da -1,7%).

Ue: Ocse, si' a flessibilita' nel Patto per favorire crescita

L'Ocse e' a favore di una flessibilita' nel Patto di Stabilita' Ue per favorire la crescita. Una posizione, questa, da tempo sostenuta dall'Italia. Nella Ue "si potrebbe fare di piu' per utilizzare i costi di indebitamento eccezionalmente bassi. L'applicazione del Patto dovrebbe essere modificata per permettere un uso piu' favorevole della politica di bilancio", scrivono gli economisti dell'Organizzazione nell'Interim Economic Outlook. Il consiglio e', ad esempio, di "escludere le spese nette di investimenti dalle regole fiscali e piu' in generale di sviluppare un approccio coerente per usare discrezionalita' nell'applicazione delle regole". L'Ocse calcola, tra l'altro, che l'Italia sia il maggiore beneficiario tra i big Ocse dei minori pagamenti per interessi sui titoli di Stato: i guadagni stimati per il bilancio pubblico italiano nel 2015-17 per effetto dei minori tassi d'interesse sono stimati pari a oltre il 2% del Pil. Secondo l'Ocse, comunque, tutti i Paesi hanno lo spazio per ristrutturare la spesa e le politiche di tassazione verso un mix piu' favorevole alla crescita, aumentando le spese in infrastrutture e usando le misure fiscali a supporto delle riforme strutturali, piu' che mai necessarie. Tra l'altro, 'un allentamento della politica di bilancio attraverso politiche favorevoli alla crescita ben mirate probabilmente ridurra' il rapporto debito-Pil nel breve termine. Inoltre, a patto che le misure fiscali aumentino l'output potenziale, una temporanea espansione fiscale finanziata a debito non aumenta necessariamente tale rapporto a piu' lungo termine'.

Bce: Ocse, valuti bene prima di espandere Qe, distorsioni da tassi bassi

Una politica monetaria accomodante resta appropriata per l'area euro, ma 'qualsiasi decisione di aumentare le dimensioni o lo spazio di azione delle politiche non convenzionali dovrebbe valutare molto attentamente i benefici, i costi e i rischi'. Cosi' l'Ocse all'indirizzo della Bce nell'Interim Economic Outlook. Negli Usa, invece, la Fed dovrebbe continuare con un graduale aumento dei tassi d'interesse a patto che gli obiettivi di piena occupazione e di inflazione siano in vista. Le attese di mercato - aggiunge l'Ocse - suggeriscono che i tassi ufficiali resteranno a zero o negativi fino alla fine del 2018 nella zona euro e in Giappone, mentre negli Usa saranno un po' piu' alti degli attuali. In generale, l'Ocse nota che la politica monetaria e' 'sovraccarica' e "in assenza di forti iniziative fiscali e strutturali non sara' in grado di spezzare la trappola della bassa crescita e crea rischi e distorsioni". La diversita' delle reazioni di politica nei vari Paesi e l'eccessivo affidamento sulla politica monetaria aumentano infatti gli squilibri globali e hanno effetti dirompenti sui flussi di capitale da un Paese all'altro e sull'aumento dei rischi finanziari. L'Ocse evidenzia anche che circa 14mila miliardi di dollari di bond governativi, pari a oltre il 35% del debito governativo dei Paesi industrializzati, viene attualmente trattato con rendimenti negativi, 'una situazione senza precedenti". L'attuale contesto aumenta 'la probabilita' e la vulnerabilita' a una brusca correzione dei prezzi" di Borsa. I prezzi delle azioni - indica il rapporto - sono sostenuti soprattutto dall'andamento calante dei tassi d'interesse di lungo termine, come pure dalle misure di riduzione dei costi, dai buy-back e dai dividendi piu' che dai frutti degli investimenti delle aziende a favore della produttivita'. Se continueranno per i prossimi due anni, i tassi negativi o ultra-bassi metteranno in difficolta' il modello di business e la sostenibilita' delle istituzioni finanziarie.


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