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Economia
La governance nelle Pmi: al via l’Osservatorio Sda Bocconi con Banca Generali

Banca Generali, PwC Tax & Legal Services (TLS) e SDA Bocconi – in collaborazione con Cerved – per promuovere la diffusione delle best practice in tema di assetti societari e processi di governo delle imprese. Nasce il primo Osservatorio sulla Governance delle imprese non quotate, progetto triennale che analizza gli impatti e i benefici di una buona governance sul business.

Diretto da Alessandro Minichilli (SDA Professor e Professore Associato Università Bocconi) e gestito con Daniela Montemerlo (SDA Professor e Professore Ordinario Università dell’Insubria), l’Osservatorio analizzerà gli statuti, le forme di controllo e le prassi di governance delle imprese con fatturato superiore a 50 milioni di euro, per un totale di oltre 5.500 società. La ricerca si pone l’obiettivo di indagare le correlazioni esistenti tra forme di governance e performance economico-finanziarie.

Sono tre i livelli di analisi dell’Osservatorio: a livello di corporate governance, l’Osservatorio analizzerà le scelte di governo e le performance conseguenti, con attenzione alle tematiche di sostenibilità; a livello di ownership governance, saranno invece analizzate le scelte di assetto societario, pianificazione e successione nella proprietà e di apertura del capitale sociale; a un terzo livello si rifletterà sullo spazio per le attività di investimento e di gestione del patrimonio dei soci, con l’obiettivo di favorire la crescita e il coinvolgimento professionale dei soci o futuri soci anche non coinvolti nel business.

Le attività dell’Osservatorio sulla Governance delle imprese non quotate sono state presentate giovedì 13 giugno presso l’Aula Maggiore della SDA L. Bocconi. L’incontro è stato occasione per presentare il report preliminare dell’Osservatorio, dal quale emerge che l’apertura della governance aziendale e la successione nella leadership sono eventi che hanno un impatto positivo sui risultati delle grandi imprese non quotate (fatturato superiore a 100mln di euro), ma sono passi ai quali le imprese non si decidono ancora abbastanza. L’Osservatorio ha analizzato 2.831 grandi imprese non quotate dal 2012 al 2017.

Governance nelle Pmi: il commento di Banca Generali

“La corporate governance è un elemento chiave per stimolare lo sviluppo e la strategia di un’azienda ed è la porta d’accesso al dialogo con gli investitori. Il nostro impegno al fianco degli imprenditori e alle imprese non si limita alla protezione patrimoniale ma riguarda sempre di più tutte quelle sfide finalizzate ad una crescita sostenibile nel tempo”, ha commentato Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali. “La corporate governance è certamente una delle aree su cui è necessario concentrare le analisi e l’attenzione per studiare in modo accurato lo stato dell’arte delle nostre pmi e tracciare delle linee guida costruttive a favorirne la competitività sui mercati. Come Banca Generali siamo molto felici di essere tra i promotori di questa iniziativa con Sda Bocconi che ci auguriamo possa diffondere al meglio le best practice di settore, oltre che la crescente consapevolezza della rilevanza che queste ricoprono nel confronto sui mercati globali”.

Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, ha dichiarato ad Affaritaliani.it: "Pensiamo ci sia una correlazione diretta tra successo delle imprese e regole di buon governo societario e siamo convinti che come è successo nel mondo delle aziende quotate, in cui la corporate governance è sempre più al centro delle aziende virtuose che hanno risultati migliori delle altre, così nelle aziende medio piccole o a conduzione famigliare le best practices che si possono trovare partendo proprio dagli statuti possono fare la differenza. Da sempre Banca Generali è vicina ai clienti, ai clienti imprenditori, e ha l’ambizione e la vocazione di aiutarli a costruire e preservare nel tempo i loro progetti. L’accuratezza di uno statuto evita problemi futuri, garantisce all’azienda una stabilità maggiore e produce performance di mercato migliori. Quindi tanti buoni motivi per essere vicini alla Sda Bocconi e all’Osservatorio. Gli imprenditori sono abituati a gestire le proprie aziende con l’intuità e l’immediatezza che hanno reso grandi le aziende italiane e le hanno fatte prosperare. C’è un tema culturale e di avvicinamento progressivo. Le regole non devono essere dei vincoli, devono essere degli acceleratori dello sviluppo sostenibile. Prima di accelerare c’è un periodo di assestamento, per abituarsi alle nuove regole come per esempio alle regole di funzionamento dei consigli di amministrazione con l’inserimento di amministratori indipendenti o alla presenza di comitati endoconsiliari che all’inizio potrebbero limitare l’azione dell’amministratore delegato o del socio fondatore ma che nel medio e lungo periodo mostrano i benefici. Abbiamo l’ambizione che queste regole di buon governo arrivino anche alle aziende non quotate e famigliari per essere vicini agli imprenditori nelle loro storie di successo che loro stessi hanno costruito".

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Ragaini (Banca Generali): "Corporate governance può fare la differenza"

L’apertura del CdA a consiglieri outsider ha effetti più positivi sulle imprese non quotate che su quelle quotate. Il ROE adj delle aziende che inseriscono un outsider supera di 0,9 punti quello delle altre e il ROA adj migliora di 0,26 punti rispetto all’anno precedente l’ingresso.

Gli assetti proprietari e le scelte di governance risultano decisivi per il successo aziendale e necessitano di attenda pianificazione.

Durante l'incontro è stato possibile approfondire il punto di vista delle aziende in una tavola rotonda dal titolo “La Governance d’Impresa: il momento delle società non quotate” che vedrà la partecipazione di Giandomenico Auricchio, Amministratore Delegato di Auricchio, Lorenzo Matacena, Vice Presidente di Caronte & Tourist, Riccardo Mazzanti, Presidente WIIT Cloud, Carlo Palmieri, Vice Presidente Pianoforte Holding (Carpisa-Yamamay) e Andrea Sasso, Amministratore Delegato iGuzzini.

 

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