Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

LinkedIn non fa volare Microsoft. Tutti i lati oscuri del merger

In attesa per la trimestrale di Microsoft gli analisti si interrogano sull’integrazione di LinkedIn: sarà realmente efficace?

LinkedIn non fa volare Microsoft. Tutti i lati oscuri del merger

LinkedIn ha superato lo scorso trimestre la soglia del mezzo miliardo di utenti registrati, eppure gli analisti non sono ancora convinti del tutto dello stato di salute della piattaforma per professionisti fondata nel 2002 da Reid Hoffman (tuttora presidente di LinkedIn) e poi rilevata nel giugno dello scorso anno (anche se l’operazione è stata formalmente conclusa lo scorso dicembre) da Microsoft per 26,4 miliardi di dollari. Così in attesa che Microsoft, il 20 luglio prossimo, diffonda la sua trimestrale e faccia luce sull’evoluzione della sua divisione, gli analisti possono solo provare a indovinare come stia andando dagli ultimi dati e dichiarazioni rilasciate dal Ceo di LinkedIn, Jeff Weiner (giovane dirigente, nella foto sopra, è nato nel 1970, con un passato da top manager in Yahoo!).

Lo scorso anno, all’indomani del definitivo via libera all’acquisizione, il Ceo di Microsoft, Satya Nadella, aveva fornito una lista di priorità nell’integrazione delle linee di prodotto delle due compagnie: finora l’unica che si è vista è stata l’integrazione, annunciata meno di un mese fa, tra LinkedIn Sales Navigator e il servizio Microsoft Dynamic 365. Entro fine mese dovrebbe esser disponibile anche un servizio di Hcm (Human capital management) integrato tra LinkedIn Recruiter e Dynamic 365 for talent, cosa che potrebbe rilanciare l’utilizzo di LinkedIn da parte dei selezionatori di personale che a quel punto avranno accesso ai profili e ai dati personali catalogati su Office 365, Dynamic 365 e LinkedIn.

linkedin
 

Ancora in via di sviluppo resta per ora la possibilità di monitorare le pagine aziendali create su LinkedIn da utenti-aziende, in particolare per quanto riguarda post, commenti e in generale il grado di engagement generato dalle pagine stesse, una funzionalità chiave se veramente Microsoft vuole fare evolvere LinkedIn in chiave maggiormente “social” come paiono indicare l’enfasi posta da mesi sulla condivisione di contenuti testuali e la ripetuta promessa di attivare un servizio di messaggistica istantaneo tra gli utenti e la possibilità di condividere video utilizzando assistenti virtuali e chatbot.

Chi sembra particolarmente fiducioso sulla prossima trimestrale di Microsoft e su segnali di miglioramento per LinkedIn è l’analista di Morgan Stanley Keith Weiss che di recente ha riconfermato il proprio “overweight” (sovrappesare in portafoglio) su Microsoft alzando il prezzo obiettivo da 72 a 80 dollari per azione (a Wall Street il titolo dell’azienda di Bill Gates ha chiuso venerdì sera a 72,78 dollari, in rialzo dell’,41%, a un soffio dal record storico di 72,89 dollari segnato il 5 giugno scorso). “Nella prima metà dell’esercizio fiscale 2017 - ha spiegato Weiss in una nota - il titolo Microsoft ha digerito l’impatto dell’acquisizione di LinkedIn, un più elevato tax rate e modesti benefici dal cambio, ed è ora posizionata per una serie di revisioni degli utili per azione al rialzo”.

(Segue...)


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