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Economia
Lottomatica, non solo gioco: l'intervista all'AD Fabio Cairoli
Fabio Cairoli, Amministratore Delegato di Lottomatica

Lottomatica, non solo gioco: l'intervista esclusiva di Affaritaliani.it all'Amministratore Delegato, Fabio Cairoli

Associare Lottomatica esclusivamente all'antica tradizione popolare del gioco è un grave errore commesso da chi non conosce in modo approfondito un'azienda impegnata sin dal 1990 - anno della sua fondazione - in ambito sociale, culturale, economico e ambientale. Non solo gioco, quindi, ma molto altro: ne ha parlato in esclusiva ad Affaritaliani.it Fabio Cairoli, Amministratore Delegato di Lottomatica.

 

Lottomatica ha da sempre instaurato un profondo sodalizio con l’arte e la cultura, affiancando le Istituzioni nella conservazione e valorizzazione dei beni culturali, portando dunque avanti la tradizione a cui il Gioco del Lotto è legato da oltre cinquecento anni. In un Paese con il patrimonio artistico e culturale più ampio a livello mondiale, spesso non valorizzato a sufficienza, come agisce Lottomatica in tal senso?

Il patrimonio culturale e artistico italiano ha bisogno di essere conservato e valorizzato. Noi, come azienda, abbiamo scelto di sostenere numerosi progetti di interesse sociale che rispondano ad esigenze concrete della collettività: dalla formazione professionale per giovani talenti ai progetti di inclusione sociale fino alla valorizzazione artistica e culturale. Questo impegno, in un momento storico particolare, nel quale ci sono effettivamente difficoltà oggettive a reperire risorse per sostenere il nostro patrimonio, ci ha dato e ci dà la possibilità anche di svolgere un ruolo importante nell’affiancare le Istituzioni nella salvaguardia e nel sostegno dell’arte.

 

Con quali criteri vengono selezionate le opere da restaurare?

In ogni iniziativa cerchiamo sempre un modo per condividere e raccontare i valori che accompagnano la nostra idea di crescita responsabile, e che cerchiamo di mettere al servizio dello sviluppo culturale del nostro paese. Un criterio che ci siamo dati è che quando adottiamo un progetto facciamo nostra la storia che c’è dietro, lo costruiamo insieme ai nostri partner e, se possibile, lo sosteniamo nel tempo e non con un approccio “mordi e fuggi”.

 
Qual è l’opera di cui è più orgoglioso?

Sono due. Riguardo ai restauri, sicuramente la nuova illuminazione della Tomba di Giulio II di Michelangelo (qui l'articolo che la racconta), di cui fa parte la splendida statua del Mosè. Questo è un ottimo esempio della nostra intenzione di adottare un monumento. La nuova illuminazione, infatti, eseguita nel 2017, è stata l’ultima tappa di un cammino iniziato vent’anni fa, quando Lottomatica sostenne l’intervento di restauro di questa famosissima opera. Il secondo progetto di cui vado più orgoglioso non è un restauro, bensì un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Coni per offrire l’accesso gratuito allo sport ai ragazzi appartenenti a famiglie residenti in aree disagiate e a forte rischio di emarginazione sociale: Vincere da Grandi. Ho voluto impegnare l’azienda in questo progetto perché i giovani sono il nostro futuro e credo che lo sport sia un ottimo modo per sconfiggere l’emarginazione sociale, soprattutto per chi ha difficoltà ad accedervi.

 

Il 18 febbraio è stato presentato il nuovo impianto di illuminazione della Sagrestia Nuova di Michelangelo, la cui realizzazione è stata ancora una volta possibile grazie al contributo di Lottomatica (qui l'articolo che lo racconta). Di nuovo Michelangelo…

Abbiamo voluto promuovere questo restauro dell’illuminazione, che si avvicina il più possibile alla luce ricercata e progettata da Michelangelo, per regalare a tutti la visione e la consapevolezza della complessità e dell’unicità di questa meravigliosa opera d’arte, che è la Sagrestia Nuova nella sua integrità. Inoltre, durante i lavori sulla Tomba di Giulio II, a Roma, abbiamo fatto una scoperta: Michelangelo era un genio anche nel progettare l’illuminazione. Le statue, infatti, venivano scolpite in modo differente a seconda del tipo di luce che lui aveva previsto le dovesse colpire. Se la luce era diretta, Michelangelo rendeva molto più liscia la superfice. Le parti in ombra, invece, venivano lasciate meno lisce. Questa tecnica permetteva un gioco di luci e ombre incredibile che siamo riusciti a ricostruire grazie ad un puntiglioso lavoro di ricerca storico-artistica oggi possibile a livelli prima irraggiungibili anche grazie alle più innovative tecniche di illuminazione.

 

In un momento storico così delicato, per l’Italia e per il settore del gioco nello specifico, quanto è importante divulgare le azioni di responsabilità sociale d’impresa? Come sensibilizzate l’opinione pubblica riguardo alla necessità di cogliere anche l’aspetto positivo del gioco?

Il gioco come intrattenimento fa parte della natura umana. Il gioco con vincite in denaro, in questo senso non va demonizzato. Va regolato. In Italia abbiamo un ottimo quadro regolatorio, apprezzato anche all’estero e utilizzato come benchmark nel resto del mondo. Come concessionario pubblico, rispettiamo tutti gli obblighi che la concessione ci impone ma facciamo anche molto altro in termini di strategia di sostenibilità. Per prima cosa, come Lottomatica continuiamo a promuovere un contesto di gioco regolamentato e responsabile affinché le persone possano giocare in un contesto di legalità e siano tutelate. In secondo luogo, la nostra attività contribuisce in modo non trascurabile alla fiscalità generale, generando entrate erariali a disposizione dello Stato. Infine, come detto, proseguiamo con i nostri interventi nel sociale, nella cultura e nella promozione dello sport, a beneficio di tutti e soprattutto dei giovani e delle generazioni future.

 

Innovazione, giovani e digitale sono le tre linee su cui si è focalizzato il rapporto di Comunità del 2018: quali sono le iniziative promosse da Lottomatica in tali ambiti?

Sono portato a vedere nell’innovazione il motore del progresso umano. La trasformazione digitale è ovviamente un aspetto che, anche come azienda, abbiamo già iniziato a vedere, a progettare e a eseguire anni fa e credo che inesorabilmente continuerà ad essere una delle nostre priorità: una cultura digitale che ci consente, accelerandola, di cogliere opportunità che oggi non cogliamo, di vedere opportunità che prima non vedevamo, di fare meglio cose che già facciamo. I giovani sono il futuro. Abbiamo quindi cercato progetti che racchiudessero questi tre aspetti. Da qui, attualmente sono partiti Generazione Cultura, un progetto che unisce il futuro dei nostri giovani e quello della valorizzazione del nostro patrimonio culturale, realizzato insieme al Mibact, alla LUISS Business School e a 25 importanti istituzioni culturali del nostro Paese e Idee Vincenti, un progetto finalizzato ad incentivare nuove idee d’impresa basate su tecnologie avanzate per sostenere la promozione e lo sviluppo innovativo del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, realizzato in collaborazione con PoliHub, l'incubatore d'impresa del Politecnico di Milano gestito da Fondazione Politecnico, insieme ad alcune prestigiose università italiane.

 

Cosa prevede il programma di Gioco Responsabile intrapreso dall’azienda dal 2007?

Siamo stati i primi in Italia, ormai dal lontano 2007, a dotarci di un vero e proprio programma di Gioco Responsabile, che interviene a cascata su tutti i business e le attività aziendali. Questo programma va dallo sviluppo dei giochi affinché non stimolino la compulsività, alla formazione dei canali di vendita e dei dipendenti, alla sensibilizzazione del giocatore sui rischi connessi a un eccesso di gioco, alla realizzazione di studi e ricerche sul fenomeno del gioco problematico, all’applicazione di strumenti di autocontrollo nella spesa all’interno dei nostri portali di gioco su internet, fino ad arrivare all’adozione di un codice comportamentale ad hoc per la pubblicità. Agganciato al Programma, abbiamo anche sviluppato una serie di iniziative per il contrasto del gioco minorile come Facciamo girare la voce, la campagna informativa che ha lo scopo di rimarcare come tutti i giochi con vincite in denaro siano vietati ai giovani che non hanno ancora compiuto 18 anni. Ricordo che il programma di Gioco Responsabile è oggetto di audit da parte di Certificatori Internazionali che ne validano i contenuti.

 

Come rispondete ai provvedimenti racchiusi nel Decreto Dignità, presentato nel luglio dello scorso anno, che vieta la pubblicità al gioco d’azzardo?

L’azienda regolata per sua natura rispetta la volontà del legislatore. Noi però siamo contrari al divieto di pubblicità e ancora di più al divieto per come esso è previsto nel Decreto. Innanzi tutto, il problema non è il gioco in sé, bensì il suo eccesso. In tal senso la pubblicità può rappresentare anche un veicolo di messaggi e informazioni che sono a tutela del giocatore. In secondo luogo, la pubblicità permette la distinzione netta tra operatori legali e operatori illegali e, dunque, tra offerta legale e illegale; e il divieto porta al rischio di un travaso dai primi verso i secondi che, paradossalmente, continueranno a comunicare la loro offerta. Ed infine, sinceramente, visto anche il motivo dell’intervista, a me dispiacerebbe non potere più realizzare iniziative come questa delle Cappelle e le altre di cui abbiamo parlato, visto che il Decreto Dignità le vieterebbe.

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