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Economia
Marche in ginocchio per il maltempo, a Pescara auto sommerse dall'acqua

C’è un allerta ‘gialla’ per maltempo fino alle ore 24: lo prevede il bollettino di allerta meteo della protezione civile delle Marche, che sta monitorando l’andamento dei fenomeni temporaleschi, anche a carattere intenso, che hanno caratterizzato il pomeriggio di ieri. Al momento, non si registrano criticità idrogeologiche e problemi al reticolo idrografico. Secondo quanto riferisce la Regione Marche, sono pervenute oltre 500 richieste di interventi ai vigili del fuoco, 300 delle quali ancora da ultimare. Anche oggi, risultano aperti vari centri operativi comunali (Coc), in particolare a Loreto, Numana e Sirolo, con numerosi gruppi di volontariato della protezione civile impegnati a smaltire gli interventi richiesti, per lo più determinati dalla caduta di alberi e allagamenti. Nel primo pomeriggio il presidente Ceriscioli effettuerà un sopralluogo lungo la costa del Conero, che risulta la più danneggiata dalla tempesta di vento e pioggia di ieri. “Appena conclusa la gestione dell'emergenza, iniziamo la ricognizione dei danni pubblici e privati, necessaria per valutare la richiesta della dichiarazione di stato di emergenza”. Lo ha dichiarato il dirigente del servizio protezione civile della Regione Marche, David Piccini. Dal pomeriggio di ieri, la Prefettura di Ancona, in stretto contatto con i vigili del fuoco, le forze di polizia, i comuni interessati, le autorità portuali e i gestori dei servizi in rete, sta seguendo l’evolversi della perturbazione metereologica, al fine di verificare gli aspetti connessi all’impatto sul territorio dell’ondata di maltempo, “a tutela della sicurezza e l’incolumità dei cittadini”

È stato attivato a Pescara il Centro operativo comunale (Coc) per gestire l'emergenza maltempo che in queste ore sta colpendo la città. Si registrano criticità un po' dappertutto e la città è impraticabile. Vigili del fuoco e polizia municipale sono al lavoro per liberare persone bloccate nelle auto in mezzo all'acqua. I tombini non riescono a scaricare l'acqua e le strade sono ridotte a fiumi.

“Da ieri è in ginocchio un comparto importante dell’economia regionale: dobbiamo avere le idee chiare e un piano condiviso e coordinato per mettere in campo tutte le risorse necessarie”. Lo ha dichiarato il presidente della camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini, secondo il quale “l’ondata di maltempo avrà pesanti ripercussioni sul prosieguo della stagione estiva, appena decollata, visto che i danni sono diffusi, pesanti e, in alcuni casi, particolarmente ingenti”. La prima azione concreta al vaglio dei vertici camerali sarà un bando “per mettere a disposizione degli operatori le risorse economiche, indirizzandole soprattutto verso le situazioni più critiche e chi ha subìto i danni maggiori”. L’auspicio del presidente camerale è che, dopo la fase di emergenza, non ci si muova in ordine sparso: un appello indirizzato a Regione Marche, associazioni di categoria e parlamentari marchigiani, “anche quelli eletti a livello europeo e a prescindere dal partito che rappresentano, perché non basta la massima attenzione su quanto è successo, perché nelle Marche, in alcuni casi, c’è chi deve ricostruire tutto da zero”.

Alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alla colture di mais e girasole, all'ortofrutta: Coldiretti Marche parla di “scenario apocalittico nelle campagne della regione”, dopo l’uragano che, ieri pomeriggio, ha interessato da nord a sud soprattutto il litorale. L’evento è arrivato al termine di un giugno dal caldo record, con temperature di due gradi superiori rispetto alla media degli ultimi 20 anni, e anticipato dal maggio freddo e piovoso. Secondo l’associazione degli agricoltori marchigiani, la situazione è disastrosa soprattutto nelle province di Ancona e Macerata. “Siamo in piena fase emergenziale – ha spiegato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche -: i danni sono ingenti e hanno colpito in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia di realtà produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi”. Tra Osimo, Numana, Castelfidardo e Camerano si sono registrati danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori, già in ritardo per via del freddo di maggio; a Sirolo, sono rimasti a terra olivi secolari e querce, a Filottrano la furia del vento ha scoperchiato diverse serre, in Vallesina sono a rischio le raccolte di albicocche e pesche, mentre a Monte San Vito la caduta di alberi ha danneggiate le coperture di serre. Nel Maceratese, tra Recanati e Porto Recanati, interi campi di mais e girasole sono rimasti allettati dopo il passaggio della burrasca che ha anche distrutto un capannone agricolo.

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