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Economia
Mercato Centrale: arriva anche a Milano dopo Roma, Firenze e Torino

Nuovo Mercato Centrale Milano: un’idea che diventa luogo, un punto di riferimento per chi ama, vive e sceglie il cibo

Il Mercato Centrale è un’idea che diventa luogo, un punto di riferimento per chi ama, vive e sceglie il cibo. Un modo nuovo di parlare del cibo, che riporta al centro gli artigiani del gusto e il loro saper fare, con un linguaggio nuovo che fa della semplicità il suo punto di forza: perché la bontà è elementare.

Il Mercato Centrale è un luogo dove il cibo viene vissuto, raccontato e preparato da artigiani che lo rispettano e conoscono profondamente. È uno spazio da vivere e condividere e un contenitore che diventa contenuto culturale e sociale, senza perdere spontaneità e semplicità.

Il Mercato Centrale si nutre d’arte e alimenta il gusto della scoperta e la passione del bello. Nel corso degli anni, sempre più forti sono infatti le collaborazioni con importanti realtà nazionali per poter dare il giusto peso e una maggiore visibilità al mondo dell’arte e alle sue espressioni. Le iniziative sono sempre dedicate, gli eventi speciali, con un occhio di riguardo agli appuntamenti culturali e all’arte contemporanea. Rapporti costruiti con impegno e con passione, che hanno portato alla produzione di installazioni site specific di Daniel Buren, di Michelagelo Pistoletto, di Ai Weiwei e del collettivo UFO all’interno della grande piazza coperta del Mercato Centrale. Crediamo che l’arte non sia elementare, ma vada vissuta, respirata e divorata – con gli occhi – perché parte della vita quotidiana.

Affaritaliani.it ha intervistato il patron di Mercato Centrale Umberto Montano, incontrandolo nella nuova location presso la Stazione Centrale di Milano dove sono in corso la progettazione e la costruzione di quello che diventerà un'altro tassello del mosaico di Mercato Centrale in Italia.

Il cibo è cultura e la cultura è anche cibo. Ci racconti da dove nasce questo connubio che ha portato alla realizzazione di Mercato Centrale

Questo connubio nasce nella straordinaria tradizione della cucina italiana. E' lì che dobbiamo andare a cercare quel valore incredibile che ha reso la nostra cucina come la migliore del mondo. Non è mica casuale. La cucina italian è una delle poche al mondo che può vantare una storia di civiltà. Lo sviluppo della civiltà del nostro Paese si è evoluto in maniera parallela  fra la crescita delle città di tutta quanta la loro vita civile e la crescita della cucina che sempre l'ha accompagnata. Questo è stato favorito dal fatto che l'Italia è stato un Paese che segnato da grandi poteri presenti nelle città di tutto il nostro territorio. E quando c'è potere c'è possibilità di acquisto, quando c'è potere c'è un cuoco a disposizione, c'è possibilità di creare nuove ricette, nuovi piatti e questo ha accmpagnato la storia d'Italia in maniera così concreta, sostenibile, da renderla una vera e propria storia di civiltà legata alla cucina che ha accompagnato la sviluppo del Paese.

Con l'apertura nel capoluogo lombardo, cosa rappresenta la città di Milano per Mercato Centrale?

Rappresenta la vera crescita del progetto Mercato Centrale. Noi abbiamo avviato il progetto nel 2014 a Firenze; per una serie di ragioni, anche fortunate, siamo arrivati a Roma, poi a Torino ed è evidente che la città d'Europa italiana è Milano e chiamava forte l'interesse di Mercato Centrale. Abbiamo avuto il privilegio di beneficiare di uno spazio di questa bellezza, dove noi abbiamo già messo le mani da tempo e che presto completeremo, ed è evidente  che ora mercato centrale si sfiderà con questa meravigliosa città.

GUARDA L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT AL PATRON DI MERCATO CENTRALE UMBERTO MONTANO

Il mercato della ristorazione è molto competitivo, in cosa si contraddistingue Mercato Centrale rispetto ad altre realtà?

E' un'offerta in più. Serve ad attualizzare la vastità di un'offerta che distingue questo mondo altamente competitivo, e che si propone con un porgetto nuovo: mettere al centro dei suoi interessi alcune delle figure vere protagoniste di questa grandezza della cucina italiana, che sono gli artigiani del cibo. Noi mettiamo al centro del nostro progetto quegli artigiani capaci di produrre cose buone, il fornaio, il pastaio, il pescivendolo, il pasticcere, il gelataio e così via. E così via fino alle 40 botteghe che riempiranno gli spazi del Mercato Centrale di Milano e che proporranno alla città questo nuovo modo di vedere i lrapporto tra il fare la spesa, perchè al mercato si fa anzitutto la spesa, il poter consumare qui il cibo e soprattutto poter intrecciare queste due attività con le attività culturali più care alla gente comune. Il mercato fa cultura popolare, non pretendiamo di sosituirci ai grandi protagnisti della cultura milanese, però entrare nel mercato e valorizzare progetti di arte contemporanea, legarsi alla lettreratura, parlare anche di moda è proprio nel Dna del Mercato Centrale. Perchè forse è quello che ha segnato la crescita, lo sviluppo delle attività mercatali attraverso i secoli, e oggi forse si stava un po' abbandonando e noi siamo felici di recuperare.

A proposito di cultura ci racconti il ritrovamento dell'autoritratto di Dante al suo ristorante di Firenze Alle Murate.

Questo aneddoto non è legato al Mercato Centrale ma forse è il primo seme, perchè io ho sempre fatto il ristoratore convenzionale fino al 2005 quando ho incappato in questo ritrovamento straordinario, che probabilmente ha segnato la differenza di approccio fra me e il mondo dell'arte dove, prima, distratto per quanto appassionato, innamorato, di sommaria attenzione rispetto all'arte , mi trovo ad essere custode di un patrimonio così prezioso, così straordinario e che è stato poi riconosciuto unanimamnete da tutti i più importanti addetti ai lavori. E' evidente che qualcosa muta in te, e in me è mutato talmente tanto tutto cheel'arte è diventata parte stessa del mio lavoro nel mio piccolo ma non modesto ristorante Alle Murate di Via del Proconsolo a Firenze. Un ristorante con sempre delle pretese, ai vertici della ristorazione cittadina. L'arte è quello che l'ha reso quel che poi è diventato:  un posto prezioso, un posto più importante, così come ha reso prezioso il mio interesse verso questo fenomeno, l'arte e tutto quello che gli sta intorno, il cibo e la bellezza si coniugano in maniera inequivocabile, e forse da lì il seme che poi ha generat oquesta nuova idea del progetto Mercato Centrale e del suo collegamento con arte, cibo, bellezza e cultura.

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