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Economia
Il mio nome è Bond, Minibond: boom estivo per un grande autunno

Di Alessandro Sannini - a.d. di Twin Advisors Limited

Vive un momento di accellerazione il mercato dei Minibond italiani, ovvero quello delle obbligazioni quotate delle Piccole Medie Imprese Italiane. Sono 16 le aziende che negli ultimi due mesi hanno debuttato su Extra Mot Pro con più di 300 milioni di euro di valore collocato. Il segnale è chiaro: in un paese asfittico di investimenti comincia a prendere piede l’ipotesi di uscire dal tradizionale tunnel bancocetrico, disintermediare ed andare cercare capitali di sviluppo dai mercati finanziari domestici ed internazionali. Il tasso medio delle emissioni è stato del 6.75% e le commissioni pagate si attestano tra 1.5% e 3%. 

E’palese che il Mini-Bond può essere un pretesto per qualche azienda per mettere in atto una riorganizzazione importante nel segno di una crescita interna ed esterna volta a essenzialmente a far ripartire lo sviluppo e la crescita. C’è ancora putroppo una certa diffidenza verso lo strumento, le aziende lo ritengono spesso troppo oneroso rispetto al finanziamento bancario non approfondendone completamente i vantaggi che vanno da quelli fiscali sulla deducibilità dei costi fissi per la strutturazione del prodotto sino a quelli d’immagine e di marketing per l’azienda stessa.

Da Londra, capitale finanziaria europea ci sono segnali di interesse di molti investitori istituzionali internazionali sofisticati ed attenti che in autunno probabilmente cominceranno in maniera massiccia a ricercare questi prodotti. Per far evolvere ulteriormente questa forma di finanziamento alternativa bisognerà essenzialmente puntare sulla qualità degli emittenti che dovranno fare una virata decisa verso la trasparenza sia a livello contabile sia a livello strategico rispetto ai loro piani di sviluppo.

Una grande attenzione dovrà esserci anche per la comunicazione e le investor relations, visto che negli altri paesi sopratutto di stampo anglosassone il modus operandi sul mercato obbligazionario è molto più marketing-oriented che in Italia. 

Sebbene sia un mercato piuttosto facile a livello regolamentare bisognerebbe evitare, in quanto sempre di strutturazione di prodotto finanziaria si tratta che venga invaso da sedicenti consulenti che, provenienti da altro genere di servizi aziendali, propongano idee e concetti fuori dal mercato e da una normale logica di capital markets creando confusione e svilendo il lavoro in ottica di pura intermediazione commerciale creando costi ulteriori per gli emittenti che vanno a diminuire la qualità intrinseca. In ogni caso, è prevedibile un settembre-dicembre 2014 con un certo numero di emissioni, visto che come era sospettabile le manovre LTRE della Bce saranno come al solito un vantaggio per le Banche e le imprese staranno a guardare.

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