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Economia
Nel decennale della crisi mondiale gli Usa ripetono gli stessi errori

Nella ricca Miami, così come in tutti gli Stati Uniti, l’economia corre veloce, lavoro, auto, case. Si ha tutto e si compra di tutto pure in quest’anno, 2108. Un anno significativo non solo per l’America ma per il mondo intero.

Dieci anni fa, infatti, a settembre, comincio’ di fatto la terza guerra mondiale. Una guerra combattuta non con le armi ma con i titoli spazzatura tenuti dalle banche.

La crisi economica del 2008. Si era aperto il vaso di Pandora

Tutta la finanza creativa che aveva creato debiti giganteschi travestiti da investimenti proficui capì in ritardo che, a metà di quel settembre, si era scoperchiato il vaso di Pandora dell’economia. Un detonatore che innescò una crisi peggiore di quella del 1929.

Le conseguenze di questa crisi si vedono ancora adesso, soprattutto in Europa, ma sembra che la lezione non sia servita.

 

A quell’epoca una delle più importanti figure economiche mondiali, l’ex presidente della FED, Ben Bernanke,qualche mese prima ebbe a dire una frase profetica’ siamo molto vicini ad un collasso della finanza mondiale’. Mai previsione fu più azzeccata.

 

Fatti impressionanti avvennero in quegli anni negli Stati Uniti e non solo: AIG, American International Group, il più grande gruppo assicurativo statunitense fu nazionalizzato; Merryl Linch fu salvata/ comprata con un mare di denaro pubblico dalla Bank of America; Morgan Stanley Goldman Sachs si trasformarono in banche regolate dalla Fed per poter accedere al denaro pubblico; Washington Mutual, la cassa di risparmio più importante degli Usa venne acquisita per quasi nulla dallo Stato. Solo qualche esempio di una valanga impressionante di fallimenti.

 

Insomma un dramma riflessosi, con un ritardo di un paio di anni, in tutta Europa.

La crisi economica del 2008. La pazzia dei mutui subprime

La tecnica finanziaria che scatenò tutta era ed è ancora viva. Semplicemente bastava dare mutui a ‘braccia larghe’, e con questi certificati ‘mutui subprime’ investire in economia buona.

 

Fino a quando qualcuno si rese conto che la maggior parte di questi subprime era praticamente ‘carta straccia’.

Persino il grande finanziere George Soros parlò di ‘relazione incestuosa tra il pubblico e le banche, una relazione ce stava esplodendo’.

 

La tempesta perfetta aveva fatto saltare il banco americano e subito dopo l’Europa. L’America riuscì a fatica, ma con forza a reagire muovendosi con velocità e flessibilità. Furono immessi sul mercato oltre 700.000 milioni di  dollari e vennero decisi stimoli fiscali. Gli americani si dimostrarono i più audaci di tutti.

La stessa cosa non accadde in Europa, soggiogata dalla politica sbagliata della Germania che costrinse i paesi ad una politica di sacrifici e quindi di miseria.

 

Solo adesso l’Europa grazie ad un Mario Draghi visionario e al sostegno finanziario della sua BCE sta lentamente uscendo dalla crisi e sta ripartendo.

 

Tutto questo però ha portato ad un distacco e ad un odio dei cittadini verso tutti i sistemi bancari ritenuti corresponsabili di questo disastro.

 

I miliardi persi, i posti di lavoro bruciati, le vittime reali e tutta la valanga che ha spianato praticamente il mondo sembra non essere servita.

 

Ancora adesso basta avere uno straccio di lavoro, un livello di debiti accettabili e le banche americane ancora ti danno mutui al 90% per acquistare il ’tuo sogno’. E l’economia di Donald Trump corre: le case si vendono, i mobili pure e le macchine anche. Così come succedeva tre quattro anni prima del 2008.

 

 

I corsi e ricorsi storici raccontati dal pensatore solitario Giambattista Vico si ripetono inesorabilmente.

Speriamo però che non sia questo il caso.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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    mutui subprimeusa

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