Nucleare, via alla fase numero due. Dopo aver riaprto le porte all'atomo in Italia con la legge sviluppo dell'estate scorsa, il Consiglio dei Ministri ora ha approvato il decreto legislativo sulla disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, attuando la delega contenuta in quella norma.
Secondo quanto spiegato nei giorni scorsi dal consigliere del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola sull'energia, Sergio Garribba, prima dell'individuazione dei siti veri e propri ci sarà una fase di consultazione lunga con le Regioni e gli enti locali "con la massima trasparenza e pubblicità". Tanto che Garribba, a detta di alcuni tra i maggiori esperti in Italia di energia nucleare, lo ha definito un provvedimento "estremamente garantista per le Regioni, forse più di quanto lo sia la legge che prevede lo stesso decreto legislativo".
L'inter autorizzativo previsto dal decreto sarà ripartito in quattro fasi. La prima prevede la definizione di una mappa con le aree da escludere per l'individuazione dei siti (perché sismiche o situate vicino ad aree industriali o altro) e la definizione delle linee guida del piano nucleare italiano, in cui verranno delineati gli obiettivi strategici del governo in materia di nucleare dal contributo alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, ai benefici industriali ecc...).
La seconda fase è quella della "Valutazione Ambientale Strategica" che servirà a scegliere le aree adatte ad ospitare i siti che saranno sottoposti all'Agenzia per la sicurezza nucleare degli operatori elettrici.
Successivamente gli operatori certificati come "nucleari" da parte dell'Agenzia di sicurezza nazionale proporranno dei siti dove costruire le centrali nelle macro aree. Ed è in questa fase che subentrerà il negoziato con la conferenza unificata Stato, Regioni, Province e Comuni. L'ultima fase è quella operativa. Prevede una domanda di autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio della centrale, su cui verrà richiesta la Via, la Valutazione di Impatto Ambientale e l'ok della Conferenza dei Servizi. Sono previste per le aree che ospiteranno le centrali nucleari, anche misure compensative piuttosto generose che vanno da un contributo una tantum in fase di costruzione dell'impianto (circa 30 milioni di euro per ogni reattore) a uno sconto in bolletta. (0,30 euro per Mwh). Ma anche l'Ici che il Comune che ospita incasserà per ogni impianto si preannuncia discreta: circa 13 mln di euro l'anno. I primi lavori nei cantieri potranno iniziare nel 2013 e la produzione di energia elettro-nucleare nel 2020.