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Economia
Panda Bond per crescere in Cina. In arrivo 150 milioni di euro per le Pmi

Si chiamano Panda bond e sono il segnale che la collaborazione finanziaria tra Italia e Cina si fa sempre più stretta. Ad annunciare il lancio delle obbligazioni, ieri a Milano, è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria, a margine dell’incontro con il suo omologo cinese Kun Liu.

AMPI MARGINI DI CRESCITA
“La collaborazione e i rapporti commerciali con la Cina si sono intensificati, le esportazioni sono passate dai 9 miliardi di euro del 2010 ai 13 miliardi del 2018, a fronte di importazioni per 30 miliardi: sebbene l’export sia cresciuto nel tempo, esistono ampi margini” di crescita, ha spiegato Tria, che ha poi annunciato: “Nei prossimi giorni lanceremo la prima emissione dei Panda bond. Nell’ambito degli accordi siglati oggi i soggetti assicurativi di entrambi i Paesi cercheranno delle soluzioni congiunte per fondi e per capitali privati, incoraggiando gli investitori dei rispettivi Paesi a sottoscrivere i bond”.

PROGETTO SPERIMENTALE
Si tratta per ora di un progetto “sperimentale” per 150 milioni, ha aggiunto Tria. “Manca solo una firma da parte della People’s bank of China per completare la procedura e nei prossimi giorni si potranno fare queste emissioni, poi saranno decisi i vari ammontare iniziali che poi cresceranno nel tempo”. Questi bond, ha concluso il ministro, “si emettono per finanziare l’operatività delle imprese sul mercato cinese”.

IN CAMPO ANCHE LA CDP
Il progetto dei Panda bond ha incassato anche il sostegno della Cassa depositi e prestiti. Come ha spiegato l’ad Fabrizio Palermo, “Cdp ha una partecipazione diretta o indiretta in circa 60 aziende italiane che operano in Cina e che generano 3,5 miliardi di fatturato, ed è pronta a fare un ulteriore salto di qualità con la Cina”. In particolare, ha precisato il manager, “vogliamo realizzare un supporto finanziario più strutturato alle imprese italiane in Cina, per affrontare la crescente domanda del made in Italy. Per questo lanceremo i Panda bond che finanzieranno le Pmi in Cina”. Palermo ha aggiunto: “Abbiamo anche avviato colloqui con dei fondi cinesi e vogliamo sostenere il piano di ingresso e di espansione delle nostre partecipate in Cina: penso a Snam e ad Ansaldo Energia“.

COME FUNZIONANO
Le risorse raccolte tramite queste speciali emissioni presso investitori istituzionali saranno finalizzate al finanziamento – diretto o indiretto – di filiali o di aziende italiane con sede in Cina in modo da supportarne la crescita. Più in particolare, la liquidità raccolta sarà garantita alle imprese sia tramite istituti di credito italiani presenti in Cina, e sia per mezzo delle banche cinesi.

UN POTENZIALE ENORME
Il mercato cinese ha un potenziale immenso per le imprese italiane e per gli investitori. Come ha sottolineato lo stesso Tria, “le esportazioni del 2018 verso la Cina sono state solo il 3% del totale, mentre altri esportanoil doppio: è molto importante il dialogo per l’attuazione di progetti comuni e di strumenti finanziari che sono essenziali, per cui servono accordi di libero scambio tra Cina e Ue”.

LA CINA SI APRE AGLI INVESTIMENTI ESTERI
Parole di apertura sono arrivate anche dal presidente della Bank of China, Liu Liange, secondo cui “gli investimenti hanno superato i 200 milioni di dollari nel 2018: il prossimo anno daremo più spazio per la collaborazione finanziaria”. Liange ha aggiunto: “Svilupperemo congiuntamente il mercato verso i Paesi terzi sulla Via della seta e gli strumenti finanziari, mentre nel 2020 liberalizzeremo nuovamente gli investimenti finanziari all’estero”.

*Da FinanciaLounge.com

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