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Angelo Maria Perrino

Paradise Papers, spuntano i nomi italiani. C'è anche Silvio Berlusconi

Paradise Papers: svelata lista italiana. Da Bonomi ai Legionari, chi sono gli italiani nei Paradise Papers

Paradise Papers, spuntano i nomi italiani. C'è anche Silvio Berlusconi

Si allunga ulteriormente la lista dei coinvolti nello scandalo "Paradise papers": dopo la regina Elisabetta, Gorge Soros, Apple, spuntano ora i nomi degli italiani, svelati nella puntata di ieri di Report: i giornalisti della trasmissione Rai sono entrati in possesso, in esclusiva, del database di un famoso studio legale di Panama.
 
Si tratta delle centinaia di clienti dell’avvocato italo-panamense Giovanni Caporaso: ci sono piccoli e medi imprenditori, parenti di personaggi noti, persone con precedenti penali, anche per mafia. Tutti hanno aperto un conto corrente attraverso il portale Payopm. Come ha spiegato l’avvocato Caporaso, i servizi offerti dal suo studio sono perfettamente regolari a Panama.
 
Tra i nomi italiani, anticipati anche dal settimanale L’Espresso, spunta anche il nome di Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto ricorso allo studio legale Appleby (lo studio legale che aveva secretato i 13,5 milioni di documenti di cui è entrato in possesso un consorzio di giornalistie  da cui è partito lo scandalo) dopo aver acquistato nel 1999 uno yacht di 48 metri da Rupert Murdoch.
 
Ma sono emersi anche i conti segreti della famiglia Crociani. Non solo. Ci sarebbe anche per Andrea Bonomi, il finanziare che aveva sfidato Urbano Cairo nella corsa per l’acquisto del Corriere.
 
E ancora, la famiglia Rovelli, la società Vitrociset, azienda di elettronica e sistemi di telecomunicazione che gestisce le reti vitali di forze dell’ordine, ministeri e della Difesa e i Legionari di Cristo. 
 

Paradise Papers: Pinotti, ipotesi Golden Power per Vitrociset

 

Il governo sta valutando di usare la Goden Power per Vitrociset, la societa' finita nello scandalo dei Paradise Papers, che ha contratti con i ministeri della Difesa e del Tesoro. Lo ha detto il ministro per la Difesa, Roberta Pinotti, al suo arrivo per una riunione del Consiglio affari esteri a Bruxelles. "La Golden Power che risiede a palazzo Chigi come strumento di verifica, e' uno strumento che noi possiamo utilizzare", ha spiegato Pinotti, rispondendo alle domande dei giornalisti.

"L'abbiamo gia' utilizzato nel caso della Piaggio. Ovviamente per quello riguarda Vitrociset (la Golden Power) puo' essere utilizzata", ha detto Pinotti, sottolineando che la societa' opera "in campi che sono strategici" e ha "contratti importanti non solo con il ministero della Difesa, ma anche con il ministero degli Interni e comunque su dati sensibili". Secondo Pinotti, "e' importante che ci sia questo potere dello Stato che deve verificare per questioni che sono strategiche anche quelle che sono le tipologie della proprieta'". Vitrociset e' un'azienda che opera nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, con importanti contratti con Enav, Polizia, Banca d'Italia, i ministeri della Difesa e dell'Interno e Agenzia delle Entrate. Vitrociset sarebbe controllata dalla famiglia Crociani, che avrebbe intenzione di vendere. Secondo i Paradise Papers, in cima alla piramide societaria c'e' la International Future Venture & Investment (Ifvi), societa' con un dollaro di capitale sociale domiciliata a Curacao.

 


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