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Economia
Petrolio, S&P: Iran e Iran diranno no. E taglia il rating all'Arabia

L'accordo sul petrolio non convince e arriva la tagliola dell'agenzia Standard&Poor's sul rating dell'Arabia Saudita. Le puntualizzazioni di Mehdi Asali, rappresentante dell'Iran all'Opec ("l'Iran continuera' ad aumentare la sua produzione di petrolio fino a quando non raggiungera' i suoi livelli pre-sanzioni")hanno nuovamente riacceso la voltalità sul mercato del greggio data l'incertezza degli investitori che si dimostrano molto dubbiosi circa la solidità dell'accordo siglato ieri da Arabia, Russia, Venewzuela e Qatar sul congelamento della produzione, intesa che oggi Paolo Scaroni, ex amministratore delegato dell'Eni e oggi vicepresidente di Banca Rothschild ha definito "vuota". Il Brent è avanzato del 3,2% a 33,22 usd al barile, mentre il Wti del 2,65% a 29,81 usd. Il principale ostacolo alla buona riuscita dell'accordo, voluto da quattro tra i principali produttori di greggio a livello mondiale a sostegno delle quotazioni, è rappresentato dall'Iran.

Il Governo di Teheran vuole infatti "riguadagnare le quote di mercato perse dopo anni e anni di limiti alle esportazioni di greggio a causa delle sanzioni economiche. Non e' quindi interessato a vendere a prezzi bassissimi, ma a riconquistare i clienti. Per tale ragione Teheran sta intensificando le trattative con l'India per esportare piu' petrolio possibile, in una guerra dei prezzi con gli altri Paesi arabi", hanno spiegato gli strategist di IG. C'è da attendersi dunque che il costo del barile continuerà a viaggare intorno ai 30 dollari al baile ben lontani dai 45 su cui è stato costruito il budget del Paese.

Così Standard & Poor's ha tagliato il rating di lungo termine a "A-" da "A+" con outlook stabile. Secondo l'agenzia, il calo dei prezzi del petrolio, di cui Riad è il principale esportatore mondiale, avrà "un impatto di lunga durata sugli indicatori economici e fiscali della nazione vista la sua alta dipendenza dal petrolio". S&P si aspetta che il deficit della nazione, il leader di fatto dell'Opec, si aggiri al 9% del Pil nel 2016-19, il 2% in più delle stime dello scorso ottobre.

Da allora, si legge nel report, il costo di un barile di petrolio è ulteriormente calato tanto da avere portato S&P a tagliare di circa 20 dollari le stime per il 2016-19. A metà del mese scorso S&P ha detto di prevedere per il Brent prezzi pari a 40 dollari al barile nel 2016 e un "incremento graduale" a 50 dollari nel 2018 e oltre. L'outlook stabile per Riad "riflette le attese che le autorità saudite facciano passi per prevenire un ulteriore deterioramento della posizione fiscale del governo".

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