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Economia
Pianificare il patrimonio con la consulenza finanziaria indipendente

Fondata a luglio 2018 con lo scopo di regolamentare, tutelare e sviluppare la professione, l’Associazione Italiana delle Società di Consulenza Finanziaria Indipendente (AssoSCF) conta oggi un terzo delle 18 società facenti parte dell’albo Ocf. Un numero che il Presidente Carboni si aspetta di far aumentare rapidamente insieme alla crescita dimensionale delle realtà presenti affinché fungano da aggregatori per i professionisti della materia.

La consulenza finanziaria indipendente, che nel mondo esiste da più di 50 anni, in Italia ha iniziato da poco il suo cammino. È nel 2007 che l’Italia, recependo la normativa MiFID, riconosce la figura del consulente finanziario indipendente, ma è solo dal 1° dicembre 2018 che viene reso operativo il nuovo Organismo dei Consulenti Finanziari (Ocf), il quale si compone di tre diverse sezioni: consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (sostituisce la vecchia dicitura di promotore finanziario), consulenti finanziari autonomi e società di consulenza finanziaria (SCF). Ci sono voluti 11 anni per riconoscere queste ultime due categorie professionali che, a differenza dei tradizionali promotori finanziari, non lavorano per alcun intermediario e sono pagati direttamente dal cliente, come qualsiasi altro professionista.

“Nell’attesa che si costituisse l’albo dei consulenti indipendenti”, ha raccontato Andrea Carboni, Presidente di AssoSCF ad Affaritaliani.it, “in questi 10 anni alcune società hanno cominciato a svolgere il proprio lavoro. In previsione della costituzione dell’albo, a luglio dello scorso anno abbiamo deciso di fondare l’associazione con l’obiettivo di essere punto di raccordo per tutte quelle realtà che già esistono – ma che in Italia sono ancora poche – e per consentire a quei professionisti che volessero intraprendere l’attività di consulenza finanziaria indipendente sottoforma di società di avere un supporto nel percorso di ingresso all’albo, che prevede complessità regolamentari”.

VIDEO - Carboni, AssoSCF: “Consulenza finanziaria indipendente tra passato e futuro”

La nascita dell’Albo Unico dei consulenti è una novità, che rappresenta alcune criticità – soprattutto per le realtà già operanti, chiamate a produrre una mole importante di documentazione –,  ma anche tante opportunità, sia per coloro che vogliono approcciare la professione potendo contare su un sistema rodato sia per gli investitori che, in questo modo, ottengono maggiori garanzie: “Da dicembre a oggi abbiamo assistito a un appesantimento delle strutture e dei costi”, ha riconosciuto Carboni, “che tuttavia non possiamo considerare un aspetto negativo a fronte dei benefici che si aprono per la professione. Molto probabilmente assisteremo a uno sfoltimento dei candidati alla consulenza finanziaria indipendente, ma a vantaggio della qualità del servizio offerto. La missione dell’associazione è proprio quella di fungere da volano affinché le società e i professionisti meritevoli possano entrare nell’albo e portare valore aggiunto ai propri clienti nella corretta pianificazione dei patrimoni”.

Consulenza finanziaria indipendente: modello di investimento alternativo all’interno della filiera del risparmio

In un sistema banco-centrico, quello delle SCF è un modello di investimento alternativo che non si pone in contrapposizione alle tradizionali formule di promozione finanziaria, ma che amplia le possibilità di scelta mettendo a disposizione dell’investitore un portafoglio più ampio di prodotti: “Apparteniamo alla filiera di gestione del risparmio e il nostro obiettivo è dialogare con tutti i soggetti che ne fanno parte. Il nostro valore aggiunto consiste nell’assistere i clienti – privati o società – per quelle che sono le loro effettive necessità di investimento senza ricadere all’interno delle logiche commerciali caratteristiche degli intermediari”. Con la consulenza finanziaria indipendente non viene dunque meno il ruolo dell’intermediario al quale il cliente dovrà comunque rivolgersi per acquistare o sottoscrivere il prodotto finanziario. Ciò che cambia è a monte, al momento della scelta del prodotto che verrà fatta su logiche svincolate da qualsiasi conflitto di interesse con il distributore e avendo a disposizione soluzioni aggiuntive rispetto a quelle proposte dal singolo intermediario.

Consulenza finanziaria indipendente: prospettive future

Ad oggi le società appartenenti all’Albo sono poco meno di una ventina: “Ci aspettiamo uno sviluppo di questa attività, sia in termini numerici sia dal punto di vista della dimensione societaria”, ha concluso Carboni ad Affaritaliani.it. “Per molti professionisti indipendenti riunirsi in società significa ottenere delle agevolazioni nello svolgimento della professione”.

L’associazione sta dunque lavorando per assicurare ai liberi professionisti un orientamento nella complessità normativa, ma anche per diffondere, presso gli investitori, una cultura della consulenza finanziaria indipendente. “Soltanto un anno fa la classica domanda che un consulente indipendente sentiva rivolgersi dal papabile investitore era ‘Per quale banca lavori?’. Oggi molti dei nuovi clienti hanno capito che si tratta di un servizio alternativo a quello delle banche e cominciano a coglierne i vantaggi, come la possibilità di scegliere tra un portafoglio più ampio di prodotti o di ottenere condizioni migliori dalla banca. È un problema culturale, come sempre quando si tratta di novità. Con l’associazione lo stiamo affrontando e vogliamo portarlo avanti con iniziative di sensibilizzazione sui territori”.

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