Sono detti "early ciclical" e fino a qualche anno or sono erano accomunati sotto un'unica sigla,
"TMT", Telecomunicazioni, Media e Tecnologia. Stiamo parlando dei titoli a crescita per eccellenza, punte di diamante del mercato "toro" degli anni Ottanta e Novanta e poi a lungo autori di una sistematica sottoperformance per il venir meno della spinta propulsiva ad utili e fatturato e per la conseguente riduzione sistemica dei multipli borsistici.
Ora con lo scenario macroeconomico incerto, azioni come Seat Pagine Gialle, Mondadori, Rcs, l'Espresso, ma anche Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e ovviamente Stmicroelectronics, Eems o Buongiorno tornano ad attrarre l'attenzione, dopo un calo mediamente superiore al 53% registrato negli ultimi dodici mesi. Un dimezzamento delle quotazioni che ha ovviamente riequilibrato drasticamente i multipli di borsa, ne sia testimonianza il fatto che il rapporto prezzo/utili 2007 di un tecnologico come Stm oscilla ormai attorno alle 11 volte, contro le 28 volte di un bancario come Unicredit.
Si dirà, correttamente: la borsa non sconta il passato ma il futuro. Bene, proprio perché anticipatori dell'andamento ciclico, questi titoli, specie a queste quotazioni così depresse, potrebbero rivelarsi un ottimo affare se non a breve almeno a medio termine. La crisi attuale, infatti, rischia sì di rallentare la crescita dei consumi e di comprimere i margini di profitto delle aziende, trascinandosi probabilmente ben dentro il 2009. Ma a un certo punto dovrà lasciar spazio ad una nuova fase espansiva, durante la quale la raccolta pubblicitaria, gli investimenti in nuova tecnologia, la domanda di nuovi servizi nel campo delle telecomunicazioni, potrà far ripartire i migliori esponenti di questo settore all'estero come in Italia.
L'unica incognita, naturalmente, è sui tempi e sul processo di ristrutturazione che dovrà procedere la ripresa, non a caso i più penalizzati sono stati nomi come Seat, pesantemente indebitata dall'ultimo passaggio di proprietà avvenuto sfruttando una leva elevata (ma che il management tenta in tutti i modi di ridurre in questi mesi) o Telecom Italia, per la sensazione che l'ex monopolista italiano non fosse in grado di prendere parte attiva nel risiko in corso in Europa.
Una volta fatta pulizia nei bilanci e migliorato il proprio grado di efficienza, la ripresa del ciclo economico dovrebbe premiare in proporzione molto più questi titoli di altri, per cui prima di partire per le vacanze, perché non provare a inserirne qualcuno nel proprio portafoglio? Potrebbe essere una componente sicuramente a rischio ma in grado di imprimere uno sprint sostanzioso alle performance in un futuro non così remoto.
Luca Spoldi