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Portafoglio 2/ Check-up al portafoglio prima di partire per le ferie: titoli immobiliari e delle costruzioni

Mercoledí 02.07.2008 17:34

SPECIALE: IL PORTAFOGLIO DELLE FERIE

Portafoglio 1/ Proteggersi dall'inflazione, guadagnando in Borsa: focus sui bancari

Proseguiamo i nostro check-up di un ipotetico portafoglio d’investimenti in vista delle vacanze, prendendo oggi in esame le prospettive del mattone (e del cemento) italiano. Il via libera alla Tav ha fatto per qualche ora sperare in un rimbalzo del settore delle costruzioni a Piazza Affari, ma per titoli ciclici di questo genere, per di più sensibili all’andamento dei tassi, le prospettive non sembrano particolarmente brillanti. Del resto la crisi del mercato immobiliare, partita negli Usa oltre due anni or sono ed esplosa da mesi anche sul mercato britannico, si è gradualmente estesa ai principali mercati europei, Italia compresa.

Per contro le grandi opere infrastrutturali europee, come appunto le linee ferroviarie ad alta velocità, necessitano di tempi lunghi che mal si conciliano con la voglia di certezze a breve termine dei listini in un periodo di forte volatilità come quello attuale. Risultato: basta che qualcosa vada storto e subito sull’intero comparto tornano a vedersi vendite copiose. Ne sa qualcosa chi investe sulla City di Londra, dove oggi il gruppo Taylor Wimpey perde metà del suo valore dopo aver annunciato di non essere riuscita a convincere gli investitori ad apportare capitale fresco nelle esausta casse del gruppo, che a causa della crisi immobiliare britannica e statunitense ha già perso il 90% del proprio valore in borsa.

Dopo aver annunciato il licenziamento di 900 dipendenti, le dimissioni del direttore finanziario (che a fine anno lascerà l’incarico) e l’azzeramento del dividendo trimestrale, Wimpey rischia di vedere ulteriori perdite dato che ha già fatto sapere di attendersi ulteriori debolezze sul mercato immobiliare. La notizia ha scatenato una serie di vendite a reazione che ha colpito in particolare i principali titoli del comparto a Londra, con Barratt Developments che stamane crollava del 27%, Persimmon del 18% e Redrow del 24%.

Tornando all’Italia, Impregilo, Astaldi, ma anche Buzzi Unicem, Italcementi o Cementir (che scontano, in più, il rincaro dei costi produttivi legato al rialzo dei prezzi dell’energia) non sembrano dunque aver davanti a sé mesi particolarmente brillanti. Non pare poter andare meglio neppure ai titoli immobiliari, dato che spesso i protagonisti di tale settore sono caratterizzati dall’utilizzo di leve finanziaria che, seppure ormai non eccessive come pochi anni or sono, comportano un appesantimento degli oneri finanziari ogni qual volta, come ora, si prospettino rialzi dei tassi d’interesse.

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