 Alessia Mosca
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Ultima puntata della rubrica curata dal deputato del PD Alessia Mosca, unico parlamentare italiano presente a Davos, cittadina svizzera che ospita il World Economic Forum. Un punto di vista dall’interno della manifestazione che speriamo aiuti a cogliere aspetti che – per forza di cose - sfuggono alle comunicazioni ufficiali.
Dal 2009 Alessia Mosca è membro di Young Global Leaders, organizzazione partner del World Economic Forum che riunisce under 40 di tutto il mondo che “si sono distinti per aver investito il proprio tempo e la propria professionalità per un futuro migliore della società”.
Calato il sipario su Davos, è tempo di bilanci. Nei giorni del World Economic Forum ho notato una presenza esigua di donne, stimate nel 15% dei partecipanti. Un dato molto al di sotto delle aspettative, soprattutto se si considera che molti interventi prestigiosi si sono soffermati proprio sul contributo che la componente femminile può dare al nuovo modello sociale che sta emergendo nel post-recessione, in particolare nei paesi in via di sviluppo.
La donne sono il più grande bacino da cui la economia può attingere – anche in termini di consumi - visto che oggi guadagnano più di qualche anno fa e stanno riducendo le disparità rispetto agli uomini. La partecipazione femminile alla vita attiva costituisce la grande sfida dei prossimi anni: donne con tassi di istruzione più elevata garantiscono maggiori livelli di educazione per i figli e per la società nella sua interezza.
La partecipazione a questo evento ha rafforzato in me la voglia di lavorare su alcune storture che ancora caratterizzano il modello italiano e che rischiano di aggravarsi senza interventi. In particolare, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha indicato nei nuovi cittadini non un problema in più con cui fare i conti, ma una occasione per il nostro vecchio continente, un po’ atrofizzato e richiuso in se stesso. Un monito per il nostro paese, dove va emergendo un diffuso malessere verso gli immigrati. Eppure, proprio dalla loro integrazione, può arrivare una spinta importante per combattere i limiti generati dal progressivo invecchiamento della popolazione italiana.
Nonostante la crescente sensazione di declino che si va diffondendo nella Penisola, a Davos ho avuto la conferma dell’appeal che l’Italia continua a suscitare all’estero. Tutte le persone con le quali ho avuto modo di conversare mi hanno riferito di guardare al nostro paese come quello in cui vorrebbero vivere. Se ne apprezza la qualità della vita, la flessibilità, la creatività, il gusto per la bellezza. Eppure, la realtà dice che molti dei nostri migliori talenti vanno via verso mete più adatte a valorizzare le capacità e i meriti.
Una sfida per le istituzioni e i politici del nostro paese, per altro presenti in maniera sparuta. È il momento di rimboccarci le maniche e trovare le strade per ripartire. Dobbiamo tornare a porre al centro degli investimenti la formazione e l’educazione, le uniche due strade per trasformare la crisi in un’opportunità di riscatto.
Alessia Mosca (www.alessiamosca.it)