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Economia
Spending review , Serra (Algebris) ad Affari : "Ecco la ricetta di Renzi"

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Mentre il commissario alla spending review Carlo Cottarelli consegna al governo il piano dei tagli alla spesa pubblica, l'amministraotre delegato del fondo Algebris Davide Serra, grande sostenitore di Matteo Renzi, spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it come Palazzo Chigi "recupererà 20 miliardi da qui a 3-6 mesi". "Una parte arriverà anche dal taglio degli aiuti alle imprese: circa 100 miliardi all'anno", dice Serra. Che spiega poi: "Renzi ce la farà. A Cernobbio 15 investitori di lungo termine con portafogli miliardari pronti a investire in aziende".


L'INTERVISTA

Cosa pensa della provocazione dell'ex capo economista del Fmi Kenneth Rogoff che ha prescitto per l'Italia la "necessaria ricetta della ristrutturazione del debito2, salvo poi fare marcia indietro, mentre non l'ha esclusa invece per Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna?
"Rogoff ha una convinzione e cioè che, ad un certo punto, tutti i debiti diventano insostenibili. In più, ha fatto un sacco di soldi con il libro 'This time is different' in cui, però, in parte ha sbagliato i calcoli. Percui, dico, poteva farseli meglio prima. Terzo punto, dimostra di non osservare la situazione, perché ora in Europa c'è una volontà politica, così come ha dimostrato la Banca Centrale Europea, di dare tempo ai governi nazionali per fare le riforme strutturali. Chiaramente, la Bce ha fatto il 98%-99% di quello che poteva fare e la palla passa ora agli esecutivi di Francia e Germania".

E quindi?
"L'idea che ci sia una ristrutturazione del debito, perlomeno a 3-4-5 anni, è completamente infondata, per due motivi".

Quali?
"Il primo: con l'euro che inizierà a scendere, tutti i Paesi di Eurolandia, automaticamente, ritroveranno competività".

Qual è la soglia pro-impresa che ha in mente, visto che oggi la moneta unica viaggia a circa 1,29 dollari?
"L'Europa ha creato il cambio euro/dollaro fissandolo a 1,18. Oggi abbiamo perso competitività nei confronti degli Stati Uniti che hanno anche ottenuto l'indipendenza energetica grazie alla scoperta e allo sfruttamento dello shale-gas. Il costo dell'energia in Europa corrisponde a circa, per ciò che paghiamo per importarla, il 10% del Pil. Quindi, per un semplice calcolo, la differenza di aver trovato lo shale-gas negli Stati Uniti e noi no, significa che il cambio euro-dollaro dovrebbe essere il 10% inferiore alla soglia di 1,18. Circa 1-1,1 e questo sarà il tasso di cambio al quale arriveremo in 3-4 anni. Probabilmente anche prima se si verificheranno alcune condizioni. La teoria del default di Rogoff non tiene in considerazione la valvola di sfogo del tasso di cambio".  

Lei è un grande sostenitore di Matteo Renzi, ma il governo ha davanti sfide importanti in poco tempo: una manovra da circa 20 miliardi, un Fiscal Compact da rendere più flessibile dal prossimo anno, tagli alla spesa pubblica di almeno 20 miliardi, una cifra importante, che non devono deprimere l'economia. Non le sembra una mission un po' impossible per Matteo Renzi? All'interno di questo scenario: lei ha parlato di 4-5 anni, ma probabilmente l'Italia non ha tutti questi mesi di fronte...
"Sicuramente no, l'Italia non ha a disposizione 4-5 anni. 1.000 giorni sono meno di 3 anni e il governo deve tagliare la spesa pubblica di almeno 20 miliardi a breve: da qui a 3-6 mesi. Ci sono 2 tipi di tagli da fare: da un parte, ci sono gli sprechi. Se si osserva la spesa dello Stato, 680 miliardi in tutto, 180 sono di beni e servizi. Faccio un esempio per far capire come sia possibile reperire risorse".

Prego...
"Da un'inchiesta è emerso che 4 partecipate statali si autonegoziano le tariffe speciali telefoniche con Telecom e Vodafone. Se utilizzassero il tariffario già negoziato dallo Stato, risparmierebbero invece ben un miliardo di euro. Se si riesce a risparmiare solo un miliardo sulle bollette telefoniche, immagino che considerando anche sanità, scuola, forze armate e altri beni e servizi acquistati, il monte risparmi potrebbe salire di molto. Sul lato degli sprechi, quindi, il taglio è fattibile".

E l'altro tipo di taglio?
"L'altra voce di spesa su cui intervenire è quella degli aiuti alle imprese: circa 100 miliardi di euro. Fondamentalmente, un contentino per tutti".

Tags:
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