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Economia
Ring The Bell for Gender Equality: Borsa Italiana celebra l’8 marzo

Oltre 80 Borse in tutto il mondo hanno dedicato l’apertura del mercato di oggi alla celebrazione del talento femminile con il Ring the Bell for Gender Equality.  

Borsa Italiana da molti anni si è unita a questo network mondiale e anche oggi ha dedicato il tradizionale suono della campanella ai temi della gender equality e della valorizzazione del talento femminile.

La market open, alla quale hanno partecipato Women in ETFs e i partner delle Nazioni Unite, è stata anche l’occasione per un confronto sui temi della diversity e delle valorizzazione del talento femminile  grazie agli interventi di speaker internazionali che hanno portato idee, testimonianze e suggerimenti per ridurre il gender gap.

VIDEO - Borsa Italiana, Ring the Bell for Gender Equality

Nonostante lo sciopero, le relatrici hanno potuto rivolgere i loro interventi a una platea numerosa composta per la maggior parte da donne.

Silvia Bosoni (Head of Italy ETFs, ETPs and open end Funds Borsa Italiana) ha raccontato ad Affaritaliani.it: “Il Ring the Bell è un’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite con partners come UN Global Compact o Women in ETFs che vede ogni anno la cerimonia di apertura delle Borse in contemporanea. Quest’anno 80 Borse, compatibilmente con i fusi orari, oggi suonano insieme la campana dell’apertura del Mercato e dedicano questo momento all’empowerment femminile, e cioè alla possibilità per le donne di veder riconosciuta una gender equality, quindi un’uguaglianza di genere, nel rispetto delle differenze. Bisogna tenere alta l’attenzione perché le conquiste che sono state fatte in questi anni, come le quote rosa nei boardroom o la maggior presenza di donne in posizioni apicali, non sono state ancora, secondo me, metabolizzare a livello di tutti i componenti dell’industria e della società civile. Bisogna ricordarsi di non dare niente per scontato e continuare con attenzione su questi temi”.

VIDEO - Bosoni (Borsa Italiana): "La campana suona per l'empowerment femminile"

Isabella Fumagalli (CEO BNP Paribas Cardif e Coordinatore BNP Paribas IFS per l’Italia), tra le speakers della cerimonia, ha raccontato ad Affaritaliani.it alcune delle buone pratiche messe in campo dal Gruppo rispetto al tema della gender equality: “BNP Paribas ha una serie di iniziative che riguardano i dipendenti molto ampia, come per esempio He for She di cui il nostro Amministratore Delegato Jean-Laurent Bonnafé è divenuto uno degli otto Champions (n.d.r. con lo specifico committment di impegnarsi ad aumentare l’occupazione mista rispetto al genere nelle professioni tradizionalmente maschili o femminili all’interno del settore bancario); abbiamo iniziative più associative come può essere MixCity Italy che riguarda le comunità di donne e uomini che sono interessati a diffondere il concetto della parità di genere all’interno dell’azienda; abbiamo iniziative come la Diversity & Inclusion che organizziamo annualmente e che riguarda tutti i dipendenti. Abbiamo anche iniziative associative che rivolgiamo verso l’esterno come ad esempio l’adesione a Valore D che ci porta tante iniziative collegate alla formazione e a eventi di sensibilizzazione. Oltre a queste iniziative più strutturate abbiamo anche attività che servono a favorire il concetto di inclusione, attività dunque più spontanee come ad esempio l’organizzazione di caffè oppure di chiacchierate con donne che hanno un capitale umano importante e che possono raccontare delle storie, puntando molto sul concetto dell’ispirazione e sul fatto che ce la possiamo fare. Abbiano notato come tante nostre colleghe facciano fatica a farsi avanti e questo vuol dire per noi, come azienda, un enorme potenziale interno inespresso che potrebbe invece tradursi in un grande valore anche economico. Tra le iniziative rivolte all’esterno, abbiamo appena lanciato la prima call for ideas al femminile, Miss in Action, in collaborazione con Digital Magics. È una call rivolta alle donne e quindi a tutte le piccole e medie imprese e startup al femminile che hanno interesse ad essere valorizzate. Abbiamo ricevuto 163 progetti e ne abbiamo scelti quattro che verranno incubati nei prossimi mesi e presentati agli investitori istituzionali tra ottobre e novembre per far sì che possano diventare aziende (n.d.r. Dopo 3 mesi di formazione e sviluppo di prodotti, 2 mesi per la realizzazione di un prototipo pronto per il lancio sul mercato, le 4 promesse dell’imprenditoria tecnologica al femminile presenteranno i risultati agli investitori). È un progetto che ci rende felici perché ci permette di testimoniare, grazie all’esperienza delle quattro realtà finaliste, anche a livello interno, in azienda, quello che facciamo”.

VIDEO - Fumagalli (CEO BNP Paribas Cardif): "Diveristy, ecco le nostre iniziative"

Margherita Macellari (Program Manager GCNI) ha presentato una relazione completa ed esaustiva, ponendo anche alla platea una domanda provocatoria: è davvero necessario nel 2019 basarsi su dati e statistiche per affermare che la parità di genere può essere un volano per l’economia e per incrementare il business delle aziende, quando quello della gender equality dovrebbe essere un diritto acquisito? “Siamo qui oggi per parlare di empowerment femminile e uguaglianza di genere perché ancora oggi nel 2019 è una sfida globale per la quale le aziende e i mercati generali possono avere un ruolo chiave – ha detto Macellari ad Affaritaliani.it - I dati ci dimostrato a livello statistico che le aziende hanno un business case concreto per agire nell’uguaglianza di genere. Pensiamo solo che l’eliminazione della discriminazione femminile sul luogo di lavoro potrebbe incrementare la produttività del 40% e consideriamo anche che si stimano 397 miliardi di patrimoni degli investitori istituzionali allocati sulla base di considerazioni di uguaglianza di genere e gender pay gap”.

VIDEO - Macellari (GCNI): "Diversity, Business case concreto per agire"

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