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Economia
Salone del Risparmio 2019, si chiude all'insegna della sostenibilità

La tre giorni dedicata alla corretta gestione del risparmio organizzata da Assogestioni, nella quale con forza è riecheggiata la parola sostenibilità, si è conclusa oggi al MiCo. Presenti, tra gli altri, Gian Maria Mossa di Banca Generali, Paolo Molesini di Fideuram-Ispb e Gianluca Bosisio di Banca Mediolanum. 

Superati i 15.700 visitatori in tre giorni, per oltre 100 conferenze, più di 300 speaker nazionali e internazionali e oltre 150 marchi:  questi i numeri dell'edizione da record del Salone del Risparmio che si è chiuso oggi.  

Il “fil vert” della sostenibilità ha continuato a intrecciare le trame degli incontri e dei protagonisti che hanno animato il Salone 2019, dove i visitatori hanno potuto interrogarsi su tematiche sostenibili, responsabilità sociale e inclusione.  La giornata conclusiva è stata dedicata in modo particolare all’incontro con i giovani studenti protagonisti della terza edizione di ‘Il tuo Capitale Umano’, il progetto formativo di Assogestioni volto ad avvicinare i giovani ad una carriera nel risparmio gestito. I ragazzi hanno avuto la possibilità di partecipare a una giornata di formazione e orientamento, di incontrare i rappresentanti di Sgr italiane ed estere e di assistere alla conferenza loro dedicata.

Il terzo e ultimo giorno ha visto tra l'altro l’intervento di alcuni top manager delle reti di consulenza finanziaria: Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, Gianluca Bosisio, direttore generale di Banca Mediolanum,  sono intervenuti alla conferenza di Assogestioni intitolata “Il risparmiatore fai da te è un mito o una realtà?”,  durante la quale è stata introdotta l’indagine di Demia che ha tracciato l’identikit del risparmiatore fai da te in Italia

Salone del Risparmio 2019, presentata l’indagine Demia: 5 su 100 i risparmiatori fai da te in Italia, ma è la consulenza a guidare saldamente le scelte dei risparmiatori

Il 5,1% degli italiani tra i 35 e i 74 anni sceglie il “fai da te” per gestire i propri risparmi: a comporre questo segmento sono i risparmiatori che non si avvalgono di alcun referente per la gestione del proprio patrimonio finanziario e sono quindi del tutto autonomi nella selezione dei prodotti, nonché nel decidere il timing di acquisto, vendita o switch. Si tratta di 1,62 milioni di persone (su un totale di 32 milioni) che dedicano molto tempo a questa attività e che dichiarano di avere una buona conoscenza della materia economico-finanziaria, una grande fiducia nella propria preparazione e competenza, una buona capacità di controllo delle emozioni che consente loro di affrontare anche prodotti ad alto profilo di rischio.  Questa la fotografia tracciata dalla ricerca a cura dell’Istituto Demia per conto di Assogestioni sul mondo dei Risparmiatori fai da te, presentata oggi al Salone del Risparmio.   L’approccio generazionale risulta essere un fattore chiave e rivela differenze di prospettiva e di strumenti.

 “I risultati dell’indagine – ha affermato Diego Martone CEO di Demia Studio Associato - circoscrivono e quantificano un segmento di mercato che spesso sfugge alle analisi. Nonostante il possesso di alcune caratteristiche particolari, su tutte una grande fiducia nei propri mezzi, si registra, anche tra i fai da te, una convergenza nell’opinione comune a tutti i risparmiatori: per affrontare risparmio e investimenti non si può prescindere dalla competenza in materia e da una quantità di tempo da dedicare allo studio e all’aggiornamento. In assenza dei risultati attesi, la strada per recuperare è quella di rivolgersi ai professionisti del settore per una pianificazione finanziaria completa ed equilibrata, come anche dimostrato dalla presenza di un numero maggiore di ex risparmiatori fai da te rispetto a quelli che attualmente vi si dedicano”. 

Dalla prospettiva opposta, i consulenti bancari e finanziari, interrogati sulla fotografia emersa dalla ricerca, confermano per il 64%, che un risparmiatore fai da te potrebbe decidere di affidarsi ad un consulente perché si rende conto di non essere abbastanza competente e aggiornato per continuare da solo, e per il 46% per poter pianificare nel medio-lungo periodo con gli strumenti più̀ adatti. Secondo il 45% dei consulenti, inoltre, il risparmiatore “fai da te” ricontatta il professionista dopo aver subito delle perdite e per il 34% per scegliere prodotti o investire in mercati che non conosce.

Se ne è parlato con I top manager di Banca Generali, Fideuram Ispb e Banca Mediolanum che sono intervenuti per commentare i risultati emersi. Paolo Molesini ha ricordato: “La consulenza non è solo dare un buon consiglio, questa è solo la prima fase; bisogna anche trasformare un consiglio in azione e soprattutto saper gestire il risparmio nel tempo” aggiungendo “la fiducia è più facile che passi nel face to face, e noi agiamo nel mondo della fiducia”. Ai microfoni di Affaritaliani.it , l'amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking ha altresì spiegato: “Credo che il consulente finanziario porti molto valore al cliente, e non solo perché ha le informazioni, ma perché aiuta il cliente a fare delle azioni e lo supporta anche in un secondo momento. Per quanto riguarda il digitale, ha essenzialmente due vantaggi: costa poco ed è molto veloce ed è più user friendly per i giovani. Un giovane che ha oggi un piccolo capitale da investire difficilmente si affida a un banker perché preferirà lavorare via web, ma credo che abbiamo il dovere di intercettare questa fascia perché sono questi i grandi patrimoni del domani”.

Molesini, Fideuram:"Dobbiamo riuscire a lavorare con i giovani"

Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali ha messo in evidenza: “Sta cambiando la modalità d’accesso all’informazione e quando parliamo del digitale io vedo tre elementi pericolosi: il primo è un fenomeno ancora limitato che è quello del social trading, in cui si sta introducendo il concetto di emulazione dei “migliori”. Poi ci sono i forum: ci troveremo a confronto con un accesso all’informazione ad alto livello che avrà un forte consenso a cui ci dovremo abituare: non mi stupirebbe se un asset manager assumerebbe degli influencer. Il tema del digitale porta cose buone ma c’è un effetto collaterale che non è preso in considerazione” aggiungendo ad Affaritaliani.it: “Il digitale semplifica e velocizza ma porta anche a nuovi comportamenti finanziari rischiosi, ovvero alla tendenza a prendere come esempio persone con un carisma e una presenza digitale molto forte per delle scelte di investimento che necessitano un’analisi più approfondita, personalizzata e delle competenze specifiche che difficilmente si improvvisano”.

Mossa, Generali:" Digitale, non sottovalutiamo i rischi"

Gianluca Bosisio (Banca Mediolanum) ha infine chiosato: “Bisogna fare educazione finanziaria. Occorre conoscere ciò che si fa, avere un consulente”, ribadendo ad Affaritaliani.it: “L’educazione finanziaria è qualcosa che parte da lontano: un conto è investire ciò che si è risparmiato, un conto è gestire ciò che si risparmia. Noi siamo sostenitori del fatto che nell’ambito dell’approccio della quotidianità sia importante partire dai ricavi, quindi dal reddito, togliere ciò che è il risparmio, che significa pianificare la propria vita, e poi gestire i costi. Dalla ricerca è emerso che tutto è concentrato nel breve periodo, ma questo si può fare solo se qualcuno ha già risparmiato. Ecco perché siamo partiti da lontano e quando è stata fondata la nostra realtà abbiamo pensato ai piani di accumulo del risparmio. Se si insegna questa modalità al risparmiatore egli si troverà un gruzzoletto importante. Nell’ambito della gestione dell’educazione finanziaria è per noi altresì importante tutelare il cliente da quelli che sono i suoi bisogni e dagli eventi che capitano a tutti. Il concetto di risparmio è una tematica molto ampia legata anche all’emotività: serve qualcuno che ti spieghi cosa sta succedendo”.

Bosisio, Mediolanum:"Occore dare educazione finanziaria"

Salone del Risparmio 2019: Obbiettivo sostenibilità, è possibile?

Ma la Sostenibilità, è un obbiettivo o un sogno? “ Necessità!” chiosa Jeffrey Sachs, direttore dell'Earth Institute alla Columbia University,  in occasione della conferenza conclusiva di Assogestioni dal titolo “2030: alla conquista della sostenibilità. Quanto sono lontani e come raggiungere gli obbiettivi di sviluppo sostenibile?” , durante la quale viene  mostrato un estratto da un'intervista di Gian Maria Gros-Pietro, nella quale il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo sottolinea: “Finanza e etica devono camminare insieme. Da quando la finanza si è troppo specializzata si è dimenticata della vera funzione del risparmio, che deve essere una molla per la crescita". Parole con le quali sembra concludersi emblematicamente l’esperienza di questa edizione del Salone del Risparmio. 

 

 

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