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Economia
Farmaci, e-commerce e polizze: il futuro è la silver economy

Presto l’età diventerà ben più di un numero. Presto, e per la prima volta nella storia dell’umanità, le persone ultra 65enni saranno in numero superiore a livello globale rispetto alle persone sotto i cinque anni. Che impatto può avere l'invecchiamento della popolazione sulle economie, sui mercati finanziari globali, sul settore sanitario e in ultima istanza sui risparmiatori? Quanto può espandersi la cosiddetta "silver economy"? Alcuni professionisti degli investimenti di Natixis Global Asset Management esprimono il loro parere al riguardo.

“Come sottolineano i vari esperti, la silver economy non ha solamente effetti su quelli che potranno essere i settori finanziari più promettenti – afferma Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global Asset Management -. Il progressivo invecchiamento della popolazione pone e ci pone come industria dell’asset management delle nuove sfide: come poter garantire le risorse necessarie in vista del pensionamento, come coniugare crescita e protezione del capitale, come raggiungere obiettivi finanziari di lungo periodo per un numero sempre maggiore di clienti? Risparmiatori, soggetti istituzionali, consulenti finanziari hanno oggi, tutti, la necessità di una maggiore consapevolezza e di nuovi approcci di investimento. Il nostro obiettivo come Natixis Global Asset Management è costruire portafogli durevoli, capaci di affrontare diversi scenari di mercato, focalizzati sulle reali necessità dei clienti, su obiettivi personali e su strategie basate sul rischio”.

"La longevità e l'invecchiamento della popolazione avranno probabilmente un impatto enorme sulle economie più avanzate nei prossimi decenni - spiega Jens Peers, CIO, Sustainable Equities Mirova -. Il fatto che i baby boomers siano prossimi alla pensione avrà un impatto sostanziale anche sullo sviluppo delle nostre economie, sia in positivo che in negativo". Il costo dell'invecchiamento della popolazione può incidere pesantemente sui sistemi assistenziali pubblici e privati per gli anziani. Al contempo, però, una popolazione che invecchia può agire anche da motore per la crescita economica. Lo stile di vita e le esigenze di spesa delle persone anziane è diverso da quello dei giovani. La “silver economy” si sta allargando sempre di più: entro il 2030, si prevede che tale fascia dell'economia contribuirà per il 50% del prodotto interno lordo (PIL) statunitense e giapponese. In questo caso, il settore sanitario, dei consumi e finanziario possono fornire buone opportunità di investimento.

Domanda di assistenza sanitaria in crescita  - Con l'aumento della popolazione ultra 65enne, è chiaro che si presentano molte opportunità in ambito sanitario. Esiste una forte connessione tra l'invecchiamento e le malattie croniche come la patologie cardiovascolari, il cancro e il diabete. Le malattie cardiache e il cancro sono attualmente due delle principali cause di morte. L'Alzheimer e il Parkinson sono due ulteriori condizioni legate all'anzianità, per le quali non esiste ancora una cura. Anche il settore dei dispositivi medici è in forte crescita, essendo questi strumenti pensati principalmente per gli anziani. Ad esempio, l'età media per la sostituzione dell'anca negli Stati Uniti è di 64 anni mentre è di 69 anni per un primo utilizzo di un apparecchio acustico2. In relazione a quest'ultimo, si stima che il 35-40% della popolazione ultra 65enne sia non udente. Ciò nonostante, solo il 10-25% utilizza un apparecchio acustico. Altre opportunità legate alla salute possono essere rinvenute negli occhiali da lettura, nella cura dentale, nelle case di cura ecc.

Cambiamenti nelle abitudini di spesa Con l'invecchiamento, cambiano le abitudini di spesa. La spesa per beni discrezionali si riduce, mentre aumenta la spesa per gli alimenti base e il tempo libero. Vi è una crescente consapevolezza dei temi legati a salute e benessere, il che condiziona anch'essa la spesa. La necessità di apparire e sentirsi giovani è anch'essa un motore importante per la domanda di prodotti per la cura della pelle, e le persone anziane sono disposte a spendere considerevolmente per questi prodotti. L'invecchiamento non condiziona solo ciò che compriamo, ma anche come e dove compriamo. Grandi negozi fuori città diventano meno attraenti, mentre la comodità e la prossimità acquistano importanza. Anche Internet può beneficiarne: gli ultra 55enni si sono adattati lentamente all’utilizzo di applicazioni online, ma tale fascia di età sta crescendo molto velocemente da un punto di vista numerico negli ultimi anni. Altre opportunità sono riscontrabili nella ristrutturazione e nell'adattamento delle abitazioni alle esigenze degli anziani, oltre che nella crescente necessità di formazione derivante dal fatto che la tecnologia sta cambiando la tipologia di molte professioni e che l'età pensionistica si sta allungando a causa delle pressioni sul sistema previdenziale.

Invecchiamento e sistema finanziario - Infine, la longevità rappresenta anche un rischio per il sistema finanziario. In particolare, gli enti che erogano rendite e pensioni potrebbero trovarsi sotto pressione laddove debbano effettuare pagamenti per periodi più lunghi rispetto a quanto anticipato. Nei paesi in cui ci si affida notevolmente al sistema pensionistico statale, la longevità avrà un impatto enorme sulla finanza pubblica. È chiaro che i singoli individui dovranno versare contributi sempre maggiori, il che dovrebbe far crescere la domanda di polizze vita e di prodotti di gestione del risparmio, così come soluzioni più innovative come i mutui inversi. La ricerca di entrate supplementari potrebbe anche far aumentare la domanda di titoli che pagano dividendi e cedole elevati, sostenendone le valutazioni.

"Il baby-boom successivo alla seconda guerra mondiale ha determinato anche un boom dei consumi a livello globale - afferma David Lafferty, Chief Market Strategist Natixis Global Asset Management -. I 76 milioni di cittadini statunitensi nati tra il 1946 ed il 1964, sommati al numero altrettanto elevato di nuovi nati nel resto del mondo, hanno vissuto gli anni migliori a livello di entrate e consumi, ovvero dagli anni Ottanta ai primi anni 2000". A quel tempo, nel mondo sviluppato, i risparmi a fini pensionistici divennero il primo obiettivo di investimento. Negli Stati Uniti, tale obiettivo fu supportato dalla creazione a metà degli anni Ottanta di conti di risparmio ad imposte differite, ossia l'IRA e il piano 401(k). Nella "fase dell'accumulo", i baby boomer confluirono risorse in tali conti di nuova istituzione e supportarono la rapida espansione dei fondi comuni. Poiché tali risparmi erano destinati alla pensione, gran parte di tali flussi confluirono sui mercati azionari. Oggi, con l'aumento degli ultra 65enni al ritmo di circa 10.000 americani al giorno, la stessa generazione si trova a dover affrontare le esigenze della "fase distributiva". Abbandonata la fase primaria dell'accumulo, il nuovo obiettivo dei boomer è quello di individuare asset che generino una rendita, e tale tendenza avrà importanti effetti sui mercati di capitale.

Domanda di redditi integrativi in crescita  - È probabile che la domanda di reddito ponga una pressione rialzista sui prezzi degli strumenti obbligazionari - ed una pressione ribassista su quelle rendite che sono già a livelli storicamente bassi. Riteniamo che aumenteranno le rendite nel lungo termine, ma le necessità dei baby boomer creeranno una "offerta costante" per qualsiasi asset che generi un reddito. A fronte di tale situazione demografica, l'aumento a lungo atteso dei tassi potrebbe essere maggiormente graduale e potrebbe avvenire più lentamente del previsto. È probabile che i sell-off obbligazionari incontrino una forte richiesta e che gli investitori, affamati di rendite, vogliano cogliere questa opportunità; quindi il passaggio verso l'aumento dei tassi potrebbe avvenire “a singhiozzo”. Ne abbiamo avuto un assaggio all'inizio di agosto, quando il sell-off sul mercato obbligazionario high-yield è durato meno di un mese. Gli stessi principi valgono per altre asset class che generano income: basti pensare ai titoli che pagano dividendi, ai real estate investment trust (REITs), alle azioni privilegiate e alle Managed Limited Partnership (MLP) sul mercato immobiliare. Nell'attuale contesto di bassi tassi d’interesse, tutti gli asset che producono income hanno un prezzo elevato, e sarà difficile che questo trend si inverta prima che gli ultimi boomer compiano 65 anni, nel 2029.

Per Jeanne Gilchrist, Global Equity Analyst Loomis, Sayles & Company, basta pensare ai nostri genitori, nonni o anche a noi stessi per comprendere che l'invecchiamento del corpo indica l'inizio del suo declino - il che significa più visite mediche, più medicinali ed un ricorso maggiore a servizi e strumenti sanitari nel complesso. Tale contesto porrà delle sfide globali nel futuro, ma offrirà anche opportunità. Sebbene sia difficile analizzare tali opportunità in termini globali a causa delle notevoli differenze tra paesi in termini di regolamentazione e rimborsi, vediamo alcuni vasti settori nel mondo sanitario che beneficeranno dell'invecchiamento della popolazione, tra cui le società farmaceutiche/biotecnologiche, i produttori di farmaci generici/biosimilari e le strutture sanitarie/ospedaliere.

Farmaci e biotecnologia - Sebbene i prezzi dei farmaci siano un costante argomento di dibattito, i medicinali a ingestione e iniezione restano uno dei modi migliori per consentire un trattamento sicuramente più conveniente rispetto ai costi del ricovero ospedaliero, o per la prevenzione su base globale. Poiché le malattie cardiache, il cancro e il diabete sono le cause principali di morte nelle fasce più anziane della popolazione, guardiamo ai produttori di farmaci che possono introdurre sul mercato medicinali innovativi e consentirne una distribuzione globale. Società come Novartis (cure cardiache), Novo Nordisk (diabete) e Bristol Myers (oncologia) offrono prodotti pensati per una popolazione che invecchia sempre più; inoltre, offrono importanti opportunità informative a servizio futuro di tale fascia di età. Il rischio di malattie degenerative come l'Alzheimer aumenta notevolmente con l'età. Sebbene i trattamenti medici efficaci per l'Alzheimer restino elusivi, le società farmaceutiche stanno compiendo notevoli progressi in tema di ricerca e sviluppo. Le società farmaceutiche che investono molto in questo ambito comprendono la Eli Lilly, Pfizer e Roche. (Quanto espresso in relazione a tali aziende non deve essere visto come una raccomandazione ad acquistare o vendere un qualsiasi titolo). Il ”Santo Graal” dello sviluppo dei medicinali consiste nel fornire una cura efficace. Gilead Sciences sta per lanciare una cura efficace quasi al 100% per i soggetti affetti da epatite cronica di tipo C, sotto forma di un pillola da assumere una volta al giorno per otto settimane. Perfino negli Stati Uniti, prima dell'innovazione introdotta da Gilead, il trattamento era oneroso per il paziente, con dei tassi di riuscita molto bassi. E poiché le scorte di sangue negli Stati Uniti non sono state oggetto di screening fino al 1992 (l'epatite C è un virus che origina nel sangue), i baby boomer presentano un rischio maggiore di contrarre tale malattia. Solo negli Stati Uniti, si stima che più di 3 milioni di soggetti abbiano un'infezione cronica.

Farmaci generici - In media, i soggetti tra i 60 e i 69 anni assumono quasi 14 medicinali all'anno e i soggetti tra gli 80 e gli 84 anni assumono una media di 18 medicinali all'anno. Oggi, negli Stati Uniti gli anziani rappresentano circa il 13% della popolazione ma consumano il 40% dei medicinali con ricetta e il 35% di tutti i farmaci da banco, secondo la Food & Drug Administration statunitense. Poiché i medicinali di marca perdono l'esclusiva (i brevetti variano a seconda del paese e non tutti i farmaci sono "facilmente" copiabili) nei 5- 15 anni che seguono il loro lancio sul mercato, vi sono notevoli opportunità per i produttori di farmaci generici che producono farmaci di alta qualità ad un buon prezzo. La scala globale è un vantaggio importante oltre ad una efficace distribuzione globale. Le società attive in tal senso comprendono Novartis (divisione Sandoz), Mylan Labs, Sanofi e Aspen Pharmacare.

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