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Salva-infrazioni/ Dalla privatizzazione dell'acqua alle utilities: il Governo ottinene la fiducia

Mercoledí 18.11.2009 17:42
Andrea Ronchi
Andrea Ronchi
Fiducia per il governo alla Camera sul decreto 'salva-infrazioni',
che prevede tra l'altro la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, acqua compresa. I votanti sono stati 590, i si' 320 e i no 270. Il voto finale sul provvedimento e' previsto per domani.

Se la questione liberalizazzione dell'acqua e' quella che ha scatenato piu' polemiche, sono molte le norme contenute nel decreto 'omnibus' del ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, destinato a sanare infrazioni contestate dall'Unione europea.

Per i servizi pubblici locali arriva la liberalizzazione, mentre slitta al 30 giugno 2010 la data entro la quale il governo dovra' varare il primo decreto attuativo del federalismo fiscale. Poi, tra l'altro, arrivera' un elenco gestito dal Garante della privacy per non ricevere piu' gli spot promozionali al telefono; a decorrere rispettivamente dall'1 gennaio 2010 e dall'1 gennaio 2011 gli elettrodomestici e le lampadine potranno essere messi in commercio solo se rispetteranno i requisiti minimi di eco-compatibilita' previsti dall'Ue.

Arrivano poi sanzioni amministrative fino a 250mila euro in caso di uso di marchi che inducono il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana senza che gli stessi siano accompagnati da indicazioni precise ed evidenti sull'origine o provenienza estera o comunque sufficienti ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore sull'effettiva origine del prodotto.

Immediata la protesta dei consumatori. Il Codacons ha stimato quanto pesera' sulle tasche delle famiglie italiane la privatizzazione dell'acqua: una vera e propria 'stangata' calcolata in un rincaro tariffario del 30%, pari a circa 80 euro. Se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perche' il nuovo sistema vada a regime - spiega l'associazione - alla fine di questo processo il rischio concreto e' quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell'acqua. Se nel 2009 una famiglia media italiana spendera' 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d'acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spendera' in media 348 euro all'anno, con un incremento di 80 euro, pari al 30%. Si determinera', cioe', un aumento del costo del servizio a carico dell'utenza, generato dalla necessita' per i privati di fornire una attivita' che sia per loro remunerativa. I consumatori, insomma, finiranno per pagare non solo il costo, conclude il Codacons, ma anche il profitto del privato che deve necessariamente conseguire un utile dalla fornitura idrica.



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