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Economia
Snam, 100 milioni per sviluppare la filiera italiana del “gas verde”

Snam punta 100 milioni di euro sulla nuova frontiera del gas naturale, il biometano, una fonte rinnovabile che si ottiene dalla purificazione del biogas ricavato dai rifiuti organici urbani o da prodotti e sottoprodotti della filiera agricola e agroindustriale. 

La società guidata dall’amministratore delegato Marco Alverà mira a realizzare impianti di produzione di biometano da sola o in partnership con altri soggetti. A questo proposito, nelle scorse settimane, ha acquisito per 2 milioni di euro il 100% di Enersi Sicilia, società proprietaria di un titolo autorizzativo per costruire un’infrastruttura di produzione di biometano da Forsu (frazione organica dei rifiuti urbani) nell’isola.

Il biometano è una delle nuove leve di sviluppo di Snam, la principale utility europea del gas: gli investimenti per realizzare i nuovi impianti di “gas verde” rientrano nel progetto Snamtec, un piano da 850 milioni al 2022 nell’innovazione e nella transizione energetica. “Snam – spiega l’ad, Marco Alverà – punta a essere l’acceleratore della filiera italiana del biometano, che può dare un contributo essenziale alla riduzione dell’anidride carbonica, in Italia e non solo, e alla gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare”.  

Snam è in grado di realizzare impianti di biometano grazie a IES Biogas, la società di Pordenone di cui l’utility ha acquisito il controllo nei mesi scorsi. IES è uno dei maggiori operatori italiani del settore e opera anche all’estero. 

Il biometano è chimicamente identico al metano, quindi può essere trasportato e stoccato come il gas tradizionale e sfruttare le infrastrutture esistenti senza bisogno di adeguamenti. Secondo le stime del Cib (Consorzio italiano biogas), l’Italia può produrne 8 miliardi di metri cubi entro il 2030, che equivalgono a più del 10% del fabbisogno nazionale di gas. 

Il biometano si candida a un ruolo da protagonista nella mobilità sostenibile, soprattutto dopo l’emanazione del decreto incentivi del marzo scorso, focalizzato sul suo utilizzo proprio nel settore dei trasporti. Un’automobile alimentata a gas rinnovabile, infatti, ha emissioni ancora più contenute rispetto a quelle, già basse, di un veicolo a metano (o CNG – gas naturale compresso). E il biometano, in futuro, potrà anche essere liquefatto e trasformato in bio-GNL, l’unica tecnologia oggi esistente per rifornire i camion con camion totalmente rinnovabili e a zero CO2: a questo scopo Snam ha avviato un progetto congiunto con Baker Hughes (Ge) che porterà alla costruzione dei primi impianti di micro-liquefazione in Italia.

Parallelamente a queste iniziative, proseguono le manifestazioni d’interesse dei produttori italiani di biometano per l’allacciamento alla rete Snam: ad oggi sono circa 900. Uno degli ultimi impianti collegati è quello di AnzioBioWaste, che inizierà a immettere il proprio biometano nei metanodotti italiani nella prima metà del 2019. L’infrastruttura progettata, realizzata e gestita dalla società del Gruppo Asja Ambiente Italia è in grado di produrre 3,5 milioni di metri cubi di biometano all’anno, smaltendo 36.000 tonnellate annue di Forsu e 14.000 tonnellate di altri rifiuti organici. Il gas rinnovabile prodotto da AnzioBioWaste potrà soddisfare il fabbisogno annuo di 2.500 famiglie o rifornire 502 auto al giorno, per un risparmio annuale di 2.870 tonnellate equivalenti di petrolio. Le altre infrastrutture già allacciate alla rete Snam si trovano a Montello (Bergamo), Rende (Cosenza), Sant’Agata Bolognese (Bologna) e Milano.

Le aziende europee sono pronte a giocarsi la carta del biometano per la decarbonizzazione. Il gruppo Gas for Climate, che riunisce – oltre alla stessa Snam – altri operatori di infrastrutture energetiche, ha commissionato alla società di consulenza Ecofys uno studio i cui risultati dimostrano che la produzione e l’utilizzo di biometano e altri gas rinnovabili (come l’idrogeno) nelle infrastrutture gas esistenti consentirebbe all’Europa di centrare gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi risparmiando circa 140 miliardi di euro l’anno entro il 2050.

Intanto Snam ha iniziato il 2019 incassando due promozioni dagli analisti: nei primi giorni dell’anno, infatti, l’azienda è balzata in testa alle “best picks” di Kepler-Chevreux tra le utility regolate italiane e ha visto incrementare il giudizio sul proprio titolo, da “neutral” a “outperform”, da parte di Exane BNP Paribas.

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