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Economia
Stabilità, dal bonus bebè al tfr: i dubbi dei tecnici del Senato

Dal piano buona scuola al bonus di 80 euro, dalla compensazione delle cartelle esattoriali, all'Irap al Tfr in busta paga sono diverse le richieste di chiarimenti e i rilievi dei tecnici del servizio Bilancio del Senato al ddl stabilita'. Tanto piu' che, si legge nel dossier, manca la relazione tecnica di alcune misure come quella sull'innalzamento della soglia di esenzione per i buoni pasti o quella sulla compensazione dei debiti fiscali delle imprese con i crediti verso la Pa.

- LA BUONA SCUOLA: Per i profili di quantificazione e copertura, scrivono i tecnici del Senato, considerato che gli oneri sono principalmente correlati alla spesa per le assunzioni e per per le ricostruzioni di carriera dei lavoratori da stabilizzare, occorre necessariamente segnalare che la relazione tecnica non fornisce i necessari primi elementi circa la platea interessata. Cio' al fine di consentire almeno una prima valutazione, circa l'adeguatezza delle risorse stanziate nel fondo ad assicurarne la integrale copertura finanziaria, con la stima dei costi concernenti la ricostruzione di carriera cui avranno diritto coloro che saranno assunti per effetto della immissione in ruolo.

- BONUS 80 EURO: Sarebbe quantomeno opportuno, si legge nel dossier, acquisire rassicurazioni in merito al fatto che siano stati adeguatamente considerati possibili cambiamenti, nel tempo, della numerosita' dei diversi soggetti interessati dal bonus. L'eventuale mutamento del tempo della numerosita' della platea appare "suscettibile di influire sugli effetti finanziari" delle disposizioni in esame.

 - RIENTRO DEI CERVELLI: la misura, si legge nel dossier del servizio Bilancio, appare suscettibile di determinare effetti finanziari pur se di entita' verosimilmente non rilevante.

- COMPENSAZIONE DEBITI-CREDITI: la disposizione puo' dar luogo ad un flusso di cassa non coincidente, per importi e tempi, con i flussi finanziari che si sarebbero determinati a legislazione vigente, con possibile incidenza sul fabbisogno.

- DEDUZIONE COSTO LAVORO DA IRAP: andrebbero fornite maggiori informazioni "sull'invarianza nel tempo degli andamenti di gettito". In particolare, rilevano i tecnici del Senato, la relazione tecnica ha acquisito come costante il maggior gettito derivante dalla minore deducibilita' dell'Irap dalle imposte sui redditi, laddove e' verosimile che le imprese, qualora dispongano di maggiori risorse finanziarie, potranno almeno per una quota decidere di fare nuovi acquisti, investimenti o assunzioni, con cio' aumentando le componenti negative di reddito e conseguentemente diminuendo la base imponibile Ires/Irpef. Questo potrebbe tradursi anche in un minor gettito rispetto a quello atteso. "Pertanto si chiedono chiarimenti".

- TFR IN BUSTA PAGA: "appare necessario acquisire dal Governo chiarimenti circa gli eventuali effetti finanziari derivanti dalla garanzia di ultima istanza prestata dallo Stato al credito agevolato per le imprese con meno di 49 addetti che e facciano richiesta". Inoltre "ulteriori chiarimenti appaiono necessari circa gli effetti sui saldi di finanza pubblica della quota di 100 milioni di euro per il 2015, atteso che la stessa viene imputata interamente al 2015 per quanto riguarda l'indebitamento, frazionandosi in quote annue di 10 milioni di euro nel triennio 2015-2017 per quanto riguarda il fabbisogno".

- SGRAVI PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO: poiche' si e' in presenza di una previsione di spesa per cui non e' stato fissato un limite massimo "e' necessaria una specifica clausola di salvaguardia" per la compensazione degli effetti finanziari che eventualmente eccedano le previsioni.

- BONUS MAMME: visto "il notevole restringimento" della platea dei beneficiari rispetto alla versione iniziale della norma, la previsione dell'onere e' da ritenersi "incongrua e sovrabbondante".

- CONTRASTO A LUDOPATIA: va assicurata la compatibilita' della misura con l'equilibrio finanziario complessivo del Servizio sanitario nazionale. - REGIONI: i risparmi ascritti risultano aggiuntivi rispetto a quelli richiesti alle regioni a legislazione vigente, per cui va valutato se tali misure siano conseguibili dai predetti enti e, ad ogni modo, sostenibili, atteso che la norma impone alle regioni di garantire comunque il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza.

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legge stabilitàbonus bebètfr
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