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Economia
Talenti nel settore Life Science 2018, presentata la survey di Kelly Services

Nella cornice d’eccezione del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, sono stati presentati oggi i risultati della ricerca Europea dedicata al mondo delle Life Science, condotta da Kelly Services.

Contratti a tempo determinato, tecnologia vista come un’occasione e alta propensione a trasferirsi all’estero: questi i temi presentati oggi a Milano nel corso dell’incontro organizzato da Kelly Services e Boston Consulting Group, a testimonianza del fatto che il cambiamento non fa paura nel settore Life science

In particolare Cristian Sala, Amministratore Delegato di Kelly Services Italia, e Augusto Incampo, Project Leader di Boston Consulting Group, hanno approfondito temi legati all’industria farmaceutica, alla biotecnologica, alla produzione di dispositivi biomedici e ai servizi sanitari, tutti ambiti che, in questi anni, non hanno risentito della crisi e hanno contribuito significativamente allo sviluppo economico nazionale.

“Negli ultimi trent’anni, abbiamo sviluppato una vera e propria expertise nelle Life Science, assistendo a tutti i più importanti cambiamenti che hanno interessato il settore. Con l’avvento di tecnologie sempre più innovative e la nascita di nuovi ambiti di specializzazione, la carenza di competenze specifiche ha fatto sì che le aziende manifestassero l’esigenza di una forte strategia di reclutamento e fidelizzazione dei talenti. Dare sempre maggiore importanza alla persona, valorizzare al meglio le competenze e capire cosa desiderino davvero questi professionisti è diventato un nodo chiave per le imprese, ma soprattutto per noi”, ha spiegato Cristian Sala, aggiungendo ai microfoni di Affaritaliani.it: "La giornata di oggi è per noi importantissima, perché rappresenta il primo evento Life Science di Kelly in Italia e vedrà la partnership importante di Boston Consulting che ci presenterà i trend di mercato, apportando una visione strategica sul futuro di questo settore importante. Successivamente avrò l’onore e il piacere di presentare una survey di Kelly a livello europeo proprio sul Life Science. Emergono molte cose interessanti sia sulle dinamiche occupazionali e soprattutto sul sentiment di questi professionisti, questi ‘talenti’ che ci richiedono. Per noi è importante incontrare il punto di vista dei clienti perché ne ricaviamo dei feedback fondamentali per fare il nostro lavoro al meglio. Inoltre non sarà l’unico evento, pensiamo di replicare".

Video-Sala, Kelly:"Oggi primo evento Life Science, intendiamo replicare"

Augusto Incampo, intervistato da Affaritaliani.it ha invece sottolineato :" Oggi cercheremo di guardare ai trend e alle novità che stiamo osservando nel settore. Discuteremo insieme sulle implicazioni per le aziende coinvolte,  che vedono un'epoca di grande trasformazione con grandi opportunità che vengono sopratutto dal mondo digital, dei big data ecc.. questa trasformazione richiede per le aziende non solo un focus strategico ma anche il cercare di portare dentro competenze nuove".

Incampo, Boston Consulting :"Life Science, oggi importante occasione di confronto"

 

“Talenti nel settore Life Science 2018”, la ricerca condotta da Kelly Services

Da qui è nata la necessità di realizzare una ricerca dedicata dal titolo “Talenti nel settore Life Science 2018”. La survey, condotta da Kelly Services in 7 Paesi europei (Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Germania e Olanda), mette in luce i desideri e le aspettative di oltre 1.400 professionisti.

Uno dei primi dati che emerge dall’indagine è sicuramente quello legato alla tipologia contrattuale: nonostante un quarto della forza lavoro Europea sia assunta a tempo indeterminato, le Life Science hanno un livello di lavoratori occasionali più alto della media. Tra gli intervistati nel nostro Paese, sono il 67% i lavoratori impiegati con un contratto diverso da quello a tempo indeterminato (somministrati, ad interim, freelance etc.)

Questo non rappresenta, però, un problema: il 24% degli intervistati sottolinea come un contratto a termine conceda una maggiore libertà di fare progetti nella vita privata, il 17% lo vede come un’opportunità di ampliare le proprie conoscenze/esperienze, mentre il 14% ne mette in luce la flessibilità, intesa come occasione per cambiare spesso ruolo e posto di lavoro.

La voglia di intraprendere una “carriera” sempre nuova è una caratteristica distintiva dei professionisti Life Science, soprattutto nel nostro Paese, dove il 57% ha dichiarato di essere alla costante ricerca di un nuovo impiego. Il desiderio di migliorare la propria posizione lavorativa, conquistando ruoli e mansioni sempre più stimolanti, viene confermato anche dalla propensione al trasferimento. A livello europeo la media si attesta intorno al 56%, mentre i nostri connazionali affermano di aver cambiato casa per svolgere le proprie mansioni o per accettare un impiego nel 53% dei casi. Di questi, solo il 12% ha valicato i confini trasferendosi all’estero.

Chi non si è ancora trasferito, però, non esclude questa possibilità, anzi sono molteplici le motivazioni che spingerebbero questi professionisti a farlo. La più citata, soprattutto dagli italiani (78% degli intervistati) è  quella di una migliore offerta lavorativa, che implica anche delle considerazioni legate alla retribuzione. Quest’ultima varia considerevolmente da Paese a Paese e a seconda del ruolo che si ricopre. I Medical Science Liaison, in Italia, sono i professionisti più pagati del settore con una ral di 62.100 euro, che può arrivare a 77.000 euro in Germania, fino a toccare 94.190 euro in Svizzera.

Questo approccio, più aperto e flessibile, dei professionisti Life Science è da imputarsi principalmente ai cambiamenti che il settore ha subito nel corso degli ultimi anni. L’avvento di tecnologie sempre più sofisticate e dell’intelligenza artificiale ha fatto sì che i lavoratori ampliassero la propria sete di esperienze e di novità. Nel settore, infatti, la tecnologia e l’innovazione vengono considerate delle importantissime opportunità e non degli ostacoli. Basti pensare che la grande maggioranza (72%) degli intervistati a livello europeo è consapevole che, nei prossimi cinque anni, il proprio ruolo andrà incontro a una progressiva automatizzazione e vede questa evoluzione come un’occasione per ottimizzare i propri risultati tramite tecnologie sempre più innovative.

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