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Telecom/ La guerra dei Fossati affossa il titolo: -4%

Martedí 22.07.2008 10:03

Market Movers/ Piazza Affari in leggero rialzo 

Vodafone/ Fatturato annuale sotto le attese

Piazza Affari/ Editoriali a picco

Telecom Italia in forte calo a Piazza Affari in scia al tonfo di Vodafone (-9%, vedi box) e al pressing della famiglia Fossati, azionista della compagnia telefonica con una quota del 4,5% non vincolata in Telco, la holding di controllo della società.

Alla chiusura delle contrattazioni, il titolo cede il 4,53% e si porta  a quota 1,20 euro si riporta dopo aver toccato il livello più basso degli ultimi 11 anni.

La Findim della famiglia Fossati, che ha in pancia la partecipazione in Telecom, ha annunciato un proprio piano "se il management non presenterà una nuova strategia entro agosto". E lo ha fatto in una maniera tanto plateale. ovvero attraverso le agenzie di stampa, da far pensare che dietro ci sia una strategia ben precisa.

E mentre molti si chiedono perché e per chi i Fossati abbiano deciso di scuotere la Telecom, almeno un obiettivo è chiaro a tutti. La Findim punta innanzitutto a frenare l’emorragia del titolo in Borsa che negli ultimi sei mesi ha perso il 41,68% e che resta sotto quota 1,30 euro ad azione, molto al di sotto di quei 2,6 euro per azione pagati meno di un anno fa da Telefonica e dagli azionisti italiani di Telco, ma anche più giù dell'1,7 euro sborsato da Findim per il suo 4,45%.

Intanto, gli occhi sono puntati su venerdì 8 agosto, quando è convocato il consiglio di amministrazione della compagnia telefonica che dovrà licenziare i conti relativi al primo semestre, anche se è molto difficile che Galateri e Bernabè presentino davvero quel nuovo piano tanto invocato daqi Fossati.

Dossier illeciti/ Chiuse le indagini. Tronchetti: è emersa la verità

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Dossier illegali/ Fassino attacca Tavaroli
"L'affermazione, pubblicata nell'intervista di Giuseppe D'Avanzo al sig. Tavaroli, secondo cui non meglio precisate tangenti sarebbero 'approdate a Londra nel conto dell'Oak Fund a cui erano interessati i fratelli Magnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino' è una pura falsità, inventata di sana pianta. Non conosco i fratelli Magnoni. Non ho mai avuto firme su conti esteri né a Londra, né altrove. Non so neanche cosa sia l'Oak Fund. Per queste ragioni ho immediatamente dato mandato ai miei legali di tutelarmi contro Tavaroli, D'Avanzo e chiunque altro sia responsabile di questa vigliaccata, nonché contro chiunque continuasse a diffonderla.Trovo inconcepibile che La  Repubblica pubblichi - e per di più richiamandola con titoli di prima e seconda pagina e mia fotografia - una notizia del tutto falsa senza neanche verificarne non dico la fondatezza, ma la minima attendibilità. Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà di stampa, che non c'entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta e pulita ledendone la onorabilità e la dignità.E questo è inaccettabile"

E il Pd fa quadrato
"Un'operazione indecente". Questa la reazione al largo del Nazareno dopo aver letto i giornali, e in
particolare Repubblica, che pubblicano ancora le affermazioni "a ruota libera" di Giuliano Tavaroli. Il Pd e' "indignato" e "stupito" del fatto che si possa dare "una così pubblica tribuna a un individuo come Tavaroli, senza nessuna prova". E subito il partito si schiera compatto al fianco di Piero Fassino, indicato dallo 007 della Telecom come uno dei due possessori di un presunto fondo estero a Londra. E quindi coinvolto direttamente con una precisa responsabilità, a differenza di D'Alema. Per il Pd, dunque, le posizioni dei due ex dirigenti Ds non sono assimilabili e per questo ora è ritenuto necessario scendere in campo a deciso sostegno di Fassino. Walter Veltroni non indugia un solo attimo a esprimere ufficialmente la sua solidarieta' e stima all'ex segretario Ds e tutto il vertice del Pd fa quadrato: "accuse infondate e assurde". E' mattina quando Veltroni, Fassino e gli altri componenti del coordinamento ristretto si ritrovano nella sede del partito per una riunione: e li' c'e' un primo scambio di vedute sulla vicenda che sta occupando da alcuni giorni le pagine di Repubblica. Bisogna reagire, e' il ragionamento, ma attenzione a non dare credito e legittimità alle parole in libertà di Tavaroli. Dunque, è la linea, nessuna dietrologia o ricostruzione sul perche' di questa 'operazione' e, soprattutto, sul perché ora. Ma una netta presa di distanza, una ferma condanna e pieno appoggio e stima a Fassino.Chi ha parlato con l'ex segretario Ds lo descrive davvero amareggiato ma anche profondamente irritato. Fassino non ha mai avuto conti all'estero, affermano i suoi. E poi, perche' dare tanto spazio ad una persona come Tavaroli, che non ha nessun credito e attendibilita', ed e' addirittura peggio del gia' noto Igor Marini?, ci si chiede al Pd. Ma cio' che "più sconvolge", spiegano alcune fonti vicine a Fassino, è la constatazione del "venir meno dell'etica e della responsabilità dell'informazione, dei giornali. Questa e' una prova di democrazia malata". E si precisa: la nota diffusa oggi da Fassino e' un avvertimento a tutti. Pronte azioni legali per tutelare la dignita' e l'onesta' di Piero Fassino. "Un'operazione indecente - si ripete al Nazareno - perche' non si pubblicano atti di un'inchiesta, ma parole di un indagato che parla senza l'onere della prova e ammette di non avere nulla da perdere. E' chiaro che Tavaroli spara sul mucchio".



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