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Economia
Borsa: si attenua tensione sullo spread (278 punti), Milano chiude in rialzo

Chiusura in rialzo per le Borse europee confortante dall'andamento positivo di Wall Street. I rapporti tra Stati Uniti e Cina sono tuttavia rimasti sotto osservazione dopo l'ordine del presidente americano, Donald Trump, di vietare alle aziende Usa l'uso di apparecchiature di tlc realizzate da societa' estere. Un provvedimento che penalizza piu' che altro la cinese Huawei. Milano ha terminato in rialzo dell'1,38%, mentre lo spread e' migliorato a 277,7 punti, allontanandosi vistosamente dal top di ieri sopra i 290 punti. A Piazza Affari hanno rialzato la testa le azioni delle banche, dopo la debolezza delle ultime sedute. Ubi e' stata la migliore con un rialzo del 3,9%.

Dopo la fiammata di ieri, hanno invece battuto in ritirata le azioni auto europee. Sono pero' salite le Fca (+1,1%) e le Ferrari (+0,7%). Generali ha registrato un +0,8%, nel giorno della diffusione della trimestrale archiviata con un utile in rialzo del 28,1%. In coda al listino Moncler (-1,7%) e Pirelli (-1,2%). Sul fronte dei cambi, l'euro e' tornato sotto la soglia di 1,12 nei confronti del biglietto verde: passa di mano a 1,1178 dollari (ieri a 1,1207). La moneta unica vale inoltre 122,85 yen (122,7), mentre il rapporto dollaro/yen e' pari a 109,91 (da 109,5). Il greggio e' in netto rialzo: il wti, contratto con consegna a giugno, guadagna il 2,1%, attestandosi a 63,3 dollari al barile.

 Le Borse europee sono partite caute interrogandosi sull'impatto della decisione di Trump di vietare alle societa' Usa di utilizzare apparecchiature di telecomunicazione prodotte da 'avversari stranieri'. Il provvedimento, di fatto, colpisce piu' che altro le cinesi Huawei e Zte e dunque rende ancora piu' teso il clima per le trattative tra Stati Uniti e Cina sul commercio internazionale. Peraltro gia' ieri il dipartimento del Commercio statunitense ha comunicato di aver aggiunto Huawei e le sue societa' controllate alla propria lista nera, sollevando preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

La mossa potrebbe avere gravi implicazioni anche per le infrastrutture di telecomunicazione in tutto il mondo. Il colosso cinese ha risposto dicendo che le mosse americane 'non renderanno gli Stati Uniti piu' sicuri o piu' forti, ma costringeranno gli States ad alternative tecnologiche inferiori e piu' costose, lasciando il Paese indietro nello sviluppo delle reti 5G'.

Intanto ieri, sempre sul fronte del commercio internazionale, gli Stati Uniti hanno manifestato segnali distensivi verso l'Europa: secondo indiscrezioni Trump e' deciso a rinviare di sei mesi la possibile imposizione di tariffe sull'import di auto europee. A Piazza Affari hanno rialzato la testa le azioni delle banche, che invece avevano sofferto la vigilia. Banco Bpm e Ubi sono state le migliori, in progresso del 4,3%. Sono andate bene anche le Bper (+2,25%) e le Intesa Sanpaolo (+2,44%). Unicredit, pur salendo dell'1,7%, e' rimasta un passo indietro risentendo ancora dei dubbi su una eventuale operazione straordinaria con Commerzbank (+1,85% a Francoforte), anche se la banca nei giorni scorsi ha emesso un comunicato per ribadire di essere concentrata sul piano industriale 2019.

L'istituto ha inoltre smentito di aver firmato un mandato a Lazard e Jp Morgan per studiare l'operazione. Per contro dopo la fiammata di ieri, provocata dalle indiscrezioni su un rinvio di sei mesi dei dazi sull'auto da parte dell'amministrazione Trump, oggi hanno battuto la fiacca le azioni del comparto auto. Il sottoindice settoriale ha lasciato sul parterre lo 0,58%. Ma a Piazza Affari sono andate bene le Ferrari (+0,7%) e le Fca (+1,1%). Quest'ultime all'indomani della notizia che Moody's ha alzato il giudizio a Ba1 da Ba2. Pirelli ha invece accusato un ribasso dell'1,2%, il peggiore del Ftse Mib.

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