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Borse/ Toyota sale in borsa, nonostante l’estensione del programma di richiamo alle ibride modello 2010

Martedí 09.02.2010 15:24

TOYOTA, ITALIA, 260.000 RICHIAMI PER ACCELERATORE E 2.500 PRIUS - Sono 260.000 le Toyota che saranno richiamate in Italia per problemi all'acceleratore, cui si aggiungono 2.500 Prius che necessitano di assistenza sul sistema frenante dell'Abs. E' quanto precisa Toyota Italia sottolineando che il primo intervento ha una durata di 30 minuti e il secondo di 40. Da questa settimana, spiega un comunicato, "saranno inviate ai clienti potenzialmente coinvolti le lettere per prendere appuntamento presso il concessionario". Attraverso il numero verde Toyota 800 869 682, attivo 7 giorni su 7, e' inoltre possibile sapere se la propria auto e' coinvolta nelle campagne di richiamo e l'iter da seguire.
Il raggio di sole che non ti aspetti, in teoria, in una giornata nel complesso sottotono per il listino di Tokyo (-0,19%) e non solo: Toyota centra la terza seduta di recupero accelerando anzi il rimbalzo (+2,9%), nonostante per il produttore automobilistico giapponese il problema sorto attorno alla Prius, vettura ibrida più venduta al mondo, si sia nel frattempo rivelato peggiore di quanto inizialmente previsto.

Sono infatti emersi non solo problemi all’impianto dell’acceleratore, che già avevano costretto il gruppo a richiamare 5,35 milioni di vetture di vari modelli (in particolare la Prius, appunto), costruite tra il 2004 e il 2009, ma anche all’impianto frenante, tanto che il produttore ha esteso il richiamo a circa un ulteriore mezzo milione di vetture ibride di ultima produzione (i modelli 2010 costruiti nei mesi scorsi).

All’origine dell’ulteriore richiamo sarebbe un difetto al software, proprio come aveva già segnalato, in un’intervista rimbalzata subito in rete e di cui Affaritaliani.it vi aveva riferito mercoledì scorso, il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, secondo il quale sua Prius (un modello 2010) avrebbe “non intenzionalmente” accelerato fino alle 97 miglia orarie (circa 156 Km all’ora), senza rispondere correttamente ai movimenti del piede e costringendo Wozniak a frenare per ridurre la velocità ed evitare il rischio di una pesante multa (se non del ritiro della patente), oltre a possibili incidenti.

Lì per lì Toyota aveva fatto spallucce spiegando di non aver mai ricevuto, nonostante Wozniak affermasse il contrario, alcuna lamentela al riguardo. Aveva tuttavia prudentemente spiegato che avrebbe “prontamente” investigato sull’accaduto e agito di conseguenza. Ora dopo neanche una settimana il nuovo richiamo riguarda 437 mila tra Sai, Prius, Prius PHV (“plug-in hybrid”) e Lexus HS250h, tutti modelli 2010. Di questi 155 mila sono stati venduti negli Usa, 223 mila in Giappone, 53 mila in Europa e 5 mila nel resto del mondo.

Per non correre rischi anche la Us National Highway Traffic Safety Administration, ossia l’ente cui spetta di vigilare sulla sicurezza stradale ha intanto lanciato un’indagine sulla Prius modello 2010 per far luce sui difetti all’impianto frenante che, si scopre ora, erano stati segnalati in questi mesi da 124 guidatori, 4 dei quali coinvolti in incidenti stradali.

E siccome tutto il mondo è paese, l’ente ha tenuto a precisare che la richiesta alla Toyota perché investigasse in merito è scattata a fine dicembre scorso, dopo che erano state raccolte le prime 77 segnalazioni di malfunzionamento. Per questo gli ingegneri di Toyota hanno nel frattempo revisionato il software che regola l’impianto ABS ed ora le nuove Prius escono già con il software aggiornato,  mentre per quelle su strada si è giunti alla decisione di proporre il richiamo di cui sopra.

Tutto sommato una storia di cui il mercato, accortosene con ritardo, sembra aver già scontato l’impatto, tanto che semmai il titolo subisce al momento l’impatto più dei dati di immatricolazione sui principali mercati di sbocco del gruppo che non le ulteriori puntate di questo “tormentone d’Oriente”, come la seduta odierna ha ulteriormente confermato.

Luca Spoldi


tags: toyota prius

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