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Economia

La Borsa continua a scommettere sul risiko bancario, così proseguono gli acquisti su Banco Bpm e Ubi Banca, con il mercato che vede come reale un'ipotesi di aggregazione tra i due istituti. Ubi sale dell'1% mentre il Banco Bpm recupera il 2,6%. In positivo anche Bper Banca (+0,23%). In mattinata il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Giandomenico Genta, primo azionista di Ubi con quasi il 6% del capitale, ha detto che la formazione del nuovo patto di sindacato di Ubi Banca, che si prefigge di sostenere l'istituto come 'banca indipendente" non esclude futuri consolidamenti. Anzi - ha detto - secondo me saranno veramente molto possibili", citando tra le banche interessate Banco Bpm, Bper e Mps.

"Sono tutti dossier che una banca come Ubi dovrà esaminare attentamente uno per uno, anche solo per escluderli, ma esaminarli", ha aggiunto. Genta poi si è auspicato "che arrivino nuovi azionisti. Abbiamo la soglia del 25% per non superare gli obblighi di Opa ma qualsiasi socio che rispetti l'etica e le regole del gioco, che poi sono quelle dei regolatori, è ben accetto", ha detto Genta, a margine di un incontro alle Ogr di Torino, organizzato da Cdp e fondazioni bancarie.

Genta ha poi osservato che "la logica del territorio è superata, perche' rappresenta gia' tre territori che non sono contigui e con l'ingresso di Beretta i territori saranno quattro. Ogni soggetto che si siede in un patto di consultazione porta ricchezza".

Dopo Genta è stata la volta di Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt che in Bpm ha l'1% del capitale. "Rispondo come ha detto Castagna: e' un processo che richiede i suoi tempi, che non e' facile, che pero' va nella logica mi pare di quello che vuole la Bce. C'e' un puzzle di possibili matrimoni, che per adesso non sono neanche fidanzamenti".

Inoltre, un analista ha fatto notare come il Governo nella Nota di aggiornamento al Def veda "con favore il consolidamento del settore bancario perchè potrebbe favorire prestiti alle regioni del Centro Sud". Secondo l'esperto, "prima di un eventuale accordo, Banco Bpm deve chiudere il gap valutativo rispetto a Ubi Banca". Inoltre, i due istituti si apprestano a presentare il piano industriale senza includere lo scenario di fusione.

"Riteniamo - ha sottolineato l'analista - che l'eventuale consolidamento del settore necessiti in primo luogo della soluzione del tema della governance e in secondo luogo di un approccio più morbido da parte della vigilanza europea in termini di requisiti di capitale rispetto alle precedenti operazioni, come quella tra Banco Popolare e Bpm". 

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